In Italia c’è ancora una Democrazia e la nostra può essere ancora considerata una Repubblica parlamentare?
giustizia con tricolore

Gli ultimi eventi riguardanti la schizofrenica emanazione di Dpcm (decreti del presidente del consiglio) ed ordinanze ministeriali destano non poche preoccupazioni ed inquietudini.

Il premier Giuseppe Conte, utilizzando una approssimativa delega per gestire l’emergenza Coronavirus, riveniente dal D.L. n.6/2020 convertito in legge n.13/2020, che tuttavia non conferiva pieni poteri al capo dell’esecutivo, ritiene di poter continuare a governare in solitudine, a tempo indeterminato e senza il controllo del Parlamento ed alcun contrappeso costituzionale.

Quanto sta accadendo giuridicamente rappresenta una pericolosa e grave deriva eversiva, cui fanno da corollario una metodica propaganda, l’introduzione della censura e l’utilizzo delle Forze dell’Ordine impiegate in funzioni che dovrebbero esulare dai loro compiti istituzionali, con il rischio di possibili conflitti che sfocerebbero inevitabilmente in processi penali per resistenza a carico del cittadino che protesta contro l’illegittimità del controllo e di abuso di potere nei confronti del pubblico ufficiale che opera il controllo.

Molti dei diritti costituzionali, con il pretesto di gestire l’emergenza, sono stati sospesi, gli Italiani, in spregio degli artt.2 e 13 Cost., sono ancora privati della libertà personale, che essendo un diritto fondamentale ed inviolabile, non può essere sospeso o eliminato con atti amministrativi, né con legge ordinaria.

Avviene così che per volontà del capo del governo i cittadini italiani vengono ancora trattenuti in casa, agli arresti domiciliari o addirittura sequestrati nelle loro abitazioni, impietriti come sono dal terrore della morte di fronte ad una pandemia ingigantita dal clamore dei media.

In concreto, attraverso il prolungamento dello stato di emergenza il governo Conte sta mettendo definitivamente in quarantena anche la già vacillante democrazia, concentrando tutto il potere nelle sue mani e trasformando la forma istituzionale dello Stato da Repubblica parlamentare in Repubblica semipresidenziale, o ancor peggio in una Dittatura, anche questo in violazione della Costituzione (artt.138 e 139.

Il Parlamento invece di utilizzare lo strumento di cui all’art.62 secondo comma Cost. e di autoconvocarsi d’urgenza ed in modo permanente, non protesta e, rinunciando implicitamente al dibattito ed alla votazione, si accontenta che l’avv. Giuseppe Conte periodicamente, ogni 15 giorni, lo informi su quanto sta facendo per contrastare la pandemia,

Il Capo dello Stato, infine, pur essendo titolare di vari poteri, oltre che un organo monocratico di garanzia, rimane completamente silente.

In simile situazione l’unico organo di garanzia per porre un freno ad una svolta autoritaria ed incostituzionale, per ottenere il rispetto della legge e la tutela dello Stato di diritto rimane soltanto la Magistratura italiana che avvalendosi della sua indipendenza ed autonomia potrebbe intervenire, ove fosse opportunamente coinvolta attraverso formali e circonstanziate denunce penali.

Solo un intervento del terzo potere dello Stato potrebbe salvare la nostra fragile democrazia, in caso contrario si andrà avanti su una strada di non ritorno che alla fine porta ad una dittatura.