Denuncia per favoreggiamento immigrazione clandestina ed associazione per delinquere depositata il 23 aprile 2021 presso la Procura della Repubblica di Roma
La-Dea-della-Giustizia

Al Signor Procuratore della Repubblica

presso il Tribunale Ordinario di Roma

I sottoscritti:

Prof. Avv.  Augusto Sinagra del Foro di Roma, nato a Catania il 18 agosto 1941 ed  elettivamente domiciliato presso il proprio Studio Legale in  Roma al Viale Gorizia n.14, Fax: 068412354 indirizzo email: [email protected] Pec: [email protected];

Avv. Pasquale Forciniti del Foro di Roma, nato a Roma il 25/07/1973 ed ivi elettivamente domiciliato presso il proprio Studio Legale in via Monginevra, 19, Fax 0686216654, indirizzo email: [email protected]
Pec: [email protected]

Avv. Alfredo Lonoce del Foro di Lecce, nato a Brindisi il 30 ottobre 1947, ed  elettivamente domiciliato presso il proprio Studio Legale in Lecce alla via Cosimo De Giorgi n.19, Fax 0832 394570, indirizzo email: [email protected] Pec: [email protected]

Prof.ssa Ornella Mariani Forni, nata a 82030 Ponte (BN) il 04/12/1946 ed ivi residente alla via G. Calandriello n.8, C.F. FRNRLL46T44G827M

espongono alla S.V. quanto segue, premettendo che:

Fatto

Nonostante l’emergenza sanitaria e la dichiarazione dell’11 marzo 2020 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con cui il focolaio internazionale di infezione da nuovo coronavirus SARS-CoV-2 è stato considerato pandemia, sembra che l’attuale Governo, come il precedente, non voglia/non abbia voluto adottare le stesse precauzionali e stringenti misure che invece ha disposto per gli Italiani anche nei confronti degli stranieri  che continuano ad entrare numerosi nel territorio italiano via terra e via mare.

Questo continuo e quotidiano ingresso di immigrati nel territorio italiano – grazie anche alle navi battenti bandiera straniera, soprattutto appartenenti alle ONG – non solo non è contrastato ma, addirittura, sembra venga favorito dai rappresentanti delle nostre Istituzioni che hanno organizzato e favorito la creazione di una vera e propria organizzazione dell’accoglienza gestita dai privati nell’ottica di una sussidiarietà orizzontale.

Tuttavia non si deve dimenticare che in Italia il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina costituisce reato, con la conseguenza che solo i profughi e gli aventi diritto alla protezione internazionale avrebbero diritto al rifugio e all’accoglienza in Italia.

E’ appena il caso di sottolineare poi che un migrante che viene trasbordato da un barchino e/o gommone o natante precario su una nave straniera, giuridicamente fa ingresso nello Stato di cui quella nave batte bandiera e non potrebbero essere trasportati in Italia.

Cronologia dei fatti

Fino a quando la stampa nazionale ed in media hanno ritenuto di fornire informazioni, diffondendo notizie sull’argomento abbiamo potuto leggere:

1) Il Giornale su cronache:

La mappa della mafia nigeriana in Italia

Il fenomeno relativo alla criminalità organizzata nigeriana è sempre più preoccupante: ecco quali sono i gruppi più pericolosi della mafia provenienti dalla Nigeria e dove operano

Mauro Indelicato – Lun, 18/02/2019 – 12:31

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/mappa-mafia-nigeriana-italia-1647120.html

2) ANSA

Nizza: attacco a Notre-Dame, tre morti. Il killer sbarcato a Lampedusa

Preso il responsabile. Altro attacco al consolato francese a Gedda. Fermato a Lione afghano con un coltello

Redazione ANSA PARIGI

30 ottobre 2020 09:37 NEWS

Sanguinario attacco all’arma bianca nei pressi della chiesa di Notre-Dame, a Nizza  (BFM-TV). E la Francia ripiomba nel terrore. Il bilancio è di 3 morti e diversi feriti.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2020/10/29/attacco-vicino-notre-dame-nizza-almeno-1-morto-_f5179225-63aa-4244-8407-6ff5cd26d530.html

3) Il Messaggero

Nizza, il killer sbarcato a Lampedusa a settembre: il 9 ottobre a Bari, poi da clandestino in Francia

Il killer che ha colpito nella chiesa di Nizza è sbarcato a Lampedusa assieme ad altri migranti. La conferma delle modalità con cui il tunisino è entrato in Europa arriva da fonti degli apparati di sicurezza secondo le quali nell’isola c’è stata la prima registrazione dell’uomo. Brahim Aoussaoui, tunisino nato il 29 marzo del 1999, era arrivato sull’isola il 20 settembre. Prima la quarantena, poi il successivo trasferimento in un Centro per migranti a Bari. Un passaggio avvenuto il 9 ottobre. Sarebbero queste, secondo quanto si apprende da fonti degli apparati di sicurezza, le prime due tappe del tunisino nel nostro paese. Investigatori e 007 stanno ora ricostruendo tutte i movimenti successivi e le modalità che hanno consentito all’uomo di lasciare il Centro.

https://www.ilmessaggero.it/mondo/nizza_killer_viene_da_lampedusa-5553924.html

4)  la Repubblica

 Arrestato, avrebbe agito da solo. Il Papa: “Atto selvaggio”. Il presidente francese: “Non rinunceremo ai nostri valori”. I leader Ue: “Si lavori per il dialogo”

 29 OTTOBRE 2020 5 MINUTI DI LETTURA

PARIGI – Attacco al coltello nella basilica di Notre-Dame a Nizza. Tre persone sono state uccise all’interno della chiesa nel cuore della città stamattina verso le nove: una donna è stata decapitata, un uomo – il sacrestano – sgozzato.

L’attentatore sbarcato a Lampedusa a settembre

L’assalitore si chiama Brahim Aoussaoui, nato in Tunisia il 29 marzo 1999. È arrivato sull’isola di Lampedusa a settembre. Dopo aver passato il periodo di quarantena, è stato sbarcato a Bari il 9 ottobre.

https://www.repubblica.it/esteri/2020/10/29/news/nizza_attacco_terrorismo-272237646/

5) Tg24.sky  

Migranti, 382 persone sbarcate a Augusta dopo la fine della quarantena SICILIA

Per 181 delle persone sbarcate, che hanno diritto a chiedere asilo politico, il prefetto di… 14 nov – 11:44

Migranti, sbarcati in 123 da nave Azzurra a Catania SICILIA

Sono tutti negativi agli accertamenti per il Covid-19 e sono in corso di trasferimento, con dei… 20 nov – 11:50

Sbarco di migranti davanti a Capri, la città si mobilita per sfamarli CAMPANIA

Le 16 persone sono approdate ieri sera in località Marina del Cantone, a Nerano, una frazione di… 18 nov – 12:53

Migranti, due sbarchi a Lampedusa: 700 ospiti nell’hotspot SICILIA

Nella prima imbarcazione c’erano 66 persone, 58 nella seconda. Domenica erano stati imbarcati 250… 17 nov – 08:10

Migranti, 382 persone sbarcate a Augusta dopo la fine della quarantena SICILIA

Per 181 delle persone sbarcate, che hanno diritto a chiedere asilo politico, il prefetto di… 14 nov – 11:44

seguono n.49 pagine video tg24.sky

https://tg24.sky.it/argomenti/migranti

6IL GIORNALE

Caos nei centri di accoglienza: nuova fuga di migranti positivi

Sette migranti positivi al coronavirus sono stati denunciati dopo essere scappati dal centro di accoglienza di San Giuliano Terme

Francesca Galici – Mar, 27/10/2020 – 22:21

L’Italia chiude alle 18, ristoratori e partite iva gambizzati dal nuovo Dpcm sono sul piede di guerra e hanno dato vita a una protesta costante nelle piazze d’Italia.

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/migranti-positivi-coronavirus-scappano-centro-accoglienza-1899314.html

7) IL GIORNALE

Migranti positivi occupano il centro di accoglienza. I residenti: “Ora pericolo di fughe”

Dopo la rivolta dello scorso giovedì il Cas di via della Riserva Nuova è autogestito dai migranti. Prima del caos erano già stati registrati 30 casi di positività al Covid. I residenti: “C’è il rischio di fughe, temiamo la diffusione del virus”

Elena Barlozzari Alessandra Benignetti – Sab, 24/10/2020 – 22:45

https://www.ilgiornale.it/news/roma/focolaio-nel-centro-accoglienza-occupato-dai-migranti-qui-c-1898628.html  

8) Il Giornale it.

I migranti fuori controllo: una “bomba sanitaria” nella tendopoli

(Costanza Tosi) – Ven, 20/03/2020 – 08:23

Gli immigrati della tendopoli di San Ferdinando, in Calabria, non rispettano le regole imposte dal governo per combattere la pandemia e gli alloggi rischiano di diventare un focolaio pericoloso

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/coronavirus-immigrati-senza-regole-nella-tendopoli-rischio-1843388.html/

9)  BRINDISI REPORT

Migranti: trasferimenti da Brindisi-Restinco per fare posto a nuovi arrivi

Si tratterebbe di gruppi provenienti da sbarchi recenti in Sicilia e Calabria, dove si è creata un’emergenza Covid

Redazione – 13 luglio 2020 14:17

https://www.brindisireport.it/attualita/trasferimenti-migranti-cara-restinco-brindisi-emergenza-covid-sbarchi-calabria-sicilia.html

10) LA STAMPA  cronaca

La fuga dai centri di accoglienza: in Sicilia arrivano navi e militari

Un centinaio di profughi scappa dalla struttura di Porto Empedocle. Boom di sbarchi (quotidiano “La Stampa” articolo di FABIO ALBANESE, pubblicato il 28 Luglio 2020)

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/07/28/news/la-fuga-dai-centri-di-accoglienza-in-sicilia-arrivano-navi-e-militari-1.39130585

11) TGR  Molise

Fuga dal Centro di accoglienza

CRONACA  17 AGO 2020

 Fuga dai centri accoglienza, scappano anche i positivi al Coronavirus

16 AGO 2020   Scappano in dieci, tre rintracciati

https://www.rainews.it/tgr/molise/tag/Fuga%20dal%20Centro%20di%20accoglienza%7CCategory-174861c8-e558-4792-8f79-7c5e5314e9de

12) DIRE “Rivolta e fuga di migranti da un centro di accoglienza ad Agrigento” Redazione 07/10/2020PoliticaSicilia [email protected].

Il sindacato di Polizia denuncia: “Hanno appiccato un incendio, aggredito i poliziotti con il lancio di oggetti di ogni genere ferendone tre, prima di allontanarsi nonostante fossero in quarantena”

https://www.dire.it/07-10-2020/512177-rivolta-e-fuga-di-migranti-da-un-centro-di-accoglienza-ad-agrigento/

13)  TGCOM24 – 03 AGOSTO 2020 22:35 “Migranti in fuga dai centri di accoglienza a Porto Empedocle e a Campomarino. Una decina di giorni fa, sempre dalla stessa tensostruttura della Protezione civile nellʼAgrigentino, erano scappati un centinaio di immigrati.”

https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/sicilia/porto-empedocle-50-migranti-in-fuga-da-centro-accoglienza_21476346-202002a.shtml

14) La repubblica – (mappa dell’epidemia)

Coronavirus, il bollettino di oggi 15 luglio: altri 13 morti, vicini a quota 35000 vittime

Sono 162 i nuovi contagiati da Covid nelle ultime 24 ore in Italia, in aumento rispetto ai 114 di ieri (+48), di cui 63 registrati in Lombardia (circa il 40 per cento). Le vittime sono invece 13, in calo dopo le 17 di ieri. I casi totali salgono a 243.506, i morti a 34.997. I dati sono stati pubblicati sul sito della Protezione civile. I pazienti attualmente positivi al coronavirus sono 12.493, nelle ultime 24 ore 426 in meno.

