I cittadini abbiano coraggio e denuncino i reati perchè “La legge è uguale per tutti ” non è un vuoto assioma, ma una realtà fondamentale nel nostro ordinamento giuridico.
La legge è uguale per tuttti

Piena solidarietà all’amica Ornella prof. Forni Mariani ed alle nove persone che erano in sua compagnia che hanno subito ingiuste prevaricazioni dalla Polizia di Stato.

Non si può non censurare e biasimare il comportamento del capo pattuglia della Polizia di Stato, cui ha fatto cenno la prof. Forni Mariani, il quale nell’occasione, lungi dal limitarsi ad un accertamento di una violazione di natura amministrativa, ha violato non soltanto i doveri del proprio ufficio, ma anche norme di natura penale, dal momento dall’espositiva dei fatti emerge che il suo comportamento rivestirebbe ipotesi di reati come l’abuso d’ufficio, la violenza privata ed il sequestro di persona.

Non è la prima volta che comuni cittadini subiscono  intimidazioni e trattamenti ingiusti ad opera di esponenti delle forze dell’ordine i quali, ritenendo erroneamente di beneficiare di un vero e proprio scudo penale, con le loro condotte violano la legge.

Se per un verso si rinnova la stima verso tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine che svolgono con diligenza, equilibrio e correttezza i loro delicati compiti, non si può  non stigmatizzare come siano da isolare e se necessario espellere con il massimo rigore dai corpi di appartenenza coloro che violano la legge e tradiscono i compiti che la Costituzione e l’ordinamento assegna ad ognuno di loro.

Dinnanzi al sopruso ed alla violazione della legge occorre reagire energicamente con gli stessi strumenti che l’ordinamento pone a disposizione di tutti.

Occorre pertanto, senza alcuna esitazione, depositare presso le Procure della Repubblica competenti per territorio denunce circonstanziate e documentate affinché ogni comportamento penalmente illecito sia perseguito a norma di legge.

Dopo il rinvio a giudizio di coloro che il PM avrà ritenuto responsabili di reati, occorrerà costituirsi parte civile e chiedere non soltanto il risarcimento dei danni, ma anche una provvisionale al cui pagamento siano subordinati eventuali benefici di legge ed inoltre la pubblicazione della sentenza di condanna su almeno cinque o più giornali aventi diffusione nazionale.

Una reazione di tale portata potrebbe costituire un efficace deterrente utile per isolare le “mele marce” ed allontanare quindi ogni ombra sull’operato della Polizia o di ogni altro corpo facente parte delle Forze dell’Ordine.

Al solo fine esemplificativo si rammenta che uno dei reati in cui frequentemente incorre un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni è l’art. 323 Codice Penale – ABUSO DI UFFICIO, come modificato dall’art.23 del d.l. n.76/2020: “Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.

La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno carattere di rilevante gravità.”

Trattasi di reato procedibile d’ufficio, che prevede l’arresto facoltativo e rientra funzionalmente nella competenza del Tribunale Penale Collegiale.”

Dunque non si lascino intimorire i cittadini che, pur mantenendo un comportamento civile e corretto nei confronti dei rappresentanti della tutela dell’ordine pubblico, subiscono ingiustamente prevaricazioni e lesioni dei loro diritti e denuncino i fatti, in quanto il principio che “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI” non è soltanto un vuoto assioma, ma una realtà su cui si basa il nostro ordinamento giuridico.