La legge deve essere uguale per tutti.
giustizia con tricolore

Leggiamo su Libero Quotidiano:

Roberto Speranza “ha mentito ai magistrati”: Covid, la bomba del procuratore capo di Bergamo  https://www.liberoquotidiano.it/news/giustizia/29615250/roberto-speranza-mentito-magistrati-bergamo-procuratore-capo-covid-oms.html

La Giustizia è molto lenta, ma procede sempre per la sua strada, i ministri verranno certamente salvati attraverso i meandri della legge costituzionale n.1/1989 che prevede preventivamente una decisione del Tribunale dei Ministri sull’archiviazione o il rinvio a giudizio, cui fa seguito un percorso tortuoso, dal momento che nel caso di decisione di rinvio a giudizio la decisione viene trasferita al Parlamento.

Infatti l’Art.6 della richiamata legge costituzionale prevede:

  1. I rapporti, i referti e le denunzie concernenti i reati indicati dall’articolo 96 della Costituzione sono presentati o inviati al procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto di corte d’appello competente per territorio.
  2. Il procuratore della Repubblica, omessa ogni indagine, entro il termine di quindici giorni, trasmette con le sue richieste gli atti relativi al collegio di cui al successivo articolo 7, dandone immediata comunicazione ai soggetti interessati perché questi possano presentare memorie al collegio o chiedere di essere ascoltati.

L’ Art.8 dispone:

  1. Il collegio di cui all’articolo 7, entro il termine di novanta giorni dal ricevimento degli atti, compiute indagini preliminari e sentito il pubblico ministero, se non ritiene che si debba disporre l’archiviazione, trasmette gli atti con relazione motivata al procuratore della Repubblica per la loro immediata rimessione al Presidente della Camera competente ai sensi dell’articolo 5.
  2. In caso diverso, il collegio, sentito il Pubblico ministero, dispone l’archiviazione con decreto non impugnabile.
  3. Prima del provvedimento di archiviazione, il procuratore della Repubblica può chiedere al collegio, precisandone i motivi, di svolgere ulteriori indagini; il collegio adotta le sue decisioni entro il termine ulteriore di sessanta giorni.

Prima dell’inoltro degli atti al Tribunale dei Ministri incombe sul PM un solo accertamento, quello di verificare che si tratti di fatti attribuibili ad un ministro o al presidente del consiglio.

Infatti, l’inciso «omessa ogni indagine», sta a significare che non è consentito al PM il compimento di alcuna indagine sui fatti, sulle responsabilità, o sul nesso di causalità.

Quindi sostanzialmente il procuratore della repubblica funge da strumento di raccordo tra il Tribunale dei Ministri ed il Parlamento.

Soltanto il Collegio del Tribunale dei Ministri è titolare di poteri investigativi per lo svolgimento delle indagini preliminari e quindi, come detto, non lo è il PM, cui restano residue funzioni di impulso e di sollecitazione del procedimento.

Il Tribunale dei Ministri, una volta ricevuta l’investitura, svolgerà le indagini preliminari per valutare la fondatezza della notizia di reato e per fornire successivamente alla camera competente tutti gli elementi utili e necessari perché possa a sua volta esercitare le sue prerogative in relazione alla qualifica del reato come ministeriale ed ai presupposti inerenti l’autorizzazione a procedere.

Se il Tribunale dei Ministri, ritenendo fondata la notizia di reato, opta per la sua ministerialità, svolte le indagini entro il termine assegnato dall’art.8 della Legge costituzionale n.1/1989, chiederà il rinvio a giudizio e presenterà all’assemblea legislativa competente una richiesta di autorizzazione a procedere tramite il PM, cui restituirà gli atti, unitamente alle risultanze delle indagini svolte.

L’assemblea della Camera di appartenenza, o il Senato, in caso di ministri che non rivestono la funzione di parlamentare, all’esito dell’accertamento sulle cause di antigiuridicità, può dichiarare procedibile il reato qualora lo stesso non rivesta la qualifica di ministeriale, o si pronuncia sulla autorizzazione a procedere nell’ipotesi in cui ravvisi la ministerialità ex art.96 Costituzione.

Se infine il tribunale ritiene la notizia di reato infondata, dispone l’archiviazione, dandone formale comunicazione alla camera competente.

Naturalmente della salvaguardia riservata ai ministri non beneficiano quanti ministri non sono e pertanto le seconde, le terze, le quarte file e così via, risponderanno innanzi al Giudice penale ordinario direttamente e personalmente, ognuno per i profili delle responsabilità assunte da ciascuno nel corso dell’emergenza sanitaria.

Ed è proprio per questo che il procedimento penale pendente innanzi al Tribunale di Bergamo sta andando avanti nei confronti di altri che non rivestono cariche ministeriali, pur nell’inerzia di iniziativa da parte del Tribunale dei Ministri che ancora deve decidere sulle numerose denunce che gli sono state trasmesse dal Procuratore della Repubblica di Roma, pur essendo ampiamente decorso il termine ordinatorio dei 90 giorni assegnato dalla citata legge costituzionale.

Nessuno deve, nè può ritenersi esente da responsabilità penale se ha violato la legge ed ha provocato con la sua condotta, colposa o dolosa che sia, la morte di persone.

La Giustizia, come ho accennato, è spesso lenta, ma giunge sempre per tutti la resa dei conti, perché la legge, piaccia, o non piaccia è sempre, come deve essere, uguale per tutti.

Si leggeva sul quotidiano Il Giornale del 1 aprile 2020:

Due avvocati denunciano Conte: “Migliaia di morti per le misure prese in ritardo”

Spunta un esposto in procura contro il governo e il premier. Secondo due avvocati Conte avrebbe sottovalutato la portata dell’epidemia: “I provvedimenti adottati in ritardo hanno provocato migliaia di morti”

https://www.ilgiornale.it/…/due-avvocati-denunciano…