Coronavirus, il bollettino di oggi 15 luglio: altri 13 morti, vicini a quota 35000 vittime

di GIOVANNI GAGLIARDI

https://www.repubblica.it/cronaca/2020/07/15/news/coronavirus_il_bollettino_di oggi_15_luglio-262005538/

15) La Stampa

Un centinaio di profughi scappa dalla struttura di Porto Empedocle. Boom di sbarchi 

(estratto dal quotidiano “La Stampa” articolo di FABIO ALBANESE, pubblicato il 28 Luglio 2020)

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/07/28/news/la-fuga-dai-centri-di-accoglienza-in-sicilia-arrivano-navi-e-militari-1.39130585

 16) TGR  Molise

Ancora una fuga da un centro di accoglienza

Scappano in dieci, tre rintracciati

https://www.rainews.it/tgr/molise/articoli/2020/08/mol-migranti-fuga-Isernia-Carabinieri-Polizia-0ad887d2-f8ed-4e3f-b4a9-8e73a5a1da85.html

17) TGR  Molise – 17 AGO 2020

Fuga dai centri accoglienza, scappano anche i positivi al Coronavirushttps://www.rainews.it/tgr/molise/tag/Fuga%20dal%20Centro%20di%20accoglienza%7CCategory-174861c8-e558-4792-8f79-7c5e5314e9de/

18)  Rivolta e fuga di migranti da un centro di accoglienza ad Agrigento

Redazione 07/10/2020PoliticaSicilia

[email protected]/

Il sindacato di Polizia denuncia: “Hanno appiccato un incendio, aggredito i poliziotti con il lancio di oggetti di ogni genere ferendone tre, prima di allontanarsi nonostante fossero in quarantena”

“Praticamente ovunque, in queste strutture – conclude Mazzetti – i migranti rifiutano di rimanere in quarantena. Le rivolte e le fughe di massa sono continue, e noi non siamo numericamente in grado di affrontarle, né abbiamo protocolli chiari in tal senso. Rischiamo sistematicamente il massacro, mentre vengono commessi reati gravissimi”.

https://www.dire.it/07-10-2020/512177-rivolta-e-fuga-di-migranti-da-un-centro-di-accoglienza-ad-agrigento/

19) IL GIORNALE Dopo la rivolta dello scorso giovedì il Cas di via della Riserva Nuova è autogestito dai migranti. Prima del caos erano già stati registrati 30 casi di positività al Covid. I residenti: “C’è il rischio di fughe, temiamo la diffusione del virus” estratto da “Il Giornale” articolo di Elena Barlozzari Alessandra Benignetti – Sab, 24/10/2020 – 22:45

https://www.ilgiornale.it/news/roma/focolaio-nel-centro-accoglienza-occupato-dai-migranti-qui-c-1898628.html/

20)  IL GIORNALE

Sette migranti positivi al coronavirus sono stati denunciati dopo essere scappati dal centro di accoglienza di San Giuliano Terme (estratto da “Il Giornale” articolo di Francesca Galici – Mar, 27/10/2020 – 22:21)

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/migranti-positivi-coronavirus-scappano-centro-accoglienza-1899314.html/

21) Il Giornale

Bufera sul numero dei migranti contagiati. “Il Viminale dica la verità”

https://www.ilgiornale.it/news/politica/salvini-inchioda-viminale-verit-sui-migranti-contagiati-1874514.html?fbclid=IwAR2d1GvtHeuSK-hM7LdKrURwHwl3629oNzHp1zAjJeU5qAuhsThZHifuhW8

22) SALERNOTODAY Cronaca / Centola 08 ottobre 2020 17:20

Migranti in rivolta a Palinuro –  Gli immigrati, una ottantina in tutto, hanno occupato questa mattina la strada provinciale all’ingresso del centro costiero cilentano. Cirielli: “Lamorgese usi il pugno di ferro, rischio emulazione”. Pierro: “La salute dei cilentani prima di tutto”

23) Cronaca Primo Piano

Lampedusa, 400 clandestini sbarcati in 24 ore. Italiani rinchiusi, porti sempre più aperti – di  Cristina Gauri  2 Novembre 2020

Home » Articoli in evidenza » L’Italia torna il bengodi di clandestini e trafficanti

https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/lampedusa-400-clandestini-sbarcati-24-ore-italiani-rinchiusi-porti-sempre-aperti-172685/

24) L’Italia torna il bengodi di clandestini e trafficanti

La rotta mediterranea verso l’Italia è tornata il canale principale per gli immigrati clandestini e la maggioranza in Parlamento continua a prendere provvedimenti che facilitano l’arrivo di irregolari. La politica migratoria del governo è ormai una minaccia alla sicurezza nazionale.

di: Gianandrea Gaiani – Corriere della Sera
data di pubblicazione: 23 Novembre 2020

https://radiomaria.it/litalia-torna-il-bengodi-di-clandestini-e-trafficanti/

25) IL GIORNALE DI SICILIA – HOTSPOT

Migranti, alta tensione a Lampedusa: i trasferimenti non bastano

22 Agosto 2020

https://agrigento.gds.it/articoli/cronaca/2020/08/22/migranti-alta-tensione-a-lampedusa-i-trasferimenti-non-bastano-1c602b21-d2a4-4911-bb79-31847133fefb/

26) TRIESTE CAFE

Favoreggiamento immigrazione clandestina, arrestati 4 passeur a Trieste (ucraino, kosovaro e 2 turchi)

CRONACA   Redazione  09 Settembre 2020

https://www.triestecafe.it/it/news/cronaca/quattro-arresti-per-favoreggiamento-dell-immigrazione-clandestina-ucraino-kosovaro-e-2-turchi-9-settembre-2020.html

https://www.ilgiornale.it/sezioni/cronache.html

27) Il Giornale

Sequestro per oltre 80mila euro: 23 denunciati per aver percepito indebitamente l reddito di cittadinanza

Francesca Galici

 28) theSocialPost

Giornalisti intercettati dai pm di Trapani per il lavoro su Libia e migranti: spiata anche la legale dei Regeni

03 aprile 2021 15:35

Anastasia Latini

Cronaca

Mesi di intercettazioni di giornalisti che si occupano di Libia e migranti da parte della Procura di Trapani, nell’ambito dell’inchiesta che vede alcune ong, da Save The Children a Medici Senza Frontiere, accusate di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per i salvataggi nel Mediterraneo.

Lo scandalo è deflagrato rivelando centinaia di pagine di conversazioni trascritte carpite dai giornalisti intercettati, tra cui anche rapporti confidenziali con le fonti. Tra loro, firme che hanno contribuito a fare chiarezza su cosa accade in Libia, come Francesca Mannocchi e Nancy Porsia, già minacciata di morte dai trafficanti libici per il suo lavoro.

29) Giornalisti intercettati e “schedati” dalla Procura di Trapani

È Domani a rivelare come alcuni giornalisti italiani siano stati intercettati anche durante conversazioni protette dalla legge, come quelle con le fonti, dalla Procura di Trapani. Nessuno dei giornalisti è indagato nell’inchiesta delle toghe trapanesi, che avrebbero comunque messo sotto sorveglianza i giornalisti al lavoro su migrazione e Libia.

A svelare queste modalità, la cui legalità è tutta da vedere, è Andrea Palladino, che riporta come la Procura di Trapani abbia depositato centinaia di pagine contenenti le fonti, i nomi, gli spostamenti, anche le conversazioni con l’avvocato, come accaduto a Nancy Porsia.

Sulla giornalista Nancy Porsia un vero e proprio dossier

La giornalista, freelance per testate italiane e straniere tra cui Sky Tg24 e The Guardian, è stata intercettata mentre parlava con la legale Alessandra Ballerini, che difende anche la famiglia Regeni. A questo riguardo, sono state trascritte anche informazioni che l’avvocata ha condiviso sul prossimo viaggio in Egitto, proprio per il caso di Giulio Regeni.

Il telefono di Nancy Porsia, mai indagata, sarebbe stato sotto controllo per 6 mesi.

Di 300 pagine di trascrizioni di intercettazioni, oltre 100 sono mie conversazioni. Non sono stata intercettata mentre parlavo con indagati come altri colleghi, ma era proprio la mia utenza ad essere posta sotto controllo. Per sei mesi. Perché questo accanimento?“, ha chiesto su Twitter la giornalista. Su di lei ci sono inoltre pagine e pagine in cui venivano annotati i contatti e i movimenti.

Tweet di Nancy Porsia

Chi sono gli altri giornalisti intercettati

Ad essere ascoltati in segreto dai pm di Trapani, anche altre note firme del giornalismo italiano. Francesca Mannocchi, Sergio Scandura di Radio Radicale, Antonio Massari de Il Fatto QuotidianoFausto Biloslavo de Il Giornale e Claudia Di Pasquale di Report.

Tutti loro sono stati intercettati anche mentre parlavano con fonti sensibili, la cui identità è protetta dal segreto professionale, e membri delle ong presenti in Libia o nelle missioni di salvataggio. 

 https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/26762716/immigrazione-scandalo-ong-nave-iuventa-visibilita-mediatica-attrarre-finanziamenti.html 

 30) Libero 02.04.2021

Immigrazione, inchiesta sulla nave Iuventa e le Ong Save the children e Medici senza frontiere: “Soccorsi e carte falsate, tutto per avere più finanziamenti”

Sullo stesso argomento:

“Cosa cambia per la Lamorgese”. Viminale “commissariato”, immigrati: l’affondo di Salvini

“Questa è una mafia, prendo soldi sulle vite umane”. Le intercettazioni choc tra gli attivisti delle Ong e i trafficanti

02 aprile 2021

 Favoreggiamento all’immigrazione clandestina e falso. Sono queste le accuse che si abbattono sulla nave Iuventa e che vedono coinvolte le Ong Save the Children e Medici senza frontiere, che operavano invece sulla Von Hestia e sulla Vos Prudence. Le indagini, condotte dallo Sco della Polizia e dalla Squadra mobile di Trapani con il Nucleo speciale di intervento del Comando generale delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, su indicazione della Procura di Trapani, hanno portato a 200mila intercettazioni. I 24 soggetti, tra comandanti delle navi del soccorso, operatori di bordo, volontari, rappresentanti della società armatrice, soccorrevano infatti in mare i clandestini dopo contatti attraverso vari canali come WhatsApp e Facebook. Contatti che mantenevano con scafisti e trafficanti.

“125mila euro per 27 immigrati?”. La porcata della Ong scatena la Maglie: con chi abbiamo a che fare

Questi ultimi – spiega Il Giornale – a loro volta comunicavano orari di partenza e coordinate dei barconi. A quel punto, era la prassi, la ong si recava sul luogo concordato e inviava richieste di soccorso per poi portare gli immigrati in Italia. Come se non bastasse Vos Hestia e Vos Prudence non erano di certo adatte per i soccorsi. Anzi potevano portare 60 e 40 persone a bordo al massimo, ma spesso ne trasportavano molte di più.

 “Con i soldi festeggiamo a champagne”. Finto salvataggio di migranti, intercettazione agghiacciante: la Ong travolta

Non solo, perché il personale di bordo, una volta raggiunto il nostro Paese, compilava verbali e documenti falsando la verità. Ma la cosa più grave è che il comportamento degli indagati ha portato al guadagno di ingenti somme di denaro anche per i trafficanti di esseri umani. “L’accordo tra scafisti e Ong – spiega l’avvocato Valter Biscotti al Giornale  – è il cuore di questo procedimento con l’inevitabile conseguenza dell’imputabilità anche delle Ong come persone giuridiche. La cosa ancora più grave e che la loro attività illecita, così come configurata, è proiettata anche verso una visibilità mediatica per attrarre finanziamenti”.

“Mi sono inventato cose inimmaginabili”. Ong, l’intercettazione-horror del capo missione: ecco come ci ha fatto invadere

https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/26762716/immigrazione-scandalo-ong-nave-iuventa-visibilita-mediatica-attrarre-finanziamenti.html

31) Immigrazione, il capo-missione della Ong intercettato: “Mi sono inventato cose inimmaginabili”

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Mister 400mila euro, una scoperta inquietante: chi è il super-banchiere che finanzia l’invasione

29 marzo 2021

 Scoperchiato il vaso di Pandora. Dall’inchiesta che vede la ong Mare Jonio indagata sta emergendo l’impensabile. Sulla caso della nave utilizzata dalla Ong Mediterranea saving humans per il trasbordo di 27 migranti portati in Italia non c’è solo il “tornaconto” di 125mila euro. Tra le carte in mano alla procura di Ragusa spuntano ammissioni da brividi. “Sono riuscito a inventarmi cose inimmaginabili” si pronunciava così Giuseppe Caccia, capo missione che l’11 settembre 2020 rispondeva a una telefonata di Ezio Tavasani, un pezzo grosso nel mondo nautico veneziano. “Ezio gli riferisce (a Caccia indagato per favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina, ndr) che con la Mare Jonio lui fa cose molto in grande”, è quanto si legge a pagina 9 del decreto di perquisizione e sequestro disposto dalla procura e pubblicato dal Giornale. Da qui la risposta data da Giuseppe riuscito nell’intento di “inventarsi cose inimmaginabili”.

