Dichiarazione e riserve da inserire nei redigendi verbali avverso le statuizioni contenute nell’ordinanza del Presidente della Regione Lazio sull’obbligo, su tutto il territorio regionale, di indossare la mascherina nei luoghi all’aperto, durante l’intera giornata
SECONDO I CRITERI DELLA GERARCHIA delle FONTI La norma di grado. inferiore non. modifica MAI la. norma di grado. superiore. La norma di grado. superiore può. sempre modificare la. norma di grado. inferiore. Le norme di pari grado possono modificarsi. reciprocamente, in base al criterio TEMPORALE. La NORMA successiva nel tempo può MODIFICARE o. ABROGARE la norma anteriore di PARI GRADO.
SECONDO I CRITERI DELLA GERARCHIA delle FONTI La norma di grado. inferiore non. modifica MAI la. norma di grado. superiore. La norma di grado. superiore può. sempre modificare la. norma di grado. inferiore. Le norme di pari grado possono modificarsi. reciprocamente, in base al criterio TEMPORALE. La NORMA successiva nel tempo può MODIFICARE o. ABROGARE la norma anteriore di PARI GRADO.

Questa mattina 2 ottobre, dopo che il Tar Lazio aveva annullato con sentenza l’ordinanza del Presidente della Regione Lazio del 17 aprile 2020 con cui era stato imposto per la stagione 2020-2021 l’obbligo della vaccinazione antinfluenzale per tutte le persone al di sopra dei 65 anni di età, nonché, per tutto il personale sanitario e  sociosanitario operante in ambito regionale, raccomandandola per i bambini tra i sei mesi ed i sei anni, lo stesso presidente Zingaretti ha emanato altra ordinanza, che entrerà in vigore domani, riguardante l’uso obbligatorio delle mascherine per tutte le persone aventi un’età superiore a sei anni.

Ecco un Fac-simile di dichiarazione e di riserve da inserire negli eventuali verbali che verranno redatti in caso di mancato uso delle mascherine:

“Impugno e contesto la legittimità e liceità del presente verbale e rendo edotto il Pubblico Ufficiale, Sig._______________________________________________che la nostra Costituzione sancisce all’art.13 che la libertà personale è inviolabile, che inoltre l’art.16 Cost. tutela la libertà di movimento che può essere limitata solo con legge e che infine l’art.32 Cost. sancisce le modalità di obbligo di trattamenti sanitari che possono aver luogo soltanto con legge dello Stato.

Rendo ancora edotto il Pubblico Ufficiale che in assenza di una prescrizione circa l’obbligatorietà delle mascherine adottata con legge ed in deroga alla legge penale vigente, ogni cittadino che circola in luogo pubblico o aperto al pubblico mascherato è esposto alle sanzioni penali previste dall’art.85 del R.D. 773/1931 e dall’artt. 5 della L.152/1975 (legge Reale) e successive modifiche (legge antiterrorismo).

Faccio rilevare che le norme che vincolano l’uso della mascherina sono atti amministrativi di rango inferiore e quindi non possono derogare né la Costituzione, né le leggi ordinarie e che pertanto potrebbe emergere una conseguente responsabilità in sede civile e penale di coloro che decidano comunque di irrogare la sanzione assumendosene ogni responsabilità personale derivante dalla loro decisione e condotta.

Riservo comunque ogni azione nelle competenti sedi giudiziarie.”

La dichiarazione contenente le eccezioni e riserve può anche essere allegata, quale parte integrante del verbale ed il P.U. dovrà in questo caso apporre il timbro di congiunzione che ne attesti la presenza ed apporre la sua firma.

