207° Anniversario Annuale della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri
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AUGURI A TUTTI I NOSTRI CARABINIERI!

Si è celebrato oggi 5 giugno 2021 il  207° Anniversario Annuale della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri da sempre fedele allo Stato ed al servizio delle istituzioni, ma nel contempo particolarmente vicina ai cittadini.

Quella dei Carabinieri è un’Arma di antiche tradizioni, fondata da Vittorio Emanuele I di Savoia con la promulgazione delle Regie Patenti del 13 luglio 1814 in cui si prevedeva: << Abbiamo pure ordinato la formazione di un Corpo di militari, distinti per buona condotta e saggezza, chiamati col nome di Corpo dei Carabinieri Reali. Essi avranno le speciali prerogative, attribuzioni, ed incombenze finalizzate allo scopo di contribuire sempre più alla maggiore prosperità dello Stato, che non può essere disgiunta dalla protezione e difesa dei buoni e fedeli Sudditi nostri, e dalla punizione dei colpevoli». «Le deposizioni dei Nostri carabinieri Reali avranno la stessa forza delle deposizioni dei testimoni» (art. 6); «I carabinieri Reali non potranno essere distolti dalle Autorità Civili o Militari dall’esercizio delle loro funzioni, salvo in circostanze di urgente necessità, nel qual caso dovrà essere inviata al Comandante del Posto una motivata richiesta scritta, cui lo stesso Comandante dovrà aderire»(art.11); «Il Corpo dei Carabinieri Reali sarà considerato nell’Armata il primo fra gli altri, dopo le Guardie del Corpo» (art. 12). Dunque un corpo di élite, con ampie competenze in materia di ordine pubblico, la cui funzione di protezione della stabilità interna venne considerata talmente importante da venir solo dopo la salvaguardia della persona del sovrano stesso. Questa posizione di preminenza dell’Arma verrà riconfermata in tutti i regimi successivi, fatta eccezione per quello fascista che le contrappose la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN).

Innumerevoli sono stati gli atti di coraggio, dedizione alla Patria ed altruismo di cui si sono resi protagonisti i Carabinieri fin dalle origini della costituzione dell’Arma tra questi merita menzione la carica di Pastrengo del 30 aprile del 1848 durante la prima guerra di indipendenza, quando tre Squadroni di Carabinieri a Cavallo furono decisivi di uno degli eventi più significativi della storia dell’Arma. Quel 30 aprile le forze Sardo-Piemontesi, impegnate contro quelle austriache, faticavano ad avanzare e il Re di Sardegna, Carlo Alberto aveva raggiunto le prime linee per verificare il dispiegamento delle forze in campo e coordinare con i suoi generali le strategie. Essendosi verificato un ritardo sull’arrivo delle truppe sardo-piemontesi, Carlo Alberto si trovò esposto all’attacco nemico.

Nell’occasione, senza alcun indugio, il maggiore Alessandro Negri di Sanfront, comandante dei tre “squadroni di Guerra” dei carabinieri reali di scorta al Re, ordinò di sua iniziativa la carica che oltre a mettere al sicuro Carlo Alberto, costrinse all’arretramento le truppe avversarie, liberando così Pastrengo.

I Carabinieri artefici di tale coraggiosa impresa, non avrebbero immaginato che stavano scrivendo una pagina gloriosa e indelebile di tutta la storiografia militare nazionale.

Dopo l’avvento della Repubblica, che ebbe luogo il 18 giugno 1946 a seguito della lettura da parte della Corte di Cassazione dei risultati del referendum istituzionale, i Carabinieri reali che già erano stati sciolti dal giuramento di fedeltà al Re da Umberto II il 12 giugno 1946 prima della sua partenza per l’esilio, prestarono giuramento alla repubblica, alla costituzione e alle leggi per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni secondo la seguente formula:

“GIURO DI ESSERE FEDELE ALLA REPUBBLICA ITALIANA, DI OSSERVARNE LA COSTITUZIONE E LE LEGGI E DI ADEMPIERE CON DISCIPLINA ED ONORE TUTTI I DOVERI DEL MIO STATO PER LA DIFESA DELLA PATRIA E LA SALVAGUARDIA DELLE LIBERE ISTITUZIONI “.

Dunque, nel rinnovare gli Auguri a Carabinieri italiani, riconosco ad ognuno di loro il depositario della grandezza dei valori che sono stati loro tramandati, come la nobiltà d’animo, la lealtà, la fedeltà, la gloria e l’onore che, sono convinto, sapranno conservare ed accrescere.