“125mila euro per trasbordare immigrati, il ruolo di Luca Casarini”: altra bomba dei pm sulla ong Mare Jonio

Ma c’è di più perché a elargire consigli su come evitare l’alt delle forze dell’ordine c’era proprio Tavasani che, ammetteva, “è palese il fatto che l’imbarcazione non è idonea al soccorso“. Daltro canto Caccia prometteva che “alla prossima missione mi organizzerò diversamente“. Dal passato della Mare Jonio spuntano infatti altri due richiami da parte della Guardia costiera che la diffidava dal prendere il mare per recuperare migranti, ma niente.

Troppi lati oscuri”. La Rackete chiede di salvare Mediterranea dai giudici? E Salvini avanza un pesante sospetto

“Appena posso lo rifaccio. Costi quel che costi – prometteva sfidando la magistratura Luca Casarini, anche lui capo missione della nave -. Al vostro ordine continuerò a disobbedire. Perché obbedisco ad altro, di fronte al quale le vostre leggi ingiuste e criminali, ciniche e orribili, non possono niente”. E infatti ha avuto la meglio, venendo graziato archiviando un’altra inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Almeno fino ad ora perché la palla passa al Tribunale del riesame che dovrebbe pronunciarsi sulla legittimità dei sequestri ordinati dalla procura nell’ambito dell’inchiesta, che ha registrato anche l’ammissione delle “cose inimmaginabili” compiute.

“125mila euro per 27 immigrati?”. La porcata della Ong scatena la Maglie: con chi abbiamo a che fare

 https://www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/immigrazione-clandestina-agente-domiciliari-1.6187311

 32) Il Giorno – Bergamo

Cronaca

Pubblicato il 29 marzo 2021

Bergamo, inchiesta sull’immigrazione clandestina: l’agente va ai domiciliari

Il gip Federica Gaudino ha concesso i domiciliari al sovrintendente in servizio alla Polizia di frontiera di Orio al Serio. Verrà anche ascoltato dai magistrati il sindaco di Treviglio

di FRANCESCO DONADONI

Articolo Favoreggiamento dell’immigrazione Dal Gip prime, ma parziali, ammissioniArticolo Permessi falsi agli stranieri, arrestato un poliziotto

Un video dell’inchiesta bergamasca

Bergamo –  Il gip Federica Gaud ha concesso i domiciliari a Antonino Pistone, 57 anni, il sovrintendente in servizio alla Polizia di frontiera di Orio al Serio arrestato nell’ambito dell’inchiesta della procura (pm Silvia Marchina) sull’immigrazione clandestina. Due i motivi alla base della decisione: le ammissioni fatte dallo stesso Pistone (difeso dall’avvocato Casetta) in sede di interrogatorio di garanzia davanti al giudice delle indagini preliminari, e la sua posizione, sospensione dall’incarico che ricopriva alla Polizia di frontiera, una situazione che non gli permetterebbe di coltivare i rapporti e inquinare le prove. Mentre resta in carcere l’albanese Elmonda Popa, 36 anni, titolare dell’agenzia “Tutti i colori del mondo“ finita in manette per corruzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in concorso con Pistone. Il suo difensore ha già annunciato il ricorso al Riesame. L’agenzia per il disbrigo delle pratiche per gli immigrati e non solo, con sede a Treviglio, è sotto sequestro.

Ai domiciliari anche la collaboratrice della Popa, Regina De Simone: quest’ultima, tramite il suo avvocato, ha fatto sapere di voler collaborare. Comunque tutti e tre saranno sentiti di nuovo dal pm perché ci sono ancora degli aspetti della vicenda da chiarire. Oltre al filone degli immigrati potrebbero aprirsi nuovi fronti su cui indagare. Di sicuro dei rapporti tra la Popa e il sindaco di Treviglio, Juri Imeri.

Nell’ordinanza di custodia cautelare il gip ha riassunto una intercettazione della 36enne albanese con un altro interlocutore in cui parla del primo cittadino di Treviglio. Una telefonata captata da una “cimice“ ambientale in cui la Popa avrebbe promesso favori in cambio di voti alle prossime competizioni elettorali da parte dei suoi clienti che avevano ottenuto la cittadinanza. Un sostegno, come precisato dalla titolare dell’agenzia, come una sua iniziativa personale negando l’esistenza di un voto di scambio.

Comunque, per chiarire la questione, dopo i nuovi interrogatori dei tre verrà ascoltato negli uffici di piazza Dante il sindaco di Treviglio come persona informata sui fatti. E del resto proprio il rapporto tra l’agenzia “Tutti i colori del mondo“ e il Comune di Treviglio sono finiti sotto la lente dell’opposizione. Oggi pomeriggio è in agenda la commissione trasparenza e poi il consiglio comunale.

https://www.ciociariaoggi.it/news/cronaca/143896/immigrazione-clandestina-scacco-allorganizzazione-arrestati-10-stranieri

33) Ciociaria Editoriale Oggi

Operazione Avium

Immigrazione clandestina, scacco all’organizzazione: arrestati 10 stranieri

Ciociaria – Questa mattina con la collaborazione degli uffici della Digos di Roma e Parma è stata data esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare in carcere

23/02/2021 11:00

Dieci stranieri di origine prevalentemente curdo-irachena arrestati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’operazione denominata “Avium” porta la firma dalla Digos di Frosinone. Questa mattina con la collaborazione degli uffici della Digos di Roma e Parma è stata data esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal GIP della procura della Repubblica di Roma, su richiesta della locale direzione distrettuale antimafia. L’indagine ha tratto origine da un pregresso procedimento instaurato presso la procura della repubblica di Cassino e concernente il sequestro operato nella provincia di Frosinone, il 12 febbraio 2017, di un’ingente somma di denaro in valuta contraffatta, trasportata da 4 cittadini curdo-iracheni, tutti residenti in paesi Schengen.

Scoperto in Ciociaria “mercato” degli immigrati: giro d’affari vorticoso. I primi particolari

 23 febbraio 2021 08:31

Dalle prime luci dell’alba, gli agenti della D.I.G.O.S. della Questura di Frosinone, con la collaborazione degli omologhi uffici del centro-nord, stanno dando esecuzione a diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal GIP della Procura della Repubblica di Roma, su richiesta della locale D.D.A. .

Le misure cautelari sono eseguite nei confronti di alcuni stranieri ritenuti responsabili di aver costituito un’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, anche attraverso il procacciamento e la falsificazione di documenti e l’impiego di basi logistiche costituite all’interno di appartamenti.

Le indagini, supportate dal Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno della D.C.P.P./U.C.I.G.O.S. del Ministero dell’Interno, hanno consentito di delineare i contorni di un’articolata organizzazione a carattere transnazionale attiva nel favorire l’ingresso illegale di immigrati ai quali veniva richiesto il pagamento di ingenti somme di denaro.

 https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/calabria/crotone-gestivano-immigrazione-clandestina-in-manette-avvocati-e-pubblici-ufficiali_28795742-202102k.shtml

34) TGCOM 24

17 FEBBRAIO 2021 12:34

Crotone, gestivano immigrazione clandestina: 24 in manette tra avvocati e pubblici ufficiali

La vasta operazione, con il supporto di numerose Squadre Mobili in tutta Italia, è stata denominata “Ikaros”. A fornire le documentazioni false i legali finiti in cella. Sono 90 in tutto gli indagati

Due associazioni internazionali dedite al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di richiedenti asilo politico sono state sgominate in una vasta operazione di polizia in tutta Italia, coordinata dalla procura di Crotone. Tra i 24 arrestati ci sono anche avvocati, pubblici ufficiali e due appartenenti alla polizia di Stato della questura di Crotone. In tutto gli indagati sono 90.

L’operazione condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Crotone, con il supporto delle Squadre Mobili di Bolzano, Catanzaro, Forlì, Lecce, Roma, Terni, Vibo Valentia, dei Reparti Prevenzione Crimine di Siderno e Vibo Valentia, del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni e del Gabinetto regionale di polizia Scientifica di Reggio Calabria, è stata denominata “Ikaros”.

Sarebbero stati i legali finiti in manette a predisporre la documentazione e le attestazioni false che erano alla base delle attività delle due organizzazioni dedite all’immigrazione clandestina. I componenti delle associazioni, stranieri e mediatori, in contatto con loro connazionali stanziati in Iraq o all’estero, fungevano da intermediari e procacciatori per gli avvocati che, con documentazione fasulla avanzavano richiesta soprattutto alle Questure di Catanzaro e Crotone. Una volta avviata la pratica, il richiedente che si trovava in Iraq, veniva avvisato della fissazione dei vari appuntamenti previsti dalla procedura come il fotosegnalamento, l’audizione alla Commissione territoriale e, infine, il ritiro del permesso di soggiorno, in occasione dei quali giungeva in Italia, via aerea, munito di un visto turistico, per poi ripartire facendo rientro nel Paese da cui chiedeva di essere protetto.

Gli accertamenti hanno anche consentito di rivelare il ruolo dei pubblici ufficiali consapevoli della strumentalità delle richieste ma che si prestavano ad assecondare il sistema dietro l’elargizione di somme di denaro o altre regalie accelerando le pratiche a favore dei richiedenti o attestandone falsamente la residenza in Italia.

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/03/05/immigrazione-clandestina-smantellata-rete-nord-italia_4c54b52a-4326-48dd-9eb8-c62d716d1de5.html

35) ANSA.it

Cronaca

Immigrazione clandestina: smantellata rete Nord Italia

Immigrazione clandestina: smantellata rete Nord Italia

Operazione Digos Trieste e Ucigos. Legame con attentatore Londra

Redazione ANSATRIESTE

05 marzo 202108:24NEWS

(ANSA) – TRIESTE, 05 MAR – La Digos di Trieste, supportata dal Servizio per il Contrasto all’Estremismo e Terrorismo Esterno della Dcpp/Ucigos, ha smantellato un’organizzazione dedita al transito di clandestini provenienti dal Kurdistan e diretti in Europa anche procacciando documenti d’identità falsi in cambio di ingenti somme di denaro. Sono state eseguite 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, di cui due estese in ambito europeo, e 2 arresti domiciliari nei confronti di cittadini iracheni di etnia curda.

Uno di questi aveva legami con un cittadino siriano responsabile dell’attentato terroristico del 15 settembre 2017 a Londra. (ANSA).

https://www.lacnews24.it/cronaca/crotone-arresti-per-immigrazione-clandestina-coinvolti-anche-avvocati-e-poliziotti_132061/

36) NEWS24

Crotone, arresti per immigrazione clandestina: coinvolti avvocati, poliziotti e pubblici ufficiali

NOMI-VIDEO | Blitz contro due associazioni accusate di favoreggiamento: 15 persone finiscono in carcere, 9 ai domiciliari. Segnalati 90 indagati. L’inchiesta ha riguardato più regioni d’Italia   

di Redazione

17 febbraio 2021  ore08:26

Sono 24 le persone arrestate questa mattina dalla Polizia di Stato nell’ambito di una vasta operazione denominata “Ikaros” che ha scoperto l’esistenza di due associazioni che favorivano attraverso una serie di attività illecite la permanenza di extracomuniatari nel territorio italiano.

Gli arresti

Le accuse contestate a vario titolo agli arrestati (15 in carcere e 9 ai domiciliari) sono quelle di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento  dell’immigrazione clandestina, falsità ideologica, traffico di influenze illecite, corruzione.
Coinvolti avvocati e poliziotti
Gli indagati sono complessivamente 90. Tra le persone coinvolte cinque avvocati del foro di Crotone, due agenti di polizia in servizio nell’ ufficio immigrazione della questura di Crotone, un agente della polizia locale, un dipendente della Prefettura di Crotone in servizio presso la commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale.

Il permesso di soggiorno

I due sodalizi, con ramificazioni in Italia e all’estero, si premuravano di predisporre documentazione con la quale si attestavano residenze fittizie e false assunzioni nei confronti di stranieri richiedenti asilo, per lo più curdo-iracheni, che avevano interesse ad ottenere protezione internazionale non perché ce ne fosse reale necessità, ma per ottenere un permesso di soggiorno che garantisse loro piena libertà di movimento in Italia e Europa.
Somme di denaro

Per raggiungere l’obiettivo i richiedenti asilo erano disposti a pagare somme di denaro. Promotori delle due associazioni erano stranieri residenti nel Crotonese, in contatto con connazionali stanziati per lo più in Iraq, che fungevano da intermediari con gli avvocati compiacenti cui spettava il compito di predisporre la falsa documentazione e attestazioni sulla falsa presenza in Italia dei richiedenti asilo per conto dei quali presentavano le richieste di protezione internazionale soprattutto alle questure di Crotone e Catanzaro. A quel punto il richiedente asilo giungeva dall’Iraq in aereo con regolare visto turistico e una volta ottenuto il permesso di soggiorno tornava in quel paese dal quale asseriva di voler essere protetto. I complici italiani si sarebbero prestati a fronte di somme di denaro e regalie.