Naturalmente occorre evitare nel modo più assoluto di creare situazioni di criticità con le Forze dell’Ordine, cui è sempre dovuto il massimo rispetto perché, avendo prestato giuramento di fedeltà alla Costituzione, si presume che ne rispettino i contenuti e perché inoltre, dovendo obbedire ad ordini impartiti dai loro superiori gerarchici, non hanno alcuna possibilità di scelta e devono soltanto, nell’interesse di tutti, assolvere il loro delicato compito. Quindi, come ho già precisato in precedenti scritti, ribadisco che lo strumento che ho messo a disposizione serve soltanto a salvaguardare in favore dei malcapitati che verranno sanzionati le successive difese. In particolare essi dovranno inoltrare scritti difensivi e la documentazione che riterranno utile ai Prefetti e successivamente, nel caso di mancato annullamento della sanzione ed archiviazione, preferibilmente con l’ausilio di un avvocato di loro fiducia, proporre opposizione al Giudice di Pace avverso l’ordinanza-ingiunzione del Prefetto. Le eventuali denunce, per chi deciderà di percorrere la strada penale, non devono essere fatte contro gli agenti accertatori, ma contro ignoti, o contro chi, rivestendo sul territorio funzioni apicali, ha una autonomia decisionale, dal momento che chi è obbligato ad obbedire agli ordini del suo superiore non ha responsabilità in ordine alla esecuzione di un provvedimento amministrativo illegittimo, a meno che gli venga chiesto di compiere un grave reato.

Nel nostro ordinamento penale la legge vieta di comparire in luoghi pubblici con il volto coperto in modo da non consentire il riconoscimento del soggetto, come si evince dall’art.85 del TULPS (Testo Unico sulle leggi di Pubblica Sicurezza) approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773 il quale, prevede: “È vietato comparire mascherato in luogo pubblico”. https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1931-06-18;773!vig=

Vi è inoltre la legge 22 maggio 1975, n. 152 (legge Reale) modificato dall’articolo 113, comma 4, della legge 24 novembre 1981, n. 689 e successivamente dall’articolo 10, comma 4-bis, del D.L. 27 luglio 2005, n. 144, nonché  dall’articolo 2 della legge 8 agosto 1977, n. 533 (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1977/08/20/077U0533/sg) «Disposizioni a tutela dell’ordine pubblico», che all’articolo 5, dispone:  “È vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. È in ogni caso vietato l’uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne quelle di carattere sportivo che tale uso comportino.
Il contravventore e’ punito con l’arresto da uno a due anni e con l’ammenda da 1.000 a 2.000 euro. Per la contravvenzione di cui al presente articolo è facoltativo l’arresto in flagranza”.

Gli atti amministrativi, che nella gerarchia delle fonti del diritto occupano una posizione inferiore, come lo sono non solo le ordinanze contingibili ed urgenti dei Sindaci e dei Presidenti delle giunte regionali, ma anche i Dcpm e le ordinanze ministeriali, non possono mai derogare alla legge ordinaria, nè tanto meno alla Costituzione, in questo caso senza far ricorso al procedimento previsto dall’art.138 cost..

Percorrendo questa pericolosa strada ha luogo una vera e propria rottura della Costituzione  ed una frattura dell’armonia costituzionale che costituisce una vera e propria eversione dell’ordine democratico compiuta in violazione dell’art.139 cost..

_________________________________________________________________________________________________________________________________________________

