Il non voto significa volontà di favorire i poteri che fittiziamente si diceva di voler combattere!
Tricolore-Nonchiedete cosa…

L’astensione dal voto equivale ad una resa incondizionata al regime perché i partiti presenti nell’attuale parlamento farebbero il pieno di voti e di eletti.

Alle elezioni politiche, regionali o amministrative, per la loro validità, non è necessario superare il 50% +1 dei votanti come per i referendum abrogativi di una legge e pertanto i parlamentari potrebbero essere eletti con una maggioranza relativa di votanti molto bassa, anche del 10% .

Ormai tutti dovrebbero capire che le manifestazioni di piazza non servono e che la “rivoluzione”, da qualche parte temerariamente ed impropriamente invocata, deve essere assolutamente evitata per rimanere sempre e soltanto nella legalità costituzionale.

I capi popolo, nessuno escluso, dovrebbero sapere che In ogni caso una insurrezione popolare si tradurrebbe soltanto in un bagno di sangue, in leggi di emergenza che restringerebbero ancora di più gli spazi democratici già ristretti e nella eliminazione di ogni opposizione.

Infine tutti dovrebbero sapere che per respingere i moti di piazza il governo farebbe intervenire l’Eurogendfor (la Gendarmeria europea, ovvero EGF)) istituita con il Trattato di Velsen del 18/10/2007 cui l’Italia ha aderito ratificandolo con legge n.84/2010.

Nel corso di operazioni antisommossa gli uomini dell’Eurogendfor non sono tenuti al rispetto di alcuna legge e non possono essere giudicati da alcun Tribunale per i reati, anche i più gravi, commessi nell’esercizio delle loro funzioni.

L’unica strada che abbiamo è quella di esercitare la sovranità che ci riconosce l’art.1 cost. partecipando alle elezioni con un’unica lista ed un unico simbolo, senza fare distinzioni o discriminazioni e senza alcuna conventio ad excludendum.

Dopo l’introduzione della legge elettorale n. 270 del 21 dicembre 2005 nota come legge Calderoli o Porcellum voluta da Berlusconi e dal centro destra e conservata per ovvie ragioni dalle sinistre tutte le volte in cui sono state al governo,  dichiarata incostituzionale con sentenza della Consulta n.1/2014 cui hanno fatto seguito leggi elettorali di pari incostituzionalità, i parlamentari non vengono più scelti ed eletti dai cittadini, ma nominati dalle segreterie politiche nazionali. Pertanto è scesa di molto la qualità della classe politica e possiamo affermare senza possibilità di smentita chermai da tempo siamo guidati da politici totalmente inadeguati, ma dotati di un alto tasso di arroganza che esercitano con incredibile disinvoltura, arroccati come sono ad un potere che non intendono lasciare.

Quanti si astengono dal voto, credendo esternare così la loro silenziosa ed inutile protesta, non fanno altro che favorire quella classe politica che a breve si presenterà dinnanzi agli elettori chiamati a ratificare le nomine già fatte dai partiti.

Astenersi dal voto significa favorire chi della politica ne ha fatto uno strumento per procurarsi le risorse economiche di cui spesso era privo.

Non si può sperare in un cambiamento utile e necessario per la collettività se non si ha neanche il coraggio di affrontare la lotta con l’arma del voto.

La possibilità di ottenere il cambiamento potrà realizzarsi soltanto se tutti comprenderanno che è necessario, indispensabile e determinante partecipare al voto.

Chi intende astenersi dal voto ed invita altri a farlo evidentemente sta dalla parte del sistema, divenuto regime e vuole che i partiti oggi rappresentati in Parlamento escano dalle lezioni più forti e arroganti di prima, legittimati da consensi elettorali espressi dalla minoranza degli aventi diritto al voto.

Il nostro destino sarà ancora per poco nelle nostre mani in quanto solo il 25 settembre saremo noi sovrani, poi, al termine delle elezioni, torneremo nel rango di meri sudditi e non avremo più alcun diritto di lamentarci in quanto saremo stati noi gli artefici del risultato.