I nomi degli arrestati a Crotone

Salvatore Andrea Falcone
Irene Trocino
Sergio Trolio
Gianluca Malena
Gabriella Panucci
Rocco Meo
Salvatore Panciotto
Gennaro Mazza
Alfoso Bennardis
Rehman Atta Ur
Khasro Mahammed
Makwan Karim
Ahmed Intzar
Rachida Lebkachi

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/03/05/immigrazione-clandestina-smantellata-rete-nord-italia_4c54b52a-4326-48dd-9eb8-c62d716d1de5.html

 37) FROSINONE DAY

Immigrazione clandestina, arresti e perquisizioni di Digos e DDA
Cronaca

Immigrazione clandestina, arresti e perquisizioni di Digos e DDA. 2500 euro per ogni “nuovo arrivo”

I dettagli dell’indagine ‘Avium’ portata avanti dal personale della Questura di Frosinone si è concentrata nell’arrivo in Italia, dietro pagamento di ingenti somme di danaro, di decine di profughi

Redazione

23 febbraio 2021 08:47

Dalle prime luci dell’alba, gli agenti della D.I.G.O.S. della Questura di Frosinone, con la collaborazione degli omologhi uffici del centro-nord, stanno dando esecuzione a diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal GIP della Procura della Repubblica di Roma, su richiesta della locale D.D.A. .

Le misure cautelari sono eseguite nei confronti di alcuni stranieri ritenuti responsabili di aver costituito un’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, anche attraverso il procacciamento e la falsificazione di documenti e l’impiego di basi logistiche costituite all’interno di appartamenti.

Le indagini, supportate dal Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno della D.C.P.P./U.C.I.G.O.S. del Ministero dell’Interno, hanno consentito di delineare i contorni di un’articolata organizzazione a carattere transnazionale attiva nel favorire l’ingresso illegale di immigrati ai quali veniva richiesto il pagamento di ingenti somme di denaro.

+++ Aggiornamento alle 11.00 +++

Nella mattinata odierna, la Digos di Frosinone, con la collaborazione degli omologhi uffici di Roma e Parma, ha eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di stranieri di origine prevalentemente curdo-irachena, emesse dal GIP della Procura della Repubblica di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, per reati connessi al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina anche attraverso il procacciamento e la falsificazione di documenti.

I dettagli dell’operazione

L’indagine ha tratto origine da un pregresso procedimento instaurato presso la Procura della Repubblica di Cassino e concernente il sequestro operato nella provincia di Frosinone, il 12 febbraio 2017, di un’ingente somma di denaro in valuta contraffatta, trasportata da 4 cittadini curdo-iracheni, tutti residenti in Paesi Schengen.

Le articolate investigazioni, supportate dal Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno della D.C.P.P./U.C.I.G.O.S., hanno consentito di individuare un’ampia organizzazione a carattere transnazionale attiva nel favorire l’ingresso illegale di immigrati ai quali veniva richiesto il versamento di ingenti somme di denaro. Questi, in gran parte originari del Medio Oriente, accedevano in area Schengen sia dalla Grecia che attraverso le frontiere di Bari, Roma, Venezia e Pisa. Dopo una temporanea permanenza in alcune abitazioni situate nella capitale, gli stranieri, muniti di documenti contraffatti, proseguivano per i Paesi del nord  Europa.

Le risultanze probatorie hanno, inoltre, evidenziato che i componenti dell’organizzazione sono tutti regolarmente soggiornanti sul Territorio Nazionale in quanto riconosciuti asilanti. Per ogni singolo trasferimento veniva richiesta la somma di 2.500 euro attraverso la cd. hawala (sistema di rimessa di denaro fortemente radicato nella cultura araba e basato sulla fiducia).

La perdurante illecita attività ha così consentito l’accumulo di ingenti somme di denaro da parte del sodalizio che, dopo averne destinata una cospicua quota per il sostentamento dell’intera struttura organizzativa, inviava in restanti proventi all’estero attraverso operazioni di money transfert sui circuiti Western Union e Moneygram.

La rilevanza del contesto criminale investigato è ulteriormente supportata dalla circostanza che nel corso degli ultimi mesi sono stati arrestati in Italia numerosi stranieri trovati in possesso di documenti contraffatti provenienti dalla medesima filiera oggetto delle indagini e di come l’organizzazione si fosse adoperata per garantire il transito di minori non accompagnati attraverso fittizi nuclei familiari.

 https://www.reggiotv.it/notizie/cronaca/71079/locri-sfruttamento-lavoro-favoreggiamento-immigrazione-clandestina-3-denunce

38) RTV

CON IL SUPPORTO DELL’ASP DI REGGIO CALABRIA

Locri. Sfruttamento del lavoro e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: 3 denunce

A Locri, i Carabinieri, nell’ambito di mirati controlli finalizzati al contrasto dei reati in materia di sfruttamento e favoreggiamento all’immigrazione clandestina, a seguito di diversi accessi ispettivi presso strutture private e commerciali, ad esito della conseguente e complessa attività d’indagine che ha permesso di documentarne le condotte illecite, hanno denunciato tre gestori per i reati di omessa comunicazione degli alloggiati, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
In particolare, i militari della Compagnia di Locri e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria, con il supporto di personale dell’ufficio di igiene e sanità pubblica dell’ASP di Reggio Calabria, hanno comprovato la presenza di 9 stranieri di origine Africana, impiegati per bracciantato agricolo, che vivevano all’interno di alloggi fatiscenti, in contrada Caruso del Comune di Locri, ove insisteva l’ex albergo “Hotel King”, in condizioni igienico sanitarie precarie, privi di riscaldamento, acqua corrente ed energia elettrica. Denunciati, in questo caso, i due gestori, fratello e sorella degli immobili.
A seguito di altro controllo, invece, i militari hanno scoperto che un noto imprenditore agricolo del posto subaffittava illecitamente la propria abitazione, sita nel cuore di Locri, in precarie condizioni igienico sanitarie, ad 8 soggetti extracomunitari suoi lavoratori dipendenti, decurtando il canone di locazione direttamente dal loro salario.

I controlli dell’Arma proseguiranno senza sosta, concentrandosi nelle aree particolarmente colpite dal fenomeno dell’immigrazione, con particolare attenzione alle zone prevalentemente agricole, ai casolari abbandonati o alle strutture alberghiere dismesse.
Come sempre rimane puntuale la risposta dell’Arma dei Carabinieri, quotidianamente impegnata nella prevenzione e nel contrasto dell’illegalità nel territorio della Locride.

07-03-2021 18:06

 https://www.ilgiornale.it/news/cronache/maratona-social-nuova-nave-ong-sardine-linea-1909433.html

39) Il Giornale

Regalo di Natale dalle Sardine Un’altra nave per l’invasione

A sostenere il progetto di ResQ-People anche Laura Boldrini, Gad Lerner, Pif e padre Zanotelli: serve un milione di euro per partire e finanziare i primi 3 mesi di attività nel Mediterraneo

Federico Garau – Dom, 13/12/2020 – 22:11

Prende corpo il programma sostenuto con forza anche dalle sardine con lo scopo di aggiungere un’altra nave battente bandiera italiana nel Mediterraneo per provvedere al recupero di imbarcazioni cariche di extracomunitari al largo della Libia e traghettarle fino alle coste del nostro Paese.

Neppure l’emergenza sanitaria Covid ed il conseguente pesante periodo di crisi economica seguito alle restrizioni imposte dal governo ha arrestato una corsa iniziata lo scorso luglio, quando durante una conferenza stampa era stato annunciato il progetto. Progetto battezzato ResQ-People Saving People, presentato dall’ex magistrato di Mani pulite Gherardo Colombo, presidente onorario della associazione.

Secondo quanto annunciato in anteprima si dovrebbe provvedere in primis a realizzare una concreta attività in mare: per lo scopo si pensò ad una nave di 40 metri con un equipaggio composto da 10 responsabili tecnici, 9 tra medici e infermieri, volontari soccorritori e giornalisti e fotografi per documentare il tutto. Ulteriori imbarcazioni, due gommoni, per avvicinare i natanti carichi di stranieri e riportarli a bordo della nave madre. La fase successiva quella di celebrare e promuovere l’attività della associazione, finanziando interventi nelle scuole ed incontri pubblici, col dichiarato scopo di “creare una società più consapevole, rispettosa dei Diritti Umani e accogliente”, si disse durante la conferenza, come riportato da FanPage.

Costo della nave e finanziamento di un anno di attività stimato intorno ai 2,1 milioni di euro, anche se per iniziare (allestimento imbarcazione e copertura di 3 mesi), gli organizzatori avevano ritenuto “sufficiente” raccogliere un milione di euro tramite crowfunding. L’annuncio entusiastico era stato dato da Mattia Santori e Giulia Trappoloni, due dei fondatori delle sardine. “C’è chi impacchetta la porta di Lampedusa, così come chi dà alle fiamme il campo di Moria a Lesbo, chi insulta Carola Rackete, chi accoglie gli sbarchi con manifestazioni di sdegno e chi firma i decreti sicurezza: non è più tempo di stare a guardare, l’indignazione non basta”, avevano spiegato, come riportato da Repubblica“Per questo, dopo aver sostenuto la raccolta fondi di Mediterranea, sosterremo una nuova avventura, perché non vogliamo abituarci a chi muore di fronte alle nostre coste. Speriamo di poter presto festeggiare l’inizio delle missioni di ResQ, e speriamo di poter presto festeggiare una flotta umanitaria sempre più numerosa”.

Ecco perchè è partita oggi “Tra il dire e il mare: 8 ore per fare una nave”, una vera e propria maratona social (0re 11-19) per proseguire nella raccolta dei fondi necessari, supportata proprio dai pesciolini sulla pagina Facebook“Le Sardine per Natale hanno espresso un desiderio: una nuova nave umanitaria nel Mediterraneo!”, si legge nella didascalia posta accanto alla diretta.“Più che un regalo è un sogno, aiutateci a realizzarlo, aiutateci ad aggiungere un’imbarcazione alla flotta umanitaria della società civile. Ci vediamo dalle 11:00 con Mattia Santori, Giulia Trappoloni, Pif, Gad Lerner, Giulia Michelini, Saverio Tommasi, Modena City Ramblers, Frankie hi-nrg, Padre Alex Zanotelli, Pietro Bartolo e molti altri…”. Tra questi “altri”, per citarne alcuni, Laura Boldrini, Lella Costa e Giovanni Storti, il velista Giovanni Soldini ed Elio.

“Il 13 dicembre, Santa Lucia, nel giorno della festa invernale della luce possiamo provare a raggiungere quel traguardo”, ha spiegato il presidente della associazione Luciano Scalettari , come riportato da FanPage“Anche 5, 10, 100 euro possono essere importanti per comprare un salvagente, un ricambio di biancheria per i naufraghi, contribuire a comprare il timone. Santa Lucia è anche la festa della Luce: accendiamo tutti insieme la speranza”. Insomma per Natale le Sardine vogliono regalarci un’altra nave per dare una mano all’invasione dei migranti.

https://www.ilgiornale.it/news/milano/sindaco-sesto-tribunale-salvini-continueremo-battaglia-1919733.html

40) Il Giornale

“C’è un legame fra ong e clandestini”. E Casarini lo trascina in tribunale

Querelato dall’attivista Casarini, il sindaco di Sesto San Giovanni è stato ascoltato in tribunale a Palermo. All’uscita ha ribadito la voglia di contrastare il business dell’immigrazione

Francesca Galici – Mer, 27/01/2021 – 15:14

Il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, questa mattina è stato convocato dal tribunale di Palermo per testimoniare sulla querela sporta nei suoi confronti da parte di Luca Casarini, attivista e leader del movimento Noglobal al G8 di Genova.

Questa mattina Di Stefano si è presentato in aula e ha risposto alle domande che gli sono state poste dal gudice in merito a una vicenda che risale a circa un anno fa. All’uscita del tribunale, il sindaco del comune dell’area metropolitana di Milano ha registrato un video condiviso sui social in cui spiega i motivi per i quali ora si trova a processo a Palermo.

