Analisi di fatti inquietanti verificatisi nell’aula della Camera dei Deputati in occasione della seduta del 25 giugno 2020
art.21 cost.

Nel corso del suo intervento in aula in data 25 giugno 2020 l’on.le Vittorio Sgarbi ha chiesto l’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulle vicende che riguardano l’Associazione Nazionale Magistrati ed alcuni magistrati collegati al dott. Luca Palamara, presidente della stessa associazione.

Dopo detto intervento, conclusosi con un generico veemente attacco verso tutta l’associazione, seguivano una dura reazione dell’on.le Giusi Bertolozzi a difesa dei magistrati, due richiami del Presidente dell’Assemblea on.le Mara Carfagna all’indirizzo di Sgarbi e subito dopo l’increscioso e indecoroso episodio che ha visto l’allontanamento forzato di Sgarbi dall’aula, spettacolo questo poco  dignitoso per chi lo ha disposto e per quanti vi hanno dato esecuzione.

Dinnanzi a simili fatti inevitabilmente viene da chiedersi se anche un parlamentare possa essere sottoposto alla censura del regime e se sia consentito usare violenza sulla sua persona.
A parte le precipue prerogative che in uno Stato di diritto dovrebbero essere sempre garantite a tutti i componenti di un parlamento libero e democratico, dobbiamo interrogarci su quale siano le ragioni per le quali un cittadino italiano, quale è Sgarbi, non abbia diritto di esprimere le proprie opinioni.
Stupisce poi l’iniziativa dell’on.le Mara Carfagna, la quale presiedeva l’assemblea e la difesa d’ufficio dell’on.le Giusi Bartolozzi, a sua volta magistrato in aspettativa dopo l’elezione a deputato, entrambe di Forza Italia, le quali hanno avuto delle reazioni deplorevoli e fuorvianti dopo l’intervento di Sgarbi non gradito ai più!
Entrambe hanno poi lasciato intendere di non avere seguito con attenzione l’intervento dell’ on. le Sgarbi, o di non avere sufficientemente chiaro il concetto che l’Associazione nazionale magistrati (in sigla ANM) è un organismo rappresentativo della magistratura di natura privatistica, essendo inquadrabile nella fattispecie della associazione di fatto non riconosciuta che raggruppa oltre il 90% dei magistrati italiani,.
Altra cosa è il Consiglio superiore della magistratura (in sigla CSM) organo di rilievo costituzionale di autogoverno autonomo della magistratura italiana.
Sgarbi si è riferito invece all’ANM, richiamando le parole precedentemente proferite dal Presidente emerito Cossiga ed ha aggiunto, a sostegno della richiesta di formazione di una commissione di inchiesta parlamentare, che il CSM aveva tradito la sua funzione.
Forse l’argomento trattato coraggiosamente dall’on.le Sgarbi e la richiesta di istituire una commissione di inchiesta parlamentare equivaleva ad una sorta di “lesa maestà” verso coloro che di fatto occupano da qualche tempo il vertice dei poteri dello Stato?
Se colleghiamo i fatti all’autoinvestitura da parte del governo di poteri straordinari che non gli competono e alla totale inerzia del parlamento innanzi a simile prevaricazione ed alla violazione ormai conclamata di numerosi articoli della nostra Costituzione, sorgono serie ed inquietanti preoccupazioni per la nostra ormai fragile democrazia.