Lockdown, diritto alla libertà personale e sanzioni amministrative
Giustizia e tricolore

Nello spirito di una corretta informazione utile e necessaria per conoscere le dinamiche dei fatti e degli eventi sottopongo a tutti alcuni spunti di riflessione sui provvedimenti governativi che di fatto hanno privato i cittadini italiani della libertà personale nel periodo del cd. Lockdown in palese violazione dell’art.13 Cost. dove è scritto a chiare lettere:
La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c. 1, 2] e nei soli casi e modi previsti dalla legge [cfr. art. 25 c. 3].
• il Consiglio dei Ministri, con delibera 31 gennaio 2020, dichiarava “per 6 mesi dalla data del presente provvedimento, lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”;
• con decreto-legge 25 marzo 2020 n.19 si prevede, all’art. 1, che “per contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus COVID-19, su specifiche parti del territorio nazionale ovvero, occorrendo, sulla totalità di esso, possono essere adottate, secondo quanto previsto dal presente decreto, una o più misure tra quelle di cui al comma 2, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020, termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, e con possibilità di modularne l’applicazione in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del predetto virus”;
• tra le misure di cui al comma n. 2 del precitato articolo sono ricomprese: “a) limitazione della circolazione delle persone, anche prevedendo limitazioni alla possibilità di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora se non per spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni; …;
• con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 aprile 2020 (Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale) si stabiliva che “l’efficacia delle disposizioni dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri dell’8, 9, 11 e 22 marzo 2020, nonché di quelle previste dall’ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 e dall’ordinanza del 28 marzo 2020 adottata dal Ministro della salute di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ancora efficaci alla data del 3 aprile 2020 è prorogata fino al 13 aprile 2020”;
• la dizione “O DA ALTRE SPECIFICHE RAGIONI” , prevista espressamente nel D.L. 19/2020, normativa tuttora in vigore, non è stata mai riportata nei verbali delle Forze dell’Ordine, né nei moduli dell’autocertificazione predisposti dal Ministero dell’Interno in cui si fa riferimento al Dpcm del 22.03.2020, atto quest’ultimo superato e privo di efficacia sul punto proprio dal D.L. 19/2020.
4. Il legislatore all’art. 1 n.2 sub a) del DL n.19/2020 ha espressamente statuito, fra le fattispecie legittimanti che consentono lo spostamento dal proprio domicilio e/o residenza, in aggiunta alle esigenze lavorative, alle situazioni di necessità o urgenza e ai motivi di salute, anche una ipotesi di chiusura sotto la specificazione “altre specifiche ragioni”, con cui di tutta evidenza ha ritenuto di attenuare il rigore della restrizione della libertà, stante le notevoli censure di costituzionalità sollevate da eminenti giuristi, tenuto conto che non si può privare un cittadino del diritto alla libertà personale tutelata dall’art.13 Cost. in quanto quello della libertà personale è un diritto umano fondamentale ed inalienabile che può essere compresso solo con un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria nell’esercizio delle sue funzioni giurisdizionali.
E’ evidente che tutti i verbali con cui sono state contestate centinaia di migliaia di infrazioni ai dicktat governativi sono illegittimi come sono illegittime ed incostituzionali le norme negli stessi richiamate e che avverso detti verbali i cittadini potranno inoltrare alle Prefetture competenti per territorio, per il tramite degli agenti accertatori (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Comunale) gli scritti difensivi previsti dall’art. artt. 17-18 L. 24.11.1981 n.689.
E’ parimenti è pacifico che avverso le eventuale ordinanze-ingiunzioni che verranno emesse dai Prefetti i cittadini potranno proporre opposizione innanzi ai Giudici di Pace territorialmente competenti con buone possibilità di accoglimento e che in molti dei processi in cui sarà sollevata la questione di illegittimità costituzionale avverso gli atti amministrativi ed i decreti legge emanati dal premier Conte, quei procedimenti verranno sospesi e gli atti verranno rimessi alla Consulta per i provvedimenti di sua competenza che potrebbero sfociare in una dichiarazione di incostituzionalità e far crollare l’intera impalcatura costruita dal governo Conte per giustificare i poteri straordinari assunti contestualmente alla proclamazione dell’emergenza “coronavirus”, in spregio delle prerogative esclusive del Parlamento.
Resta tuttavia l’amara constatazione che l’aver utilizzato tutto il personale destinato a tutelare l’ordine e la sicurezza dei cittadini per compiti che esulavano dal loro abituale servizio ha inutilmente vessato i cittadini, mortificato le Forze dell’Ordine, sguarnito dei presidi di legalità i centri storici e le periferie di ogni città ed accrescerà in un futuro molto vicino ed in maniera esponenziale il contenzioso giudiziario attraverso la sicura instaurazione di centinaia di migliaia di procedimenti civili (opposizioni alle sanzioni) e penali (prevalentemente resistenza a pubblico ufficiale ed abuso di potere, a seconda di chi sia il soggetto attivo e/o passivo del reato)
In tale situazione e contesto normativo ricco di confusione e superficialità sorgono inevitabilmente degli interrogativi:
1) Perchè il governo ha utilizzato strumentalmente le Forze dell’Ordine, distogliendole dai loro compiti istituzionali, in una sorta di vera e propria “campagna della caccia all’uomo”?
2) Perché nei moduli di autocertificazione e/o autodichiarazione messi a disposizione del ministero dell’interno tra i motivi di giustificazione degli spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio oltre alle esigenze lavorative, alle situazioni di necessità o urgenza, ed ai motivi di salute non è stata aggiunta la più ampia previsione alternativa e disgiuntiva delle “ altre specifiche ragioni”, che pur esisteva nella legge?
3) Perché nei moduli dei verbali in possesso delle Forze dell’Ordine tra i motivi di giustificazione degli spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio oltre alle esigenze lavorative, alle situazioni di necessità o urgenza, ed ai motivi di salute non è stata riportata l’ulteriore ipotesi delle “ altre specifiche ragioni”?
Per chi è meno distratto e più attento a quello che accade quotidianamente e conseguentemente è abituato ad analizzare gli eventi che si sovrappongono con straordinaria velocità, le relative cause ed i successivi possibili sviluppi, le risposte sono elementari e consentono di comprendere che i nostri spazi di libertà si stanno restringendo a poco alla volta, che le persone stanno diventando soltanto dei numeri e che vengono spesso usate subdolamente per il raggiungimento di fini che non sempre coincidono con i loro interessi e con il bene comune.