IL PARLAMENTO ITALIANO ABDICA ALLE SUE PRECIPUE FUNZIONI, LASCIANDO AL GOVERNO SPAZI DI OPERATIVITA’ CHE NON GLI COMPETONO
Un parlamento indebolito vulnus della democrazia

Oggi con 286 favorevoli, 221 voti contrati e 5 astenuti, la Camera dei Deputati (per le fissate “la Camera dei Deputati e delle deputate”) ha approvato la risoluzione di maggioranza sul prolungamento dello stato di emergenza fino al 15 ottobre prossimo.

Ieri anche il Senato aveva approvato con 157 voti a favore, 125 i contrari, 3 astenuti e 30 assenti la stessa risoluzione governativa di proroga dell’emergenza per coronavirus.

E’ non soltanto singolare, ma grottesco e motivo di grande inquietudine il fatto che il nostro Parlamento lasci al governo il compito di gestire una emergenza sanitaria, peraltro non più in corso,  dichiarata il 31 gennaio 2020 con un atto amministrativo, come è la delibera adottata all’epoca dal consiglio dei ministri, che tanti danni ha provocato agli Italiani con il successivo lockdown e la gravissima crisi economica che ne è seguita.

La nostra Costituzione, come ha affermato il presidente della Corte Costituzionale, dr.ssa Marta Cartabia, nella sua recente relazione annuale “è la bussola per navigare nel mare aperto delle crisi. Non contempla diritto speciale per tempi eccezionali”.

Nel corso della sua relazione il Presidente della Consulta ha avuto modo di rammentare ai Parlamentari che “In apertura d’anno, l’ordinanza n. 17 ha per la prima volta riconosciuto la legittimazione del singolo parlamentare a far valere i vizi del procedimento legislativo, attivando un giudizio per conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato, quando tali vizi trasmodino in violazioni gravi e manifeste delle attribuzioni che, secondo la Costituzione, appartengono allo status di ciascun componente delle Camere. Si è trattato di un caso notevole, anche perché ha riguardato un ganglio vitale del circuito dell’indirizzo politico: la legge di bilancio. La Corte ha ribadito, con affermazioni di principio innovative sul piano processuale, il proprio ruolo di garante dei principi costituzionali che governano i procedimenti legislativi, ma al contempo si è mostrata rispettosa dell’autonomia del Parlamento e attenta a non interferire con le regole interne delle Camere. Si è perciò attenuta a un tipo di scrutinio parametrato sulla «manifesta violazione» dei principi costituzionali, già sperimentato in altri ambiti che richiedono un particolare riguardo per le valutazioni politiche, come quello del controllo sui presupposti della decretazione di urgenza. Ciò per il necessario bilanciamento di tutti i principi costituzionali coinvolti, comprese le esigenze dell’efficienza e tempestività delle decisioni parlamentari, specie in materia economica e finanziaria, riflesse nelle prassi delle Camere.”

Sarebbe utile ricordare a chi lo ha dimenticato che il nostro Stato è retto da una repubblica parlamentare in cui vige la centralità del Parlamento e non del governo, come sarebbe si ci fosse una repubblica presidenziale o semipresidenziale.

Il Parlamento italiano non avrebbe mai dovuto consentire di essere sostituito dal governo nella gestione dell’emergenza sanitaria con strumenti eccezionali e con l’utilizzo della legge sulla protezione civile di cui al Decreto Legislativo 2 gennaio 2018, n. 1 che si occupa soltanto di calamità naturali (terremoti ed inondazioni).

I Parlamentari italiani e soprattutto le opposizioni, mai convocati per discutere e deliberare sull’emergenza, avrebbero potuto e dovuto autoconvocarsi immediatamente a norma dell’art.62, secondo comma della Costituzione e restare in aula in seduta permanente, senza lasciare il loro spazio al Governo che invece avrebbe dovuto solo dare esecuzioni alle decisioni del Parlamento.

Ma questo non è accaduto e così si è creato un pessimo precedente che mette a rischio la nostra stessa democrazia parlamentare.

Il Parlamento, oltre alla funzione legislativa, ha altre importanti funzioni, come quelle di indirizzo politico e di controllo sull’attività del Governo.

 

La Camera ed il Senato dispongono di numerosi strumenti per la definizione di indirizzi che riguardano il programma del governo su cui si basa il rapporto fiduciario e segnatamente: gli ordini del giorno, il controllo sull’attività del Governo, le interrogazioni, le interpellanze, le mozioni, le audizioni, le indagini conoscitive e le risoluzioni. Esaminiamo brevemente il contenuto e le caratteristiche.

– Gli ordini del giorno servono per l’approvazione delle leggi e possono essere presentati nel corso dell’esame di progetti di legge.

– Il controllo sull’attività del Governo consiste in una funzione svolta da Camera e Senato avente ad oggetto l’attività di informazione e di controllo sull’attività del Governo attraverso gli strumenti parlamentari (così detto sindacato ispettivo).

– Le interrogazioni consistono in domande rivolte al Governo da uno o più parlamentari, per sapere se un fatto sia vero, se il Governo abbia informazioni in merito e se intenda intervenire.

– Le interpellanze sono domande scritte e motivate rivolte da singoli parlamentari per conoscere i motivi della condotta del Governo su determinate questioni e sui provvedimenti che l’esecutivo intende adottare.

– La mozione è lo strumento che contiene una determinata direttiva al Governo, con cui è possibile proporre un dibattito e una deliberazione in Assemblea

– Le audizioni, che in genere si svolgono durante l’esame dei progetti di legge assegnati ad una Commissione, servono ad acquisire elementi di valutazione ed informazioni ai fini della istruttoria sul progetto di legge.

– Le indagini conoscitive che costituiscono altri strumenti a disposizione delle Camere per acquisire informazioni ed hanno spesso luogo con l’audizione di ministri, esperti, funzionari dello Stato, rappresentanti delle varie categorie, per acquisire conoscenze, il risultato di studi su problemi particolari ed ogni elemento di valutazione.

– Le risoluzioni, infine, non sono altro che strumenti inutili ed innocui che consistono nella fase finale e conclusiva di un dibattito sulle comunicazioni del Governo.

A quali strumenti si è fatto ricorso per consentire al governo la proroga dell’emergenza sanitaria?

Una semplice ed inutile RISOLUZIONE!

Non è con questo strumento procedimentale che si rispetta la Costituzione, un Parlamento indebolito è un vulnus per la democrazia!

Come affermava il grande Piero Calamandrei, “La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie: son tutti sfociati qui negli articoli”.

E’ sacro quindi dovere di tutti noi cittadini difendere la Costituzione e pretenderne sempre il rispetto, da chiunque, nessuno escluso, costi quel che costi! 

 https://www.giurisprudenzapenale.com/wp-content/uploads/2020/04/2_sintesi.pdf

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/1/22/18G00011/sg