Testo Ordinanza del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti

REGIONE LAZIO
Direzione Regionale: SALUTE E INTEGRAZIONE SOCIOSANITARIA
Ordinanza del Presidente
(con Firma Digitale)
N. del Proposta n. 14718 del 01/10/2020
Oggetto:
Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Ordinanza ai sensi dell’articolo
32, comma 3 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. Ulteriori misure per la prevenzione e
gestione del rischio di contagio e per l’implementazione delle sedi vaccinali.
D’AMATO ALESSIO
______________________________
L’ Assessore
_________firma digitale_________
Il Direttore Regionale
R. BOTTI
_________firma digitale_________
Estensore
MADDALONI PAMELA
_________firma elettronica______
Responsabile del Procedimento
BARCA ALESSANDRA
_________firma elettronica______
Il Dirigente d’Area
A. BARCA
_________firma digitale_________
Pagina 1 / 8 Richiesta di pubblicazione sul BUR: SI
Oggetto: Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-
2019. Ordinanza ai sensi dell’articolo 32, comma 3 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia
di igiene e sanità pubblica. Ulteriori misure per la prevenzione e gestione del rischio di contagio e
per l’implementazione delle sedi vaccinali.
VISTO l’art. 32 della Costituzione;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6, recante “Disciplina del sistema organizzativo della Giunta
e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza regionale”;
VISTA la legge 23 dicembre 1978, n. 833, recante “Istituzione del servizio sanitario nazionale” e, in
particolare, l’art. 32 che dispone “il Ministro della sanità può emettere ordinanze di carattere contingibile e
urgente, in materia di igiene e sanità pubblica e di polizia veterinaria, con efficacia estesa all’intero territorio
nazionale o a parte di esso comprendente più regioni”, nonché “nelle medesime materie sono emesse dal
presidente della giunta regionale e dal sindaco ordinanze di carattere contingibile e urgente, con efficacia
estesa rispettivamente alla regione o a parte del suo territorio comprendente più comuni e al territorio
comunale”;
VISTO il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e s.m.i.;
VISTA l’ordinanza del Ministro della salute del 25 gennaio 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana – Serie generale, n. 21 del 27 gennaio 2020;
VISTA l’ordinanza del Ministro della salute del 30 gennaio 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana – Serie generale, n. 26 del 1° febbraio 2020;
VISTA la delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 con la quale è stato dichiarato, per sei
mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di
patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;
VISTA l’ordinanza del Ministro della salute del 21 febbraio 2020, pubblicata nella Gazzetta ufficiale della
Repubblica italiana – Serie generale, n. 44 del 22 febbraio 2020;
VISTO il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante “Misure urgenti in materia di contenimento e
gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23
febbraio 2020, n. 45, che, tra l’altro, dispone che le autorità competenti hanno facoltà di adottare ulteriori
misure di contenimento al fine di prevenire la diffusione dell’epidemia da COVID-19;
VISTI i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020, 1° marzo, 4 marzo, 8 marzo,
9 marzo, 11 marzo del 22 marzo 2020, del 1° aprile e del 10 aprile 2020, recanti le misure urgenti per il
contenimento del contagio, nonché le ulteriori misure dettate per lo svolgimento in sicurezza delle attività
produttive industriali e commerciali per le quali non è stata disposta la sospensione nell’arco temporale
comunemente definito di lockdown;
VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020, recante «Disposizioni attuative del
decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da
COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 108 del 27
aprile 2020, laddove si disciplina l’avvio della fase di transizione successiva al cosiddetto lockdown;
VISTO il decreto legge del 16 maggio 2020, n. 33, recante “Ulteriori misure urgenti per fronteggiare
l’emergenza epidemiologica da COVID-19”;
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VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 maggio 2020 recante “Disposizioni
attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza
epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti
per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”:
VISTO il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 giugno 2020 “Ulteriori disposizioni
attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza
epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti
per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19” nonché le Linee guida di cui all’Allegato n. 9
del Decreto medesimo;
VISTO il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 luglio 2020 nonchè le Linee guida di cui
all’Allegato n. 1 e 2 del Decreto medesimo;
VISTO il Decreto legge del 30 luglio 2020 n. 83 recante “Misure urgenti connesse con la scadenza della
dichiarazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 deliberata il 31 gennaio 2020”.
VISTO il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 agosto 2020 “Ulteriori disposizioni
attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza
epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti
per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19” e i relativi Allegati;
VISTO il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 settembre 2020 recante “Ulteriori
disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare
l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori
misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”;
CONSIDERATO che il Servizio sanitario regionale ha approntato numerose misure volte a tracciare,
monitorare e intervenire con rapidità nell’individuazione e contenimento della diffusione del virus SARS
Cov2, tra le quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, la realizzazione di un piano di intervento sulle
strutture sanitarie, la regolamentazione dell’ingresso in Regione, l’approvazione di specifica applicazione
App Dottor per Covid l’istituzione delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale Regionale (USCAR) per
lo svolgimento di attività di sorveglianza attiva sul territorio, a domicilio e nelle strutture altre residenziali,
anche con modalità “drive in” e, da ultimo, l’avvio del piano regionale di sorveglianza epidemiologica;
CONSIDERATO che con decreto del Ministro della salute del 30 aprile 2020 sono stati adottati i criteri
relativi alle attività di monitoraggio del rischio sanitario di cui all’allegato 10 del decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020;
TENUTO CONTO che in base ai tre set di indicatori relativi “alla capacità di monitoraggio”, alla “capacità
di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti”, infine alla “stabilità di trasmissione e alla
tenuta dei servizi sanitari”, l’applicazione al contesto regionale del Lazio restituisce – alla data di adozione
della presente ordinanza – una matrice di “rischio moderato”;
CONSIDERATO il citato decreto legge del 16 maggio 2020, n.33, laddove stabilisce all’art.1, comma 1,
che «A decorrere dal 18 maggio 2020, cessano di avere effetto tutte le misure limitative della libertà di
circolazione all’interno del territorio regionale di cui agli articoli 2 e 3 del decreto-legge 25 marzo 2020, n.
19, e tali misure possono essere adottate o reiterate solo con riferimento a specifiche aree del territorio
medesimo interessate da particolare aggravamento della situazione epidemiologica.»;
CONSIDERATO ancora tale decreto legge, laddove stabilisce inoltre all’art.1, comma 14, che «Le attività
economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei
a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle
regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei
protocolli o nelle linee guida nazionali. In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le
linee guida adottati a livello nazionale. Le misure limitative delle attività economiche e produttive possono
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essere adottate, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, con provvedimenti emanati ai sensi
dell’articolo 2 del decreto legge n. 19 del 2020 o del comma 15.»;
CONSIDERATO che la Conferenza delle Regioni, in data 16 maggio 2020, ha predisposto le Linee guida
per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive dal 18 maggio 2020, e trasmesso il medesimo
documento al Governo allo scopo di uniformare sull’intero territorio nazionale il contenuto delle misure atte
a prevenire o ridurre il rischio di contagio ai sensi del citato art. 1, comma 13, del decreto legge 16 maggio
2020, n. 33;
CONSIDERATO che la Conferenza delle Regioni ha proseguito nella predisposizione e nell’aggiornamento
delle Linee guida per la riapertura di ulteriori tipologie di attività economiche e sociali, non da ultimo nelle
sedute del 9 giugno 2020, dell’11 giugno 2020, del 25 giugno 2020 – con la proposta di indirizzi sugli sport
di contatto e di squadra – nella seduta del 9 luglio 2020 e del 6 agosto 2020;
CONSIDERATO che tali Linee guida sono state individuate come le misure necessarie, allo stato delle
attuali conoscenze in materia di trasmissione del contagio da COVID-19, per il riavvio delle attività
economiche, produttive e sociali e che la Regione Lazio ha dettato specifiche Linee guida con l’Ordinanza n.
56 del 10 agosto 2020 richiamando specifiche disposizioni di sicurezza;
VISTA l’Ordinanza del Ministero della Salute del 21 settembre 2020 che ha disposto ulteriori misure in
relazione all’andamento epidemiologico dell’epidemia su scala internazionale;
CONSIDERATO che:
l’evoluzione della situazione epidemiologica nel Lazio attesta l’efficacia delle misure di programmazione
sanitaria regionale sino ad oggi poste in essere, ma che tuttavia si è registrato nell’ultimo periodo una
recrudescenza, con un indice di contagiosità in progressivo aumento;
quanto sopra trova rispondenza anche nel Report definitivo dell’Istituto di Sanità, aggiornato al 22 settembre
2020, nel quale si rappresenta che:
“Si conferma un aumento nei nuovi casi segnalati in Italia per l’ottava settimana consecutiva con una
incidenza cumulativa negli ultimi 14 gg di 31.4 per 100 000 abitanti (7-20 settembre) (vs 29,4 per 100.000
abitanti nel periodo 31 agosto – 13 settembre). Mentre nelle ultime tre settimane si era osservato un
incremento della età mediana dei casi notificati, questa settimana (14-20 settembre) l’età mediana è stabile a
41 anni.
Il virus oggi circola in tutto il paese. Dieci Regioni/PPAA hanno riportato un aumento nel numero di casi
diagnosticati rispetto alla settimana precedente che non può essere attribuito unicamente ad un aumento di
casi importati (da stato estero e/o da altra Regione) o ad un aumento nella attività di screening. […]
Questa settimana ha avuto inizio l’anno scolastico nella maggior parte delle Regioni/PA. Sono stati
segnalati casi in personale scolastico ed in individui in età scolastica ma non sono stati confermati dalle
Regioni focolai in cui sia stata accertata una trasmissione intra-scolastica, sebbene in alcuni casi le indagini
siano ancora in corso.”
CONSIDERATO che:
La situazione descritta nel report “relativa prevalentemente ad infezioni contratte nella prima decade di
settembre 2020, conferma la presenza di importanti segnali di allerta legati ad un aumento della
trasmissione locale. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e
controllo già adottate dalle Regioni/PPAA e essere pronti alla attivazione di ulteriori interventi in caso di
evoluzione in ulteriore peggioramento.
Il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso inferiore rispetto a quello di altri paesi europei,
ma con un aumento da otto settimane consecutive.
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Il rispetto delle misure di prevenzione e della quarantena raccomandate dalle autorità sanitarie resta un
elemento cruciale ed ineludibile per contrastare la diffusione dell’infezione. D’altro canto, l’aumento delle
capacità di offerta diagnostica deve essere accompagnato dal potenziamento dei servizi territoriali per la
ricerca dei casi e la gestione dei contatti, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l’isolamento immediato
dei casi secondari. La riduzione nei tempi tra l’inizio della contagiosità e l’isolamento resta un elemento
fondamentale per il controllo della diffusione dell’infezione.
È necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la
consapevolezza e la compliance della popolazione al rispetto delle misure di controllo, realizzare la ricerca
attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi, la quarantena dei loro contatti
stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare
rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche.
È essenziale mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di “contact tracing” (ricerca
dei contatti) in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a
controllare l’epidemia. Per questo rimane fondamentale mantenere una elevata consapevolezza della
popolazione generale circa il peggioramento della situazione epidemiologica e sull’importanza di
continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali
l’igiene individuale, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico.
L’aumento dell’età dei casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio (14-20 settembre) riflette la
trasmissione del virus dalle fasce di età più giovanili a quelle più anziane, soprattutto all’interno della
famiglia. Si raccomanda quindi di adottare tutte le opportune precauzioni anche in ambito familiare”;
DATO ATTO che
la situazione descritta nel report “conferma la presenza di importanti segnali di allerta legati ad un aumento
della trasmissione locale. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione
e controllo già adottate dalle Regioni/PPAA e essere pronti alla attivazione di ulteriori interventi in caso di
evoluzione in ulteriore peggioramento.
Si raccomanda alla popolazione di prestare particolare attenzione al rischio di contrarre l’infezione in
situazioni di affollamento in cui si osservi un mancato rispetto delle misure raccomandate e durante periodi
di permanenza in paesi o aree con una più alta circolazione virale. In questi casi, si raccomanda di prestare
responsabilmente particolare attenzione alle norme comportamentali di prevenzione della trasmissione di
SARS-CoV-2, in particolare nei confronti di fasce di popolazione più vulnerabili”.
CONSIDERATO che l’analisi dei dati elaborati dal Servizio Regionale Epidemiologici Malattie Infettive
nell’ultima settimana ha rilevato:
– Aumento dell’incidenza nelle ultime 3 settimane passando da 10,6 per 100.000 abitanti della prima
settimana di settembre a 18,6 per 100.000 nella settimana appena trascorsa con trend in aumento;
– Aumento del numero di nuovi focolai con circa 25 nuovi focolai seppur di dimensioni ridotte, per la
maggior parte in ambiente familiare;
– Aumento dell’età mediana che passa da 30 anni del mese di Agosto a 42 anni nel mese di Settembre;
– Aumento dell’indice di trasmissione regionale (Rt 1.09), nonostante un rapporto positivi/ casi testati,
nella settimana 22/29 settembre, pari 2,7 % inferiore alla media nazionale;
che il numero di nuovi positivi registrato in data 30 settembre 2020 è 210, per un totale di 16475 casi
dall’inizio della pandemia. Il numero di ricoveri in corso è 706 di cui 47 in terapia intensiva;
CONSIDERATI:
– l’evoluzione della situazione epidemiologica nella regione e a livello nazionale;
– il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e dell’incremento dei casi nella regione, per lo più
connessi a soggetti asintomatici o paucisintomatici, di cui non sempre è possibile tracciare con precisione
l’origine del contagio;
– considerati gli scenari connessi alla ripresa delle attività scolastiche;
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– considerato che l’approssimarsi della stagione autunnale e, con essa, le conseguenti variazioni di
temperatura e del tasso di umidità faciliteranno le infezioni delle prime vie aeree respiratorie;
RITENUTO opportuno, in raccordo con l’Unità di Crisi della Regione prevedere l’obbligo, su tutto il
territorio regionale, di indossare la mascherina nei luoghi all’aperto, durante l’intera giornata, fatte salve le
ulteriori specifiche misure di sicurezza previste nelle linee guida e nei protocolli di settore vigenti ai sensi
dell’Ordinanza n. 56/2020 e delle disposizioni nazionali vigenti; l’obbligo rimane escluso per i bambini al di
sotto dei sei anni, per i portatori di patologie incompatibili con l’uso della mascherina e durante l’esercizio di
attività motoria e/o sportiva;
RITENUTO OPPORTUNO, per quanto sopra premesso nonché al fine primario di contenere l’epidemia da
CoVID-19 con standard, sulla base del riportato esito degli approfondimenti effettuati dall’Unità di Crisi
regionale in rapporto ai dati trasmessi dal SERESMI e alla situazione epidemiologica della regione e degli
scenari prospettati e delle conclusioni del Report sopra riportato del Ministero della Salute, nonché allo
scopo di arginare il persistente aumento dei contagi registrato a livello regionale, ferme le disposizioni
specifiche relative allo svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali di cui all’Ordinanza n.
56/2020, disporre l’integrazione delle relative disposizioni attraverso le prescrizioni proposte dall’Unità di
Crisi regionale dell’uso generalizzato della mascherina nei luoghi all’aperto;
CONSIDERATO che, tutte le specifiche condizioni stabilite negli atti di indirizzo di cui sopra, dovranno
necessariamente essere affiancate dal rispetto generalizzato delle misure di prevenzione e protezione
collettive e individuali, dalla collaborazione attiva dell’utenza tenuta a mettere in atto comportamenti virtuosi
per il contrasto alla diffusione dell’epidemia e, infine, che resta salva ogni diversa misura precauzionale che
ciascun operatore è tenuto a porre in essere anche in relazione all’obbligo di monitoraggio e rivalutazione del
rischio ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;
CONSIDERATO inoltre,
l’avvento della stagione autunnale e l’imminente avvio della campagna vaccinale antinfluenzale, in ragione
dei quali si presenta necessario assicurare modalità di vaccinazione in sicurezza, prevenendo assembramenti
e attuando una serie di misure precauzionali per la definizione di un pattern organizzativo idoneo alla
gestione, in tempo di emergenza sanitaria, di un piano vaccinale di rilevanti dimensioni;
che, infatti, la Regione ha attuato una campagna di acquisti per 2,4 milioni di dosi vaccino delle principali
tipologie, demandando ai MMG, ai PLS, ai servizi vaccinali e ai principali ospedali (AO, AOU, PU, IRCCS
e ospedali classificati) la copertura delle categorie bersaglio e delle fasce a rischio;
che allo scopo di perseguire in modo efficace l’obiettivo di generale copertura vaccinale e di assicurare che il
SSR possa fronteggiare l’aumento di domanda anche per le persone di età compresa tra 18-59 anni (residuali
rispetto a quelle bersaglio e servite da MMG/PLS) di prevedere che una quota di 100.000 dosi vaccini, o
ulteriore, sia resa disponibile alle Farmacie per:
a) garantire l’acquisto con oneri a carico del cittadino, secondo un prezzo uniforme di partecipazione che
verrà all’uopo individuato, e previo rimborso alla Regione del costo sostenuto;
b) consentire loro, in presenza dei requisiti e secondo modalità definite dalla Direzione Salute, oltre che
la vendita, anche l’organizzazione di un servizio di somministrazione/inoculazione del vaccino con
conseguente assunzione di responsabilità; in tal caso il prezzo verrà definito tenuto conto della
maggiorazione generalmente corrisposta ai MMG/PLS;
che sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative delle farmacie, saranno definiti con
atto della Direzione salute e integrazione socio-sanitaria in raccordo con l’Unità di crisi regionale le modalità
di distribuzione tra le farmacie delle dosi vaccino, il prezzo uniforme di partecipazione per l’acquisto del
vaccino ed il prezzo per il servizio di somministrazione/inoculazione, con onere a carico del cittadino;
che saranno parimenti definiti, con atto a cura della Direzione salute e integrazione socio-sanitaria in
raccordo con l’Unità di crisi regionale, il numero definitivo delle dosi vaccino, i requisiti e le modalità del
servizio di somministrazione/inoculazione dello stesso;
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RITENUTO che le situazioni di fatto e di diritto fin qui esposte e motivate integrino le condizioni di
eccezionalità ed urgente necessità di tutela della salute pubblica;
SENTITO per le vie brevi il CTS, anche ad integrazione di quanto comunicato con nota dell’11 settembre
2020, prot. n. 784893;
RITENUTO che le situazioni di fatto e di diritto fin qui esposte e motivate integrino le condizioni di
eccezionalità ed urgente necessità di tutela della salute pubblica
ORDINA
ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica,
1. a decorrere dalla data di pubblicazione della presente ordinanza e fino a nuova disposizione è disposto
l’obbligo, su tutto il territorio regionale, di indossare la mascherina nei luoghi all’aperto, durante l’intera
giornata, fatte salve le ulteriori specifiche misure di sicurezza previste nelle linee guida e nei protocolli
di settore vigenti ai sensi dell’Ordinanza n. 56/2020 e delle disposizioni nazionali vigenti;
2. l’obbligo rimane escluso per i bambini al di sotto dei sei anni, per i portatori di patologie incompatibili
con l’uso della mascherina e durante l’esercizio di attività motoria e/o sportiva;
3. si rinvia, quanto alle sanzioni, alle previsioni di cui all’art. 2 del decreto legge n.33/2020, convertito con
modificazioni dalla legge 14 luglio 2020, n.74 e alle previsioni dell’articolo 4, comma 1, del decretolegge
25 marzo 2020, n. 19, convertito con modificazioni dalla legge n.35 del 2020 e ss.mm.ii.;
4. allo scopo di perseguire in modo efficace l’obiettivo di generale copertura vaccinale e di assicurare che il
SSR possa fronteggiare l’aumento di domanda anche per le persone di età compresa tra 18-59 anni
(residuali rispetto a quelle bersaglio e servite da MMG/PLS) che una quota di 100.000 dosi vaccini, o
ulteriore, sia resa disponibile alle Farmacie per:
a) garantire l’acquisto con oneri a carico del cittadino, secondo un prezzo uniforme di partecipazione che
verrà all’uopo individuato, e previo rimborso alla Regione del costo sostenuto;
b) consentire loro, in presenza dei requisiti e secondo modalità definite dalla Direzione Salute, oltre che
la vendita, anche l’organizzazione di un servizio di somministrazione/inoculazione del vaccino con
conseguente assunzione di responsabilità; in tal caso il prezzo verrà definito tenuto conto della
maggiorazione generalmente corrisposta ai MMG/PLS;
5. sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative delle farmacie, sono definiti con atto
della Direzione salute e integrazione socio-sanitaria in raccordo con l’Unità di crisi regionale le modalità
di distribuzione tra le farmacie delle dosi vaccino, il prezzo uniforme di partecipazione per l’acquisto del
vaccino ed il prezzo per il servizio di somministrazione/inoculazione, con onere a carico del cittadino;
6. sono parimenti definiti, con atto a cura della Direzione salute e integrazione socio-sanitaria in raccordo
con l’Unità di crisi regionale, il numero definitivo delle dosi vaccino, i requisiti e le modalità del servizio
di somministrazione/inoculazione dello stesso.
La presente ordinanza è pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio e da tale data efficace; è
pubblicata, altresì, sul sito istituzionale dell’amministrazione regionale. La pubblicazione ha valore di
notifica individuale, a tutti gli effetti di legge.
La presente ordinanza, per gli adempimenti di legge, viene trasmessa al Presidente del Consiglio dei
Ministri, al Ministro della Salute, ai Prefetti con richiesta di trasmissione ai Sindaci dei Comuni del Lazio.
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Avverso la presente ordinanza è ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo
Regionale nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione, ovvero ricorso straordinario al Capo dello
Stato entro il termine di giorni centoventi.
Il Presidente
Nicola Zingaretti
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https://www.iltempo.it/attualita/2020/10/02/news/regione-lazio-testo-integrale-ordinanza-mascherine-obbligatorie-vaccini-nicola-zingaretti-24743546/

http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato8506915.pdf

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