Chi è Luca Casarini, l’ex no global dal G8 ai migranti

Circa un anno fa, un oratorio della mia città ha organizzato una cena per raccogliere i fondi da destinare alla sua Ong“, ha detto Roberto Di Stefano raccontando li antefatti che l’hanno portato a Palermo. “Pur rispettando le idee di tutti, avevo semplicemente fatto notare che l’oratorio non fosse il luogo più adeguato per fare politica, ricordando come lo stesso Casarini fosse stato indagato per favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Cosa certificata, poi, dalla realtà“, ha continuato Roberto Di Stefano. Il sindaco di Sesto San Giovanni ha evidenziato come il leader no-global pare sia solito adire le vie legali. “Anche Matteo Salvini è stato querelato da Casarini. In pratica, questo signore non vuole che si dica che c’è un legame tra alcune Ong e i clandestini. Immaginatevi quale grande offesa nei suoi confronti“.

Roberto Di Stefano nel suo intervento video ha difeso i principi fondanti della democrazia: “Forse, una certa sinistra non sa che la libertà di pensiero e di critica sono tutelate dalla Costituzione. Mi dispiace che la giustizia italiana debba perder tempo su queste cose“. Poi, in chiusura, promette di non fare nemmeno un passo indietro per portare avanti le battaglie della Lega in favore del Paese: “Insieme a Matteo Salvini ​continueremo sempre la nostra sacrosanta battaglia contro il business dell’immigrazione, senza nessun bavaglio. E se a qualcuno dà fastidio sappia che siamo in democrazia e si possono liberamente esprimere le proprie idee“.

https://www.ilgiornale.it/news/politica/rapporto-dellintelligence-covid-non-ha-fermato-leversione-1927601.html

41) Il Giornale

Memoria brigatista e migranti: “Adesso è allarme sicurezza”

Il Report al Parlamento analizza eversione e immigrazione clandestina: “Ecco cosa rischia l’Italia post Covid”. E c’è chi ravviva la “memoria brigatista”

Matteo Mura – Lun, 01/03/2021 – 20:07

La pandemia e i lockdown non hanno fermato movimenti eversivi e organizzazioni di stampo marxista-leninista.

A spiegarlo sono i servizi nella loro Relazione annuale condivisa con il Parlamento. Gli 007 italiani evidenziano con una serie di elementi come il Covid-19 sia diventato alleato di chi punta ad attaccare enti pubblici, grandi aziende, sindacati e partiti. Il documento dell’intelligence spiega che il diffondersi del virus è stato utilizzato per alimentare la propaganda contro le istituzioni democratiche. Amministrazioni colpevoli di voler “militarizzare” il territorio e di favorire l’adozione di un “nuovo modello di sviluppo”. Gli uomini dei servizi ricordano come l’insurrezionalismo di marca anarchica abbia rivendicato l’invio, a settembre, di due plichi esplosivi: l’uno, aperto, ma non de¬flagrato, ai danni del Presidente dell’Associazione Industriale Bresciana; l’altro, mai giunto a destinazione, al Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria di Modena. Azioni animate dall’intento di voler colpire “i padroni” manifestando solidarietà con le rivolte carcerarie scoppiate all’inizio della fase pandemica.

È stata monitorata anche l’attività dell’estrema sinistra: “La propensione a sfruttare la sensibile congiuntura a fini propagandistici ha caratterizzato anche i ristretti ambienti dell’oltranzismo marxista-leninista, che hanno intensificato la divulgazione delle teorie rivoluzionarie”. Rilevante e da attenzionare, secondo i servizi, l’attività di “recupero della memoria brigatista” attraverso scritti, interventi e testimonianze di ex militanti. Scelta che sarebbe servita a “contestualizzare il messaggio brigatista in ottica di contrapposizione di classe” e a evidenziare una presunta “crisi del sistema capitalista e imperialista”.

Il Covid e la crisi economica hanno teso un assist anche a chi si occupa di favorire l’ingresso di migranti clandestini in Italia. Secondo i dirigenti dei servizi, in Tunisia le attività sarebbero totalmente gestite da “sodalizi criminali” in possesso di “spiccata managerialità”. Organizzazioni di malavitosi capaci di promuovere l’intera filiera dell’immigrazione clandestina: dall’arruolamento di scafisti alla promozione propagandistica sui principali social media. Non cambia lo scenario nella Libia martoriata dallo scontro tra milizie e bande criminali: anche qui l’immigrazione verso le coste italiane continua ad essere gestita da associazioni criminali in grado di curare tutti gli aspetti dell’organizzazione. Nella Relazione inviata alle Camere, gli agenti dell’intelligence evidenziano come il fenomeno migratorio debba essere attentamente monitorato per ragioni sia sanitarie che di contrasto al terrorismo: “I rischi sanitari connessi alla possibile dispersione sul territorio nazionale di soggetti positivi al virus sono andati ad aggiungersi al pericolo di infiltrazioni terroristiche”. Il pericolo di entrare in contatto con il mondo jihadista è presente soprattutto nei “centri di detenzione” presenti sul suolo libico. Contesti dove spesso sono attivi criminali specializzati nella produzione di documenti falsi: persone vicine ad organizzazioni terroristiche.

Gli 007 spiegano che – per il momento – non esisterebbe un rischio concreto in materia di attacchi terroristici di matrice islamista: “L’Italia, al pari di altri Paesi europei, risulta esposta ad un utilizzo del territorio quale via d’ingresso e ponte verso altre aree del Continente. Sebbene i casi ad oggi emersi non siano riferibili a strutturate strategie per il trasferimento di jihadisti in Europa, rappresenta da tempo una sfida, sul piano informativo, la presenza illegale entro i nostri confini di soggetti a rischio”. Persone che, di frequente, ricorrono ad alias che sono già state oggetto di espulsione da parte delle questure. Confondersi sul web è ancora più semplice. Online, anche nel 2020, è stato intercettato materiale propagandistico diffuso per puntare sulla radicalizzazione.

https://www.ilgiornale.it/news/politica/fash-mob-centrodestra-sul-dl-insicurezza-conte-dimettiti-1907351.html

42) Il Giornale

Dl Sicurezza, ira centrodestra: ‘Conte adesso deve dimettersi’

Salvini, Meloni e Tajani contro il governo che cancella i dl anti-invasione: “Conte premier degli immigrati”

Federico Garau – Gio, 03/12/2020 – 19:39

È scontro aperto fra il governo ed i partiti di opposizione sui nuovi dl sicurezza, ribattezzati dal centrodestra “decreti insicurezza” o “decreti clandestini”.

Il leader del Carroccio Matteo Salvini aveva in effetti promesso barricate nel caso in cui la maggioranza giallorossa avesse tentanto di modificare i provvedimenti da lui firmati, e stasera l’ex vicepremier è sceso in piazza insieme agli alleati Giorgia Meloni (FdI) ed Antonio Tajani (Forza Italia) per dare vita ad una manifestazione di protesta.

Il sit-in, in programma per le ore 18, si è svolto di fronte a Montecitorio. Al grido di “Conte dimettiti” e “Dimissioni”, il gruppo di parlamentari ha espresso tutto il proprio dissenso davanti ai microfoni della stampa presente. La maggioranza giallorossa si è spinta troppo oltre. Già nei giorni scorsi i leader del centrodestra avevano duramente condannato il nuovo decreto sicurezza, che smantella di fatto tutto il lavoro dell’ex ministro dell’Interno Salvini. Mentre il popolo italiano è in ginocchio a causa della dichiarata emergenza sanitaria e della pesante crisi economica causata dalle misure restrittive anti-Covid imposte dal governo, si trova ancora comunque il coraggio di pensare all’immigrazione. Un atto imperdonabile per il centrodestra. “Imprese chiuse, porti aperti, mentre nell’aula della Camera prosegue l’esame del dl migranti che modifica i due decreti Salvini sulla sicurezza”, si legge in uno degli striscioni mostrati durante il flash-mob. Molti dei parlamentari presenti, come riferito da “LaPresse“, hanno richiesto urlando le dimissioni del premier.

La Meloni smaschera il governo: “Vi dico qual è l’ultima porcata”

Il centrodestra compatto la settimana scorsa ha costretto il governo a dare 8 miliardi alle partite Iva e lavoratori autonomi, il centrodestra compatto oggi è in Parlamento perché nel giorno in cui ci sono quasi 1000 morti di Covid, la maggioranza di cosa parla in Parlamento? Di immigrazione, per cancellare i decreti Salvini e riaprire i porti agli scafisti e i portafogli agli italiani“, ha dichiarato il leader della Lega. “È incredibile, ritirino questi decreti a favore dei clandestini e parliamo di quello di cui gli italiani si stanno preoccupando, ossia salute e lavoro. Gli italiani continueranno ad usare precauzioni e buon senso, ma ridare il Natale alle famiglie, ai genitori separati, ai figli lontano da casa, ai disabili ed agli anziani soli. Nessuno pensa ad assembramenti ed a festoni di Capodanno, ma chiediamo al governo di mettersi una mano sul cuore e di non separare gli italiani. Diritto al Natale, sereno e tranquillo. È sacro e non si tocca”.

 https://www.ilgiornale.it/news/cronache/italia-emergenza-lampedusa-continuano-sbarcare-stranieri-1901830.html

43) Il Giornale

Lampedusa rischia il collasso: già sbarcati altri 250 migranti

L’hotspot di contrada Imbriacola si avvicina ancora una volta al collasso: nei primi giorni di novembre sono arrivati ben 2430 migranti

Federico Garau – Sab, 07/11/2020 – 23:29

Mentre il governo pensa ad imporre nuove restrizioni ai cittadini per combattere la diffusione del Covid-19, gli sbarchi di stranieri clandestini sulle coste nostrane proseguono senza sosta.

Evidentemente l’emergenza sanitaria continua a riguardare soltanto gli italiani, dato che a Lampedusa la situazione non sembra proprio essere cambiata, con l’hotspot dedicato all’accoglienza degli extracomunitari ancora una volta in procinto di collassare.

Soltanto nella giornata di oggi, come riferito da AdnKronos, a raggiungere l’isola sono stati ben 249 stranieri, successivamente trasferiti al centro di contrada Imbriacola. Soltanto nelle ultime ore un piccolo natante con a bordo 17 persone è stato intercettato e raggiunto dagli uomini della Guardia di finanza, che hanno provveduto ad accompagnare i soggetti all’hotspot, arrivato a quota 1.261 ospiti. Con simili cifre la nave quarantena Rhapsody, rimasta ormeggiata a Cala Pisana, può fare ben poco, anche se le procedure di trasferimento dal centro di contrada Imbriacola sono già state avviate.

Circolare del Viminale, nuove strette anche sulle zone gialle

Il primo gommone ad essere stato avvistato dalle autorità italiane dopo la mezzanotte aveva a bordo ben 80 stranieri, fra cui tre minorenni e 14 donne. L’imbarcazione è approdata al molo commerciale, prima di essere raggiunta dagli uomini delle Fiamme gialle. È stata poi la volta di un barchino che trasportava 14 tunisini, fermato all’alba di stamani a Cala Palme. Ore dopo è stato poi avvistato un natante di 14 metri che aveva a bordo ben 156 cittadini stranieri appartenenti a vari paesi.

Insomma, malgrado le promesse del ministro Luciana Lamorgese, ora impegnata a suggerire agli italiani di limitare gli spostamenti, gli arrivi a Lampedusa non si sono mai fermati. Anzi. Dall’inizio di novembre, fa sapere “Agrigentonotizie“, sono 2430 gli extracomunitari che hanno raggiunto il nostro Paese, nonostante l’emergenza sanitaria in atto. Immane il lavoro compiuto a Lampedusa, dove operatori sanitari e rappresentanti delle forze dell’ordine si occupano di sottoporre al test del tampone i nuovi arrivati e poi ad identificarli, prima di procedere con il loro trasferimento. Secondo quanto riferito dalla prefettura di Agrigento, nella giornata di domani un’altra nave quarantena dovrebbe raggiungere Lampedusa.

Proprio oggi sul tema immigrazione è arrivata l’ennesima stoccata al governo da parte del segretario della Lega Matteo Salvini, che ha pubblicato un post polemico sulla propria pagina Facebook.“Di Maio: ‘Al Viminale ha fatto molto più Lamorgese che Salvini’. Per i clandestini sicuramente”, ha scritto l’ex vicepremier, ricevendo l’approvazione di numerosi utenti.

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/immigrato-cammina-nudo-strada-ecco-degrado-delle-nostre-citt-1897924.html

44) Il Giornale

Immigrato cammina nudo per la strada: ecco il degrado delle nostre città

In un video virale girato probabilmente a Rieti, un immigrato passeggia spensierato senza pantaloni e senza mutande: insultato dai presenti

Francesca Galici – Mer, 21/10/2020 – 16:06

L’Italia sembra ormai alla deriva, incapace di riprendere la rotta e sulla via dello schianto, sempre più probabile.

L’emergenza coronavirus, che sembra stia montando come a marzo, è solo una delle grandi problematiche che affliggono il Paese, che nonostante continui a essere in stato di emergenza, fino a gennaio, continua ad accogliere i migranti sul suo territorio. Ma un Paese che non è in grado di garantire la dignità ai suoi cittadini, che non ha i soldi per il sostentamento delle attività economiche che contribuiscono alla sua ricchezza e che sono in ginocchio, come può garantirla ad altri? Il risultato è un aumento degli episodi di degrado, come quello segnalato in uno degli ultimi video di un uomo nudo diffusi in rete, che pare sia stato girato a Rieti.

Il fenomeno dell’immigrazione sembra essere fuori controllo nel nostro Paese, come dimostra il breve video in cui si vede chiaramente uno straniero che passeggia nudo per quello che dovrebbe essere il centro storico di Rieti. Non sono presenti molti dettagli nella clip ma le immagini mostrano chiaramente l’uomo che, senza pantaloni e senza mutande passeggia indisturbato tra le gente. Un fenomeno di ordinaria follia e di ordinario degrado, che purtroppo non riguarda solo Rieti ma l’intero territorio nazionale, sono queste segnalazioni sono quasi all’ordine del giorno. I passanti, alla vista di quella scena, non hanno potuto fare a meno di insultare l’uomo e qualcuno è scaduto nell’epiteto razzista. La rabbia dei cittadini davanti a certe scene è inevitabile, così come la preoccupazione per quello che potrebbe ancora succedere nel prossimo futuro, con un ulteriore aumento dei soggetti non regolari sul territorio.

Immigrato nudo per strada va pure al supermercato: arrestato dai carabinieri

Il video, ormai virale sui social, è la cartina al tornasole della situazione italiana. Mentre le forze dell’ordine e i miliari vengono impiegati per la vigilanza del territorio, per limitare gli assembramenti e ricordare ai cittadini di indossare la mascherina, nella totale indifferenza delle istituzioni nelle città avvengono scene come queste, si moltiplicano le piazze di spaccio e cresce il livello di delinquenza. La percezione di sicurezza nel nostro Paese è in caduta libera e non c’entra, in questo caso, il coronavirus. Non ha importanza dove sia stato girato il recente video dell’uomo nudo, quella potrebbe essere una qualunque città italiana, perché purtroppo non è un episodio isolato. Ce ne sono stati in passato e ce ne saranno ancora, nella totale indifferenza di chi, invece, dovrebbe lavorare per tutelare questo disastrato Paese allo sbando.

https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/immigrazione-clandestina-sicilia-fuori-controllo-184260/

45) Il Primato Nazionale

L’immigrazione clandestina in Sicilia è fuori controllo. E il concetto di accoglienza da riformulare

di  La Redazione

2 Marzo 2021

Roma, 2 mar – Due rette parallele per definizione non si incontrano mai e sembra sia proprio questo che registriamo in Italia quando si parla di immigrazione clandestina e della lotta ad essa. Invece di incontrarsi e convergere su un’unica direttiva che riformuli, una volta e per tutte, il concetto di accoglienza. Dando allo stesso un valore alto di solidarietà nel rispetto delle leggi (come avviene in tutti i Paesi del mondo), le due cose procedono in maniera distinta.

Immigrazione clandestina, escalation in Sicilia

Le attività dei “traghetti dei clandestini” battenti ogni tipo di bandiera e che arrivano tutte in Sicilia, da mesi vivono una costante escalation, mentre alcune Procure dell’Isola lavorano per ripristinare la legalità. Questo è quanto sta accadendo nella Trinacria, proprio nelle ultime ore. A Lampedusa nella notte tra il 28 febbraio e l’1 marzo, sono arrivati, in 4 distinti momenti, quasi 400 clandestini. Di questi 99 trovati lungo la strada di Cala Francese (baia a sud est ), 84 recuperati dalla Guardia Costiera su un barcone, 83 dalla Guardia di Finanza e altri 105 arrivati su una lancia di legno, portati sull’isola sempre dalle Fiamme Gialle. Tutti condotti nell’hotspot di contrada Imbriacola dove adesso sono quasi cinquecento a fronte di una capienza che a regime dovrebbe fermarsi a 250 unità. E che poteva anche superare le 1300 se non fosse stato per il trasferimento, proprio due giorni fa (28 febbraio), di 831 clandestini, di cui circa 60 positivi al Covid19, condotti sulla nave quarantena GNV Splendid al largo di Augusta.

Immigrazione clandestina, Sea Watch e il caso Mare Jonio

E non finisce mica qui. La Sea Watch 3, con il suo carico di altre 363 persone sta chiedendo un porto dove attraccare. Al momento si trova al largo delle coste siciliane tra Mazara del Vallo e Agrigento. Tutto nella norma, qualche ora d’attesa e poi il governo italiano darà loro la destinazione per l’approdo. Ma accanto a questa scellerata conduzione politica ci sono anche Procure e forze dell’ordine che non abbassano la guardia. Basti pensare alla recente vicenda della Mare Jonio resa nota dalla Procura di Ragusa proprio ieri, e all’arresto di 5 stranieri, tornati in Italia negli ultimi sbarchi, nonostante fossero già stati espulsi. I 5 sono agli arresti domiciliari nell’hotspot di Lampedusa.

E a proposito di hotspot di Lampedusa, riprenderanno oggi pomeriggio, alle ore 16 nella Prefettura di Agrigento, i lavori della Commissione chiamata a decidere tra le 15 società che hanno risposto alla gara europea. Una gara a procedura aperta per l’affidamento dell’appalto dei servizi di gestione e funzionamento della struttura di contrada Imbriacola. L’accoglienza, i suoi dettami, e la legalità sono rette parallele ma a volte entrano pure in collisione. Un esempio di questo corto circuito? Un ex ministro, Matteo Salvini, chiamato a rispondere davanti ai giudici per aver cercato di bloccare questo traffico di essere umani. Venerdì 5 marzo nuova udienza a Catania per il caso Gregoretti e il 19 marzo a Palermo per quello relativo alla Open Arms.

Emanuela Volcan 

https://www.basilicata24.it/2020/12/permessi-di-soggiorno-a-pagamento-scafisti-in-giacca-e-cravatta-in-basilicata-89007/

46) Basilicata24

Permessi di soggiorno a pagamento: scafisti in giacca e cravatta in Basilicata

Simonetti (tavolo anti caporalato) commenta l’operazione Carpe Diem che ha portato all’arresto di 16 persone

di Redazione – 09 Dicembre 2020 – 19:00

“Da otto anni, l’area di Boreano, Venosa, è stata il luogo preferito per istallare un ghetto, poi sgomberato non senza proteste di pseudo organizzazioni sindacali o di volontariato, per gestire permessi a pagamento da parte di scafisti senza barconi che hanno utilizzando i decreti flussi per nutrire, con tariffe da 5mila euro, la rete della illegalità e del caporalato.- Così Pietro Simonetti membro del Tavolo anti caporalato del Ministero del Lavoro- commenta l’operazione della Polizia che ha portato a 16 arresti all’alba di oggi.

E’ del tutto evidente -afferma Simonetti- che l’operazione odierna, attuata con professionalità dalla Magistratura e dalla Polizia di Stato disvela il reticolo degli interessi di soggetti e gruppi che da tempo, frequentando il clima di sostegno e di impunità, hanno fatto di tutto nell’area del Bradano e non solo.

L’ennesima attività di repressione, che si aggiunge a quella della “casa gialla” e l’ultima delle case diroccate di Gaudiano, dimostra che la capacità’ riminale può essere combattuta ma deve essere accompagnata dalla attuazione del Piano nazionale anticaporalato nell’area e in tutto il Mezzogiorno ed il Paese tutto.

Sono ancora bloccati in Giunta regionale gli atti amministrativi, proposti dal Presidente Bardi, conclusivi per la realizzazione dei Centri di accoglienza di Gaudiano/Lavello e Scanzano che godono di un finanziamento di 4milioni della UE. Sbloccare i progetti anche per non aiutare gli scafisti in giacca e cravatta è un dovere e un diritto di Bardi-conclude.

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/video/potenza/1265981/potenza-smantellata-organizzazione-criminale-dedita-allimmigrazione-illecita-16-arresti-e-5-aziende-sequestrate.html

47) La Gazzetta del Mezzogiorno

Immigrazione clandestina, smantellato gruppo criminale: 16 arresti tra Potenza, Milano, Firenze, Foggia e La Spezia

L’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica diel capoluogo lucano rientra nell’ambito di una più ampia indagine riguardante 56 persone. 5 aziende sequestrate

 REDAZIONE ONLINE

09 Dicembre 2020

POTENZA – Prezzo di partenza per un permesso di soggiorno in Italia di nove mesi, cinquemila euro: ma si poteva scendere fino a 1.500, «in base al numero di richieste o di rapporto personale o di parentela»: è il prezzario stabilito dalla «filiera» specializzata nel far entrare e soggiornare immigrati in Italia, sgominata oggi dalla Polizia, con 16 persone finite agli arresti domiciliari e 56 indagati nel Potentino e nelle province di Milano, Firenze, Foggia e La Spezia.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza, sono cominciate nel 2018, dopo una segnalazione del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato.

La «filiera criminale» operava da tempo (sette o otto anni, secondo i primi risultati degli accertamenti) per regolarizzare la posizione di cittadini stranieri in Italia, che così, forniti di permessi di soggiorno regolari, potevano circolare liberamente nell’Unione Europea, al punto che molti, alla fine, partivano per raggiungere familiari o amici in Francia e Germania. L’organizzazione funzionava su due piani: i «facilitatori», che operavano nel Potentino, a Firenze e a Milano; e i titolari di alcune aziende agricole nel Potentino e in provincia di Foggia (il gip ha disposto il sequestro di cinque aziende).

Ottenuto un contratto di lavoro – fittizio e da rescindere quasi subito – l’immigrato otteneva il permesso di soggiorno: a causa della farraginosità degli scambi di informazioni, farla franca era quasi scontato. Il sistema è stato giudicato dal Procuratore della Repubblica di Potenza, Francesco Curcio, «così efficiente che per anni ha funzionato in modo indisturbato”: in pochi mesi di indagine, sono emersi circa «40 casi di favoreggiamento illegale dell’immigrazione», con 56 indagati. Lo stesso Curcio ha sottolineato il pericolo che le procedure seguite dalla “filiera» potessero essere utilizzate per far entrare in Italia criminali o terroristi.

https://www.rainews.it/tgr/fvg/articoli/2021/02/fvg-migranti-passeur-arrestati-polizia-squadra-mobile-udine-cento-pachistani-bengalesi-indiani-etiopi-0da98d6e-ef3d-4129-b3d4-aa5fb70bad26.html

48) TGR FRIULI VENEZIA GIULIA

ROTTA BALCANICA IN FRIULI

Trasportano oltre cento migranti in un camion, arrestati tre passeur

L’operazione, scattata nella notte, è stata messa a segno dalla Squadra mobile di Udine. In manette uno sloveno e due bosniaci. Due mezzi facevano da staffetta, uno nascondeva gli stranieri irregolari

di Giovanni Taormina

Credits © Rai

un furgone utilizzato da una organizzazione di passeur

Smantellato dagli uomini della dalla Squadra mobile di Udine, coordinata dalla Procura, un traffico di migranti.

Arrestati dalla polizia tre passeur, uno sloveno e due bosniaci per favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina, sequestrati un furgone e un autoarticolato che fungevano da staffetta e un autoarticolato che serviva al trasporto dei migranti.

Con questo sistema avevano trasportato più di  100 immigrati, pakistani, bengalesi, indiani, nepalesi ed etiopi tra cui 11 donne.

Un’operazione che ha preso il via durante la notte ed è ancora in corso e potrebbe portare a nuovi sviluppi.

Altri otto migranti sono stati rintracciati in mattinata dai Carabinieri a Buja e a Pagnacco. Il gruppo è stato già  accompagnato nella nuova area dell’ex caserma Cavarzerani, tranne due persone che hanno dovuto essere portati in ospedale per problemi alle gambe..

 https://www.bergamonews.it/2019/05/06/immigrazione-clandestina-sospesi-gli-agenti-coinvolti-nelloperazione-yuan/308358/

 49) Bergamo News

LE REAZIONI

Immigrazione clandestina, sospesi gli agenti coinvolti nell’operazione Yuan

Il vicesindaco Sergio Gandi: “Danno d’immagine per Comune di Bergamo e Polizia Locale, ci tuteleremo”

di Redazione Bergamonews

06 Maggio 2019 – 13:34

Il Comune di Bergamo ha immediatamente sospeso i due agenti della Polizia Locale coinvolti nell’operazione della Questura di Bergamo, che ha portato alla luce un sodalizio responsabile a vario titolo di favoreggiamento aggravato di immigrazione clandestina, falsità ideologica, alterazione di documenti per il rilascio del permesso di soggiorno e plurimi episodi di corruzione.

“Si tratta di un fatto estremamente grave e inammissibile – commenta Gabriella Messina, comandante della Polizia Locale – una condotta che non può essere tollerata.” Entrambi sarebbero andati in pensione entro l’estate 2019.

“Se le indagini dovessero confermare i reati a loro carico, per il Corpo di Polizia Locale e per l’Amministrazione si tratterebbe di un enorme danno d’immagine e il Comune potrebbe tutelarsi nelle sedi competenti”, spiega il vicesindaco e Assessore alla sicurezza Sergio Gandi.

I due agenti fermati questa mattina fanno parte del Corpo di via Coghetti rispettivamente da 41 e 26 anni. Durante gli ultimi anni della loro carriera, hanno svolto diversi incarichi: ufficio illeciti, Pronto Intervento, nuclei di quartiere.

“La rotazione di ruoli e incarichi – continua la Comandante Messina – è una delle soluzioni che mettiamo in campo per prevenire situazioni di corruzione all’interno di alcuni nuclei della nostra Polizia Locale. A loro carico non sono mai stati registrati significativi procedimenti disciplinari.”

“Se le responsabilità venissero confermate, si tratterebbe di un comportamento molto grave – conclude il sindaco Giorgio Gori – che rischia di minare la fiducia dei cittadini verso le Istituzioni. Anche per questo andrebbe sanzionato con estrema severità.”

DIRITTO

Dalla espositiva che precede emerge che – nei comportamenti del Presidente del Consiglio, prof. Avv. Giuseppe Conte, prima e dott. Mario Draghi, oggi, del Ministro dell’Interno dr.ssa Luciana Lamorgese e del Ministro della salute, on.le Roberto Speranza e degli altri componenti del suo governo e di quanti hanno svolto mere funzioni esecutive, o rivestendo funzioni apicali nella P.A.  ed esercitando dei poteri con autonomia decisionale, in un contesto ben definito di precisi ruoli e responsabilità, non solo politiche ma anche a livello giuridico – possano in qualche modo ravvisarsi condotte di rilevanza penale in relazione alla gestione dell’intera vicenda, dal 30 gennaio 2020 (data di dichiarazione da parte dell’OMS dello stato di emergenza di sanità pubblica internazionale) ad oggi ed in particolare.

  1. Delitto di immigrazione clandestina

Dalla lettura della cronaca giudiziaria apprendiamo che sono le organizzazioni malavitose internazionali ad occuparsi del trasporto degli esseri umani provenienti prevalentemente dagli Stati africani e dal medio oriente. Un trasporto terrestre fino alle coste del nord Africa, in genere quelle libiche e poi marittimo su navi madri che trasportano i migranti oltre le acque territoriali libiche per trasbordarli poi su piccole e precarie imbarcazioni da cui vengono trasbordati ancora una volta su navi delle ONG o su navi della Marina Militare Italiana allertate per quello che impropriamente viene definito “salvataggio in mare di persone”.

Conseguenza della caparbia determinazione del governo di lasciare inderogabilmente i porti italiani aperti all’ingresso di chiunque voglia entrare in territorio italiano comporta inoltre la conseguenza che tra i migranti si confondono anche pericolosi esponenti della malavita e del terrorismo internazionale. Prova ne è che in Italia si sta radicando la mafia nigeriana e che inoltre Brahim Aoussaoui, di anni 21, autore a Nizza del sanguinario attacco a Notre-Dame, proveniva dall’Italia, essendo sbarcato a Lampedusa il 20 settembre 2019, dichiaratosi minorenne ed accolto quindi nel centro per minorenni di Lampedusa e trasferito nel centro migranti di Bari da dove il 9 ottobre era poi fuggito.

La questione dell’ingresso indiscriminato di migranti senza alcuna distinzione tra profughi ed aventi diritto alla protezione internazionale, migranti che per ragioni economiche e climatiche si spostano per trovare in Italia migliori condizioni di vita e clandestini non identificati, né identificabili e quindi irregolari, comporta l’insorgenza di gravi problemi di ordine sanitario e soprattutto di ordine pubblico, nel momento in cui, rafforzando l’esercito della malavita già organizzata, si radicano nelle piazze e nei centri storici delle città italiane.

In tale contesto già preoccupante, si inserisce poi l’emergenza pandemia da coronavirus che rende ancor più drammatica la situazione generale in quanto, come si rileva dai dati pubblicati dalla stampa nazionale continua oggi più di ieri il flusso dei migranti nei cui confronti non c’è alcuno strumento di prevenzione o deterrente che consenta di esercitare il controllo sanitario sulla assenza di veicoli di aggravamento della diffusione dell’epidemia.

A ciò deve aggiungersi che nella maggior parte dei casi che vengono invece rappresentati come salvataggi di vite umane non si è in presenza di “salvataggi di persone” ma semplicemente di “trasbordi” dalle piccole imbarcazioni, dove in genere si trovano i migranti, sulle navi delle ONG, su altri navi che poi proseguono il viaggio per il trasporto degli esseri umani fino ai porti italiani, dove, occorre evidenziare, costituisce ancora reato favorire l’immigrazione clandestina.

Allo scopo di reprimere una diffusa illegalità, che accompagna il fenomeno dell’immigrazione, è stato introdotto il Testo Unico 286/98, integrato poi da alcune modifiche approvate con la Legge n.189/2002,) contenente la disciplina dell’immigrazione e delle condizioni degli stranieri.

In tale normativa sono previste le ipotesi di reato, tra cui quello del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, che hanno reso penalmente rilevanti ogni attività parassitaria e lucrativa e intendono colpire in maniera più diretta l’attività svolta dalle organizzazioni criminali dedite al traffico degli stranieri sia in Italia che all’estero.

Le modificazioni apportate con la legge 189/02 hanno accentuato il carattere di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica capovolgendo la precedente visione solidaristica-umanitaria in una diversa, di natura repressiva (Cass. Pen., sez III, sent. n. 3162/03).

La disciplina del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina distingue due ipotesi di reato: quella semplice e quella aggravata.

Il primo comma dell’art. 12 del T.U. 286/98 come modificato dalla L. 189/2002 prevede il favoreggiamento dell’ingresso clandestino con riferimento alle ipotesi semplici, la cui condotta tipica consiste nel compiere “atti diretti a procurare l’ingresso nel territorio dello Stato di uno straniero ovvero atti diretti a procurare l’ingresso illegale in altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente”.
Con tale previsione si mira a contrastare il passaggio di clandestini dal territorio nazionale verso altri Paesi della comunità europea al fine di raggiungere la destinazione finale del loro illegale progetto migratorio, realizzato appunto grazie all’illecita condotta di favoreggiamento degli organizzatori dei viaggi clandestini.

La struttura del reato previsto dalla norma è di mera condotta ed a forma libera: non è necessario il verificarsi di alcun evento, non è necessario che l’ingresso clandestino debba realizzarsi; per il perfezionamento della fattispecie è sufficiente il fatto di aver posto in essere un’attività diretta realizzare l’arrivo dello straniero. Il reato si perfeziona con il dolo, inteso quale coscienza e volontà di commettere atti di agevolazione dell’ingresso; si tratta poi di un reato di pericolo, in quanto per la punibilità del fatto non è necessario che si verifichi in concreto alcun danno.

E’ infine la tipica ipotesi di fattispecie a consumazione anticipata, che non consente la configurazione del tentativo.

La giurisprudenza delinea la fattispecie sopra indicata come reato istantaneo.

Per il favoreggiamento dell’ingresso in Italia, o in altri Stati è prevista come pena la reclusione fino a tre anni e la multa fino a 15.000 euro per ogni persona favorita.

Fra le ipotesi che integrano questo tipo di reato sono da annoverare: l’ingresso clandestino di stranieri fuori dai valichi di frontiera; la fornitura allo straniero di documenti falsi o di mezzi utili a simulare, al controllo alla frontiera, condizioni che legittimano l’accesso; il difetto di segnalazione alla autorità di frontiera della presenza di clandestini a bordo, e difetto di vigilanza nel caso in cui i clandestini riescano poi a sbarcare.
Come ha avuto modo di chiarire la Corte di Cassazione (sentenza n. 7045 Sez. I, 19 maggio 2000), “in tema di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, per attività dirette a favorire l’ingresso degli stranieri nel territorio dello Stato in violazione della legge non devono intendersi soltanto quelle condotte specificamente mirate a consentire l’arrivo e lo sbarco degli stranieri, ma anche quelle, immediatamente successive a tale ingresso, intese a garantire la buona riuscita dell’operazione ….e, in genere, tutte quelle attività di fiancheggiamento e di cooperazione con le attività direttamente e in senso stretto collegabili all’ingresso dei clandestini”.

Per quanto riguarda, invece, l’ipotesi aggravata del delitto di favoreggiamento dell’ingresso clandestino, accanto a quella contemplata dall’art. 12 comma 3, la L. 189/2002 ne aggiunge delle altre, rispettivamente con i commi 3-bis, 3-ter, 3-quter e 3-quinquies, espressamente qualificate dalla giurisprudenza della Cassazione come circostanze aggravanti ad effetto speciale (Cass. Sez. I, sent. 5360/00), di cui cioè la variazione penale è determinata in modo indipendente dalla sanzione edittale di base.
La prima delle ipotesi aggravate, quella dell’art. 12 comma 3, sancisce che: “salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarre profitto anche indiretto, compie atti diretti a procurare l’ingresso di taluno nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni del presente testo unico, ovvero a procurare l’ingresso illegale in altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa di 15.000 euro per ogni persona”.
La fattispecie, costruita anch’essa con l’iniziale clausola di riserva, prevede, in aggiunta, il dolo specifico “di trarne profitto”; questo fine è inteso non solo ed esclusivamente in senso di utilità pecuniaria, cioè quale vantaggio economico o incremento del patrimonio, ma anche come qualunque soddisfazione o piacere che l’agente si riprometta dalla sua azione criminosa.

La stessa pena stabilita per l’ipotesi di favoreggiamento al fine di trarne profitto, si applica anche “quando il fatto è commesso da tre o più persone in concorso tra loro o utilizzando servizi internazionali di trasporto ovvero documenti contraffatti o alterati o comunque illegalmente ottenuti”.

Il territorio italiano, sia per la sua vicinanza con i Paesi extraeuropei dell’area balcanica, sia per i suoi collegamenti diretti via mare con Paesi del nord Africa e del Medio Oriente, sia perché si presenta come meta di transito verso altri Stati, è ormai da tempo coinvolto da un crescente fenomeno di immigrazione clandestina, essendo ormai sufficientemente provato che l’Italia viene utilizzata come corridoio per l’ingresso illegale in Europa di clandestini con l’aiuto di numerose organizzazioni di ogni genere dedite al traffico, a fine di lucro.

Senza sottacere che in genere non si è in presenza di “salvataggi di persone”, come comunemente viene comunicato dai media, ma semplicemente di “trasbordi” dalle piccole imbarcazioni, dove in precedenza erano stati trasbordati, subito l’uscita dalle acque territoriali libiche, dalle navi madri appartenenti a chi aveva organizzato il trasporto, sulle navi delle ONG che poi proseguono il viaggio per il trasporto degli esseri umani fino ai porti italiani.

Peraltro, si ha notizia che i “soccorritori” percepiscono anche dei compensi per il salvataggio delle persone, laddove per il nostro codice della navigazione (art.493) e per la Convenzione internazionale sul salvataggio fatta a Londra in data 28 aprile 1989 e ratificata dall’Italia con legge n.129 del 12/04/1995 (art.16 n.1) non si avrebbe diritto ad alcun compenso in caso di salvataggio di persone, a meno che, per la sola legge italiana, l’ammontare sia coperto da assicurazione.

Di fronte a questo scenario, per ragioni di ordine pubblico e di sicurezza nazionale il governo, nel rispetto della legge vigente avrebbe dovuto adottare maggiore fermezza in materia di immigrazione clandestina, al fine di contrastare efficacemente il fenomeno del commercio di esseri umani e perseguire, con il fattivo ausilio della Magistratura, chiunque partecipi a quello che ormai è divenuto un vero e proprio business più remunerativo di qualsiasi altra attività illecita gestita dalle organizzazioni malavitose.

