Cosa altro ancora intende chiederci l’Unione Europea?
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Duole dover fare qualche riflessione su quello che l’Italia è divenuta, da Stato unitario, libero ed indipendente ad una sorta di colonia straniera, succube di una pericolosa lobby finanziaria e vittima di una cricca di vili affaristi!

Circa 26 anni addietro, quando la mia opinione sull’Europa era soltanto critica, scrivevo sul settimanale “Il Corsivo”, diretto da Adolfo Maffei, un pezzo intitolato “Il cittadino si fa piccolo” in cui manifestavo alcune perplessità in relazione al fatto che “C’era un fondato pericolo di essere privati, in nome della globalizzazione dell’economia, di tutti quei valori di libertà, di certezza del diritto, di uguaglianza, che hanno da sempre costituito un patrimonio inalienabile dell’individuo e del cittadino, del quale fino ad oggi ogni Stato democratico si è reso garante”….ed ancora ”E’ opportuno riflettere con attenzione su quale sarà la società che la classe politica ci sta preparando, una società che prevede una scarsa partecipazione del cittadino a tutte le scelte più importanti e che nel contempo conserva ed accresce i poteri, già troppo forti, di qualche organo a scapito di altri.”

Oggi, dopo la sperimentazione del sistema europeo, il mio giudizio è molto più duro, severo e senza appello.

Sostanzialmente l’Unione Europea e la sua moneta senza Stato, creata dal nulla, quale è l’Euro, sono una artificiosa struttura economica costruita per soggiogare i Popoli, privare gli Stati nazionali di sovranità, fino a farli scomparire e spostare ricchezza a beneficio delle oligarchie finanziarie allo scopo di costruire un impero economico autoritario e privo di democrazia.

Col passare del tempo, in concomitanza con l’emergenza sanitaria, si è aggravato il pericolo che l’Ue ci privi anche dei diritti fondamentali universalmente riconosciuti, imprigionandoci definitivamente in una vera e propria gabbia, da cui non si potrà più uscire.

La realizzazione di questo modello di unione economica europea, peraltro privo di una Costituzione, contrasta con il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici New York 16 dicembre 1966 (Ratificato dall’Italia con la legge 881/77 del 25 ottobre 1977) in cui nella parte prima all’articolo 1 vi è scritto che tutti i popoli hanno diritto di autodeterminazione.

In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale. Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalla cooperazione economica internazionale, fondata sul principio del mutuo interesse, e dal diritto internazionale. In nessun caso un popolo può essere privato dei propri mezzi di sussistenza.

Nell’attuale Unione Europea, concepita e voluta dai suoi artefici in spregio di ogni regola democratica, guidata da tecnocrati e neoliberisti, spesso coinvolti in variegati e gravi conflitti di interessi, tutti gli Stati aderenti si riducono ad una mera espressione geografica ed i cittadini a semplici numeri.

Fino a quando dovremo ancora subire decisioni prive di equità ed invasive della sfera personale di ognuno di noi, che non provengono da un parlamento, ma da direttive europee emanate da una commissione composta da nominati e non da eletti?

Quelle direttive però, nella gerarchia delle fonti del diritto prevalgono sulla legge ordinaria dei singoli Stati e conseguentemente incidono pesantemente sui singoli cittadini.

Il più delle volte si tratta di direttive apparentemente inutili, ma sempre tutte finalizzate a favorire potenti lobby economiche che fanno i loro interessi e non quelli dei cittadini.

Non bisogna poi sottacere che la nostra Costituzione non consente la cessione della sovranità, ma soltanto la sua limitazione.

Infatti l’art.11 cost. così recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”.

La sovranità, a norma dell’art.1 cost. appartiene al Popolo e dunque, nessuno avrebbe dovuto, né potuto cedere la sovranità monetaria, economica e tributaria senza il consenso del Popolo italiano e senza incorrere nei delitti di alto tradimento ed attentato alla Costituzione per aver ceduto ad un soggetto terzo straniero il potere di imperio sulla moneta sulla economia e sui tributi in violazione delle previsioni costituzionali.

Se avessimo avuto il diritto, o anche l’opportunità di una scelta, sarebbe stata questa l’Europa che avremmo voluto?

Non credo che i cittadini italiani avrebbero scelto di entrare spontaneamente in quella che in definitiva si rivela essere una vera e propria prigione dei Popoli.

Mi auguro che la gente, anche se in ritardo, apra gli occhi e si organizzi organicamente e capillarmente sul territorio per opporre un netto e deciso rifiuto a tutto quello che ci viene imposto con il frusto, abusato e schizofrenico ritornello “ce lo chiede l’Europa”, perché abbiamo già dato troppo ed è giunto il momento di fare i conti!

Questa Ue non conosce alcuna equità, né alcuna regola democratica, non è una unione politica sovranazionale, non ha uno statuto, non si riconosce in una radice comune, è priva di umanità e cavalca con cinismo ed una disinvoltura della peggior specie un neoliberismo mondialista e totalitario imposto da una globalizzazione selvaggia.

Deve cessare ogni attacco alla dignità dei cittadini che non sono dei numeri in funzione del perseguimento dell’asserita sostenibilità di ogni progetto europeo, né degli schiavi sfruttare fino all’inverosimile attraverso il forzato prelievo di tasse ed imposte dirette e indirette, queste ultime le peggiori e meno eque, a beneficio dell’alta finanza, dei burocrati e dei tecnocrati europei.

Il brillante risultato di questa politica economica neoliberista è stato l’annientamento non solo del ceto medio e produttivo, ma di chiunque viva del suo lavoro ed il conseguente peggioramento della qualità della di vita di tutti noi.

Ed è proprio per questo che affermo che questo sistema europeo non mi piace e non può che suscitare il mio più profondo e convinto dissenso.