La parola deve passare al Popolo sovrano
art.52 cost.

Nella Costituzione italiana l’utilizzo delle parole e la loro collocazione ha sempre un preciso significato.

All’art.52, I comma, della Costituzione le parole riguardanti la difesa della Patria sintetizzano una vera e propria “sacralità” del dovere dei cittadini di difendere la Patria.

Il valore della difesa della Patria è apparso al Costituente talmente forte, ed elevato, collegato come è al richiamo dell’unità nazionale, che ha inteso inserirvi un elemento di “sacralità civile” all’interno del testo costituzionale.

E non è certamente un caso che per la prima volta che nella Costituzione viene usata la parola Patria, con riferimento alla “difesa”, quale sacro dovere del cittadino, senza distinzioni di sesso, lingua, razza, religioni, opinioni politiche, condizioni sociali, in attuazione del principio di eguaglianza (art. 3 Cost.).

Uguale valore sacro ha la parola “Italia” scritta nell’art.1 della Costituzione in cui viene sancito: “L’Italia è  una Repubblica democratica fondata sul lavoro.  La sovranità appartiene al popolo.”

Nella stessa logica interpretativa rientra l’art. 54 Cost. nel quale è scritto: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi”.

“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”.

La norma costituzionale si rivolge a tutti i cittadini rimarcando il loro dovere di fedeltà alla Repubblica, indipendentemente dalla circostanza che ricoprano o meno ruoli istituzionali o pubbliche funzioni.

E’ evidente poi lo stretto collegamento tra il dovere dei cittadini di fedeltà alla Repubblica e il sacro dovