Assoluzione perchè non sussiste il fatto del reato di cui agli artt.81 2° comma, 624, 625 n.2 in materia di furto di energia elettrica
contatori elettronici ENEL

Con questa recente sentenza del Tribunale di Lecce viene finalmente messo in discussione una principio consolidato per prassi e seguito da una uniforme giurisprudenza di merito in ordine alla esistenza di profili di responsabilità oggettiva a carico del titolare di un contratto di utenza per la somministrazione dell’energia elettrica.

Pensando di fare cosa gradita ai miei Colleghi penalisti e a qualche malcapitato coinvolto, seppure innocente, in un procedimento penale per furto aggravato di energia elettrica, per il solo fatto di essere intestatario di contratto per la somministrazione di energia elettrica,  pubblico, insieme al contenuto dello sbobinamento della mia discussione orale svolta nel corso del dibattimento, un interessante precedente giurisprudenziale della Prima Sezione Penale del Tribunale di Lecce, Giudice monocratico dott. Stefano Sernia, il quale con sentenza n.463/19, depositata il 14/02/2019 e divenuta irrevocabile il 09/03/2019 ha affermato il principio che “appare irrealistico ipotizzare e contestare una sottrazione di energia elettrica conseguente ad una manomissione del contatore -che avrebbe dovuto immediatamente essere rilevata dal software di allarme – che abbia avuto luogo per sei anni, senza che l’Enel nulla rilevasse.

Con questa premessa appaiono condivisibili le osservazioni della memoria difensiva, che contesta l’ipotesi della alterazione del funzionamento del contatore, ritenendo la manomissione della calotta un indizio insufficiente, e la verifica con contatore campione indizio altrettanto equivoco ove non risulti -come non risulta- per quanto tempo detta verifica sia stata protratta, e se vi sia garanzia che la verifica sia stata operata garantendo che -nei due momenti di annotazione del consumo, quello operato col contatore manomesso e quello registrato con quello campione – fossero in funzione gli stessi apparati assorbitori di energia elettrica.

Inoltre, si osserva che il contatore “normale” non registra i consumi in loco, ma invia un flusso dati all’esterno, realizzando così la condizione per un’anomalia di trasmissione delle apparecchiature in funzione.

Ribadita l’anomalia di un’ipotesi delittuosa che postuli una sottrazione fraudolenta di energia protrattasi dal 2011 al 2016 senza intervento dell’Enel, tale anomalia appare poi tanto più rilevante ove si consideri come non risulti che fossero i contatori dell’ENEL  soggetti a verifiche periodiche circa il loro corretto funzionamento.

Infine l’abitazione dell’imputata è in aperta campagna; il contatore è accessibile perchè ad essa esterno; vi sono abitazioni immediatamente confinanti; non è nemmeno possibile escludere un’allaccio abusivo ad opera di terzi, o altro mezzo fraudolento, estraneo alla volontà dell’imputata, non essendosi verificato se essa risiedesse stabilmente in loco.

A parità di formule dubitative, quella della assoluzione più favorevole è perchè il fatto non sussite.

Visto l’art.530 cpv cpp assolve xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx  dal reato ascrittole perchè il fatto non sussite”.

 

sentenza di assoluzione dal reato di furto aggravato di energia elettrica

 

Risultanze dello sbobinamento della discussione orale dell’Avv. Alfredo Lonoce