La libertà non si tocca, essa è un bene sacro ed inalienabile facente parte dell’essenza stessa di ogni persona
La libertà è come l’aria

Il precedente governo Conte bis ha generosamente elargito agli Italiani numerosi DPCM per gestire al meglio l’emergenza sanitaria attraverso i tentativi e le sperimentazioni suggeriti dalla pletora dei suoi esperti facenti parte del CTS (comitato tecnico scientifico) non soltanto disciplinando i nostri stili di vita, ma, soprattutto, privandoci della libertà.

Ogni giurista sa bene che un atto amministrativo incostituzionale, quale è un Dpcm, in caso di profili di incostituzionalità, secondo le previsioni di cui all’art. 134 Cost. non è sindacabile dalla Corte Costituzionale che è il giudice delle leggi.

Un Dpcm illegittimo ed incostituzionale, come è già avvenuto, può essere disapplicato dal giudice ordinario in forza degli artt.4 e 5 della Legge, 20 marzo 1865, n. 2248, All. E che ha abolito il contenzioso amministrativo, legge questa che, nonostante la sua antica data, conserva una piena attualità e vigenza.

In alternativa avverso un Dpcm illegittimo vi è il ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Regionale Amministrativo che ha il potere di annullare l’atto illegittimo.

Un Dpcm che, ripeto, è soltanto un atto amministrativo, diviene una fonte di legge secondaria soltanto quando non confligge con le fonti primarie che sono la Costituzione, l’ordinamento comunitario, le leggi e gli atti del governo aventi forza di legge, come i decreti legge ed i decreti legislativi.

Il governo Draghi, pur seguendo le orme del precedente in materia di restrizione della libertà individuali, essendosi accorto della vulnerabilità dei Dpcm, ampiamente utilizzati dal suo predecessore, questa volta ha alzato il tiro e sotto l’abile guida dei suoi consiglieri giuridici, comincia a farci assaggiare la forza del decreto legge per privarci non tanto del diritto alla circolazione (art.16 Cost.) impropriamente invocato nella premessa del Decreto Legge n.44 del 1° aprile 2021, dove si legge: “Visto l’articolo 16 della Costituzione, che consente limitazioni della libertà di circolazione per ragioni sanitarie…., bensì del diritto inalienabile alla libertà (art.13 Cost.).

Come è noto l’art. 13 Cost. individua tre garanzie:

– la riserva di legge assoluta, ovvero la competenza esclusiva della legislazione ordinaria a disciplinare l’inviolabilità della libertà personale;

– la riserva di giurisdizione, in quanto soltanto l’autorità giudiziaria può emanare provvedimenti restrittivi della libertà;

– l’obbligo di motivazione, il quale deve necessariamente accompagnare ogni provvedimento dell’Autorità Giudiziaria restrittivo della libertà personale.

Proclamando l’inviolabilità della libertà personale ne viene dunque permessa la limitazione solo per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.

L’Autorità di Pubblica Sicurezza,  solo ed esclusivamente in casi eccezionali di necessità e d’urgenza, può adottare provvedimenti provvisori in grado di limitare la libertà personale; ma, anche in tali casi eccezionali, l’art. 13 Cost., comma 2, richiede necessariamente che la stessa Autorità di Pubblica Sicurezza, nelle prime 48 ore, comunichi il suddetto provvedimento al magistrato il quale entro il termine perentorio delle successive 48 ore deve pronunciarsi, pena la revoca o la caducazione del provvedimento. Con riferimento all’arresto ed al fermo, il procedimento è minuziosamente disciplinato dagli artt. 380 e ss. c.p.p., in forza dei quali l’arrestato e/o fermato ha diritto ad una udienza di convalida che rappresenta per il medesimo uno strumento di garanzia.

Orbene, alla luce di tale disposizione di rango costituzionale, nessuna restrizione della libertà personale può essere adottata se non dall’Autorità Giudiziaria ed è solo la legge a poter prevedere i casi e disciplinare i modi in cui tali restrizioni possono avvenire.

Quanto sin qui esposto porta a concludere che anche il lockdown imposto dal Governo Draghi con un decreto legge altro non sia se non un sequestro di persona perché si tratta di una privazione di libertà arbitraria, imposta al di fuori del dettato costituzionale, in palese violazione sia della riserva assoluta di legge che della riserva di giurisdizione.

Per derogare alle garanzie in favore dei cittadini italiani contenute nell’art.13 della Costituzione, occorrerebbe una norma di rango costituzionale e non un semplice decreto legge.

Dinnanzi a misure particolarmente stringenti e severe nei confronti dei cittadini italiani, nessun provvedimento è stato adottato nei confronti dei migranti irregolari i quali,  il più delle volte non identificati, circolano indisturbati nel nostro territorio dopo avervi fatto ingresso con l’ausilio di quanti, in spregio delle leggi vigenti in materia favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, traggono ingenti profitti dal traffico di esseri umani e contribuiscono così alla diffusione dell’epidemia del Covid-19.

Per le ragioni che precedono, come è stato già fatto nei confronti del governo Conte bis, con un esposto denuncia depositato in data 07/01/2021, anche nei confronti di quello attuale, se dovesse permanere la stessa grave situazione di privazione della libertà di tutti noi, si dovrà riproporre una nuova denuncia per attentato contro la costituzione dello Stato (art.283 c.p.), usurpazione di potere politico (287 c.p.), epidemia (438 c.p.) violenza privata (610 c.p.), sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione (289 bis), sequestro di persona (605 c.p.) e abuso d’ufficio (323 c.p.).

Pur essendo l’uomo libero al momento della sua nascita, subito dopo, per evitare “le catene” di rousseauiana memoria, deve vigilare sulla libertà e lottare per conservarla, o riconquistarla perchè la libertà è connaturata al suo essere “umano” e gli consente di essere uguale agli altri e di godere di tutti i diritti come gli altri, tra cui quello alla vita, alla integrità, alla legalità, al lavoro e alla dignità.

La legalità, come affermava Piero Calamandrei, è la base dello Stato di diritto che deve essere fondato sulla libertà con la conseguenza che non può esistere libertà senza legalità, né Stato di diritto senza legalità indissolubilmente legata alla libertà.