Naturalmente, dal momento che il 5 comma dell’art.12 punisce l’agevolazione dell’abusivo soggiorno per trarre ingiusto profitto, non incorrerà in sanzione colui che aiutando un clandestino, a maggior ragione se versi in stato di bisogno, dimostri di aver agito senza fini di lucro ossia aver di agito per semplice spirito umanitario.

In conclusione, questo obiettivo potrà essere realizzato affiancando allo strumento della prevenzione un incisivo strumento penale.

In questa ottica le modifiche apportate dalla Legge 189/2002 al T.U. 286/98 rispondono sia all’esigenza di garantire il rispetto dell’ordine pubblico, ma anche a quella di combattere il deprecabile fenomeno dello sfruttamento di esseri umani, atteso che i migranti trasportati versano in condizioni di bisogno e di subalternità e di questo status approfittano subdolamente soggetti privi di scrupoli che agiscono solo in base alla esclusiva logica del loro illecito profitto.

Inoltre la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare firmata a New York il 10 dicembre 1982 e ratificata dall’Italia nel 1994 stabilisce punto 1: “il passaggio di una nave è inoffensivo fintanto che non arreca pregiudizio alla pace, al buon ordine e alla sicurezza dello Stato costiero.

Tale passaggio deve essere eseguito conformemente alla presente Convenzione e alle altre norme del diritto internazionale”.

Al punto 2 la suddetta convenzione statuisce: “il passaggio di una nave straniera è considerato pregiudizievole per la pace, il buon ordine e la sicurezza dello Stato costiero se, nel mare territoriale, la nave è impegnata in una qualsiasi delle seguenti attività: a) minaccia o impiego della forza contro la sovranità, l’integrità territoriale o l’indipendenza politica dello Stato costiero, o contro qualsiasi altro principio del diritto internazionale enunciato nella Carta delle Nazioni Unite… omissis….g) il carico o lo scarico di materiali, valuta o persone in violazione delle leggi e dei regolamenti doganali, fiscali, sanitari o di immigrazione vigenti nello Stato costiero;”.

Dunque, se si sospetta che la nave stia violando le leggi sull’immigrazione italiane, il diritto internazionale consente alle autorità italiane di impedire l’accesso della nave nelle acque territoriali, l’approdo nei suoi porti e lo sbarco di immigrati clandestini.
Inoltre l’art.83 del codice della navigazione attribuisce al Ministro dei trasporti e della navigazione la facoltà ed il potere di limitare o vietare il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale, per motivi di ordine pubblico e di sicurezza della navigazione.
I porti possono essere chiusi a un’imbarcazione per un possibile e/o potenziale rischio per la sicurezza nazionale, come è previsto dall’articolo 33 comma secondo dello Statuto dei Rifugiati (Convenzione di Ginevra) in cui è scritto testualmente: “2 La presente disposizione non può tuttavia essere fatta valere da un rifugiato se per motivi seri egli debba essere considerato un pericolo per la sicurezza del paese in cui risiede oppure costituisca, a causa di una condanna definitiva per un crimine o un delitto particolarmente grave, una minaccia per la collettività di detto paese”.
La condizione di rifugiato è definita dalla convenzione di Ginevra del 1951 (trattato delle Nazioni Unite, recepita nella legge n.722 del 1954) in cui nell’articolo 1 si legge che il rifugiato è una persona che “temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinioni politiche, si trova fuori del paese di cui ha la cittadinanza, e non può o non vuole, a causa di tale timore, avvalersi della protezione di tale paese”.

Ovviamente nei confronti di profughi, rifugiati e soggetti che beneficiano di protezione internazionale il regime giuridico è differente.

Dal punto di vista giuridico-amministrativo è una persona cui è riconosciuto lo status di rifugiato perché se tornasse nel proprio paese d’origine potrebbe essere vittima di persecuzioni. Per persecuzioni s’intendono azioni che, per la loro natura o per la frequenza, sono una violazione grave dei diritti umani fondamentali, e sono commesse per motivi di razza, religione, nazionalità, opinione politica o appartenenza a un determinato gruppo sociale.

  1. Associazione per delinquere

Al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina non può non essere collegato quello di associazione per delinquere che riguarda gli scafisti, coloro che operano il trasbordo degli immigrati irregolari per trasportarli nei porti italiani e quindi anche legali rappresentanti delle ONG, proprietari delle navi, armatori e/o vettori delle stesse, comandanti delle navi che dopo il trasbordo hanno eseguito il trasporto in Italia e, ovviamente, oltre al governo anche esponenti delle Istituzioni che a vario titolo hanno responsabilità ed autonomi poteri decisionali (Presidenti di Giunte regionali, Prefetti, Sindaci, Questori, Comandanti dei Porti, Commissari addetti alla Polizia di Frontiera ecc.).

In relazione a tale ipotesi di reato iI nostro Codice Penale all’art. 416 così recita:

“Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti, coloro che promuovono o costituiscono od organizzano l’associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da tre a sette anni [305 c. 1, 306 c. 1, 416 bis; 380 c. 2 lett. m) c.p.p.].

Per il solo fatto di partecipare all’associazione, la pena è della reclusione da uno a inque anni [305 c. 2, 306 c. 2, 416 bis c. 1] .

I capi soggiacciono alla stessa pena stabilita per i promotori [305 c. 3, 306 c. 3, 416 bis; 380 c. 2 lett. m) c.p.p.].

Se gli associati scorrono in armi [585 c. 2 e 3] le campagne o le pubbliche vie, si applica la reclusione da cinque a quindici anni.

La pena è aumentata [64] se il numero degli associati è di dieci o più [112 c. 1 n. 1, 417, 418].

Se l’associazione è diretta a commettere taluno dei delitti di cui agli articoli 600, 601, 601-bis e 602, nonché all’articolo 12, comma 3-bis, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 nonchè agli articoli 22, commi 3 e 4, e 22-bis, comma 1, della legge 1° aprile 1999, n. 91, si applica la reclusione da cinque a quindici anni nei casi previsti dal primo comma e da quattro a nove anni nei casi previsti dal secondo comma.

Se l’associazione è diretta a commettere taluno dei delitti previsti dagli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quater.1, 600-quinquies, 609-bis, quando il fatto è commesso in danno di un minore di anni diciotto, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies, quando il fatto è commesso in danno di un minore di anni diciotto, e 609-undecies, si applica la reclusione da quattro a otto anni nei casi previsti dal primo comma e la reclusione da due a sei anni nei casi previsti dal secondo comma.”

 Il concetto di associazione secondo il testo della legge e per la giurisprudenza consiste nella unione di persone con carattere di permanenza e stabilità, che siano in possesso di un minimo di organizzazione, anche soltanto rudimentale, che tuttavia sia adeguata per perseguire e realizzare un programma delittuoso.

Non è quindi indispensabile una vera e propria organizzazione con gerarchia interna, distribuzione di ruoli ed assegnazione di funzioni a ciascuno degli associati.

Sono considerati promotori coloro che promuovono l’iniziativa di costituire l’associazione.

Sono considerati costitutori coloro che, con la loro azione, fanno nascere, o concorrono a determinare la nascita dell’associazione.

Sono considerati organizzatori coloro che coordinano l’attività dei singoli associati volta alla costituzione dell’associazione ed al suo funzionamento.

Sono partecipanti quanti esplicano attività di carattere materiale, esecutivo e strumentale per la sopravvivenza dell’associazione ed il perseguimento degli scopi sociali delittuosi.

Infine sono capi coloro che sono muniti di poteri di gerarchici sugli associati e ne dirigono l’attività.

E’ di tutta evidenza che tutti coloro che associati ed in concorso tra loro, operando nel settore del traffico di esseri umani, violano la legge in materia di immigrazione, commettendo il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, debbano rispondere penalmente anche del delitto di associazione per delinquere previsto dall’art.416 del codice penale.

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Il delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, come quello di associazione per delinquere sono entrambi perseguibili d’ufficio e conseguentemente, stante il principio della obbligatorietà dell’azione penale sancito dall’art. 112 della Costituzione, in cui vi è scritto: “Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale”, ogni pubblico ministero che riceva la “notitia criminis” i magistrati inquirenti dovranno promuovere l’azione penale contro i responsabili, nessuno escluso ed eccettuato.

Si deve evidenziare che l’avvio dell’azione penale non è soggetto alla scelta discrezionale del pubblico ministero. Infatti quest’ultimo, in base all’art. 335 c.p.p., deve iscrivere immediatamente, nell’apposito registro custodito presso l’ufficio, ogni notizia di reato che gli perviene o che ha acquisito di propria iniziativa nonché, contestualmente o dal momento in cui risulta, anche il nome della persona alla quale il reato stesso è attribuito.

328 codice penale, sotto il titolo Rifiuto di atti di ufficio. Omissione così recita:

“Il pubblico ufficiale, o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta e il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa.” (1)

(1) Il presente articolo è stato così modificato dall’art. 16, L. 26.04.1990, n. 86.

Tale norma ha lo scopo di punire l’inerzia di quei pubblici ufficiali, o pubblici dipendenti, che si rifiutino o omettano di esercitare i doveri del loro ufficio. Il rifiuto di atti d’ufficio è un reato che si consuma quando un pubblico ufficiale o un dipendente pubblico rifiuta di esercitare una sua mansione, sia a seguito di un ordine del suo superiore, che in presenza di una situazione che richiede, per legge, un’immediata reazione. Il reato si perfeziona allorchè vi è un rifiuto non adeguatamente motivato. L’omissione di atto d’ufficio si configura invece a fronte di una mancata iniziativa e non a fronte di un esplicito e diretto diniego.

Secondo la S.C., ai fini dell’integrazione della fattispecie di cui al primo comma dell’art. 328 c.p., è sufficiente un’inerzia omissiva, non essendo necessario un rifiuto esplicito (Cass. n. 10051/2013; n. 2339/1998), mentre l’ipotesi di cui al secondo comma si integra con l’omissione e la mancata risposta sui motivi della stessa (Cass. n. 11877/2003). Il delitto in esame, infine, può essere integrato anche laddove manchi una richiesta o un ordine, nell’ipotesi in cui il fatto concreto faccia apparire il compimento dell’atto quale necessario o urgente (Cass. n. 4995/2010; n. 1757/2006).

Auspichiamo pertanto che i nostri pubblici ministeri adempiano puntualmente, senza esitazione o preoccupazione a quelli che sono precisi doveri del loro ufficio, se ciò avverrà confermeranno il ruolo autonomo ed autorevole della Magistratura.

Lo strumento legislativo esiste, i doveri di ciascuno di noi sono consacrati in precise norme giuridiche e pertanto, come affermò il valoroso Magistrato che rispondeva al nome di Giovanni Falcone,Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana.”

Alla luce di tali considerazioni, nell’ipotesi in cui l’Autorità inquirente dovesse valutare sussistenti le ipotesi di reato nei fatti sopra esposti ed analizzati in relazione alla legge vigente, vorrà valutare l’opportunità e/o necessità di richiedere l’applicazione di misura cautelare, preferibilmente di natura custodiale, a carico dei responsabili.

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Per tutto quanto sopra esposto i sottoscritti, così come sopra generalizzati, chiedono che la S.V. Ill.ma voglia:

1) accertare – disponendo le relative indagini – se nelle evidenziate condotte (ove confermate) poste in essere per negligenza, imprudenza o imperizia, ovvero per omissione di atti dovuti in ordine ai fatti esposti e riportati dalla stampa richiamata nel presente esposto-denuncia, sussistano gli estremi dei reati di cui in narrativa.

2)  individuare quanti, tra i componenti del governo e coloro che, rivestendo funzioni apicali nella P.A., hanno esercitato i poteri con autonomia decisionale, in un contesto ben definito di precisi ruoli e responsabilità, non solo politiche ma anche a livello giuridico, hanno tenuto e continuano a tenere condotte di rilevanza penale al fine di procedere nei loro confronti.

L’intento degli esponenti è esclusivamente quello, come detto, di difendere la legalità costituzionale e lo Stato di diritto e a tal fine si appalesa necessario, inevitabile ed urgente che vengano accertate eventuali responsabilità colpose per omissione, o dolose, in capo alle persone indicate e ad ogni altro responsabile, previa loro specifica identificazione.

I sottoscritti, inoltre, chiedono di essere avvisati in caso di richiesta di proroga delle indagini preliminari ed altresì nel caso di richiesta di archiviazione.

Si delega al deposito del presente atto l’Avv. Pasquale Forciniti del Foro di Roma.

Roma, 12 aprile 2021

Prof. Avv.  Augusto Sinagra                                           Avv. Pasquale Forciniti

 

 

Avv. Alfredo Lonoce                                                        Prof.ssa Ornella Mariani Forni