IGNORANZA, O MALAFEDE, DI QUALUNQUE COSA SI TRATTI, È SEMRE CENSURABILE.
art.11 cost.

Ferma la condanna di ogni guerra, da qualunque parte provenga l’iniziativa bellica, occorre affrontare alcune criticità che riguardano la collocazione dello Stato italiano nella vicenda del conflitto tra la Russia e l’Ucraina dopo che il governo ha disposto con suo decreto, immediatamente secretato, l’invio in Ucraina di materiale bellico di varia natura, tra cui missili terra aria Stinger, missili anticarro Spike ed altro di cui non è dato conoscere tipologia e quantitativi.

Invero la legge italiana sulla neutralità non consente di fornire armi ai Paesi in guerra.

Infatti l’Art.8 del REGIO DECRETO 8 luglio 1938, n. 1415 contenente i Testi della legge di guerra e della legge di neutralità, entrati in vigore il 30/09/1938 e tuttora in vigore (Ultimo aggiornamento all’atto pubblicato il 08/05/2010), sotto il titolo Divieto di forniture belliche e di aiuti finanziari, prevede: “Le amministrazioni dello Stato non possono fornire ai belligeranti armi, munizioni o quanto altro può essere utile alle forze armate, né concedere a essi crediti o aiuti finanziari di qualsiasi genere.”.

Il divieto di fornire armi ai belligeranti risiede nel fatto che se lo Stato italiano dovesse fornire armi ad un paese in guerra abbandonerebbe la neutralità e diverrebbe un paese belligerante.

Appare quindi inquietante che il  Governo italiano, in violazione dell’art.11 della costituzione e dell’art.8 all. B del citato Regio Decreto n.1415/1938, utilizzando la decretazione di urgenza ed in spregio delle prerogative e delle funzioni legislative che appartengono soltanto al Parlamento, abbia deciso di fornire gratuitamente allo Stato ucraino armamenti di vario genere e non solo difensivi,  collocandosi al di fuori di un ruolo di neutralità di stato non belligerante e diventando così alleato dell’Ucraina contro la Russia.

La posizione “diplomatica” dell’Italia verso la Russia ed il suo capo, trapela dalle parole del nostro ministro degli esteri Luigi Di Maio che, intervenendo in televisione a “Piazza Pulita”, ha testualmente affermato: “tra Putin ed un animale c’è un abisso”, significando con tali parole che per l’Italia Putin sarebbe peggio di un animale.

Desta preoccupazione il fatto che le recenti iniziative del governo comportino lo spostamento dell’Italia da un ruolo di Stato neutrale non belligerante a quello di appoggio attivo ad uno Stato straniero in una guerra, che ha origini lontane nel tempo, sfociate negli accordi di Minsk del 2014 e 2015, che l’Ucraina ha poi disatteso.

L’iniziativa governativa di fare ricorso, pur in totale assenza di un concreto pericolo per lo Stato italiano, alla legislazione emergenziale per fornire armi all’Ucraina appare pericolosa perché significa aver voluto abbandonare la posizione di neutralità, che non consente di fornire aiuti bellici offensivi ad uno dei due stati belligeranti.

Con la decisione di fornire armi ad uno Stato in guerra l’Italia passa da una posizione di non belligeranza attiva a quella di non neutralità, rischiando di essere coinvolta in una guerra non sua, una guerra, peraltro, mai formalmente dichiarata, dal momento che di fatto e per decreto legge diviene una alleata di uno dei due belligeranti, in questo caso l’Ucraina.

Una non neutralità divenuta, con l’invio di armamenti offensivi, una vera e propria belligeranza, viola anche l’articolo 78 della che Costituzione, che prevede la deliberazione dello stato di guerra da parte delle Camere, le quali conferiscono al Governo i necessari poteri ed i relativi limiti.

Quali sono le ragioni che impediscono al governo, al parlamento, al capo dello Stato ed al mainstream di raccontare la verità sui motivi che hanno imposto tali drammatiche decisioni?

Va giudicato severamente chiunque ha fornito il pretesto per iniziare una guerra che potrebbe trasformarsi in una inevitabile carneficina, coinvolgendo persone innocenti.

Peraltro, sempre che non vengano usate armi nucleari con le conseguenze di una distruzione di massa di persone e territori, al termine del conflitto molte altre persone perderanno la vita, o subiranno mutilazioni agli arti per via delle mine, fornite anche dall’Italia, che vengono disseminate in posizione perpendicolare rispetto alle strade percorse dall’esercito russo che avanza lentamente in Ucraina. Come in tutti i tragici eventi le responsabilità non stanno mai solo da una parte.

Sono responsabili soprattutto coloro che, fingendo di utilizzare le vie diplomatiche per fermare il conflitto, soffiano sul fuoco.

L’applicazione di sanzioni, poi, che nel caso dell’Italia penalizzano fortemente i suoi interessi nazionali, insieme all’invio di armi, va nella direzione opposta a qualsiasi trattativa diplomatica.

L’ingaggio di mercenari da entrambe le parti peggiora le cose e l’intensità delle violenze e crudeltà che verranno perpetrate da entrambi gli schieramenti.

Infine la vera protagonista di tutte le precedenti guerre nel mondo questa volta preferisce utilizzare stati neutrali come l’Italia coinvolgendoli nel conflitto.

La via del dialogo, rispettoso dei diritti di ciascuno, è l’unica strada percorribile per fermare la guerra e scongiurare ogni disastro in termini di perdite di vite umane e di danni alle economie degli stati coinvolti direttamente o indirettamente nelle operazioni belliche.

Se l’Italia intende rispettare la sua Carta fondamentale e la legge vigente in materia di guerra e neutralità non può e non deve assumere posizioni di Stato belligerante.

https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1938-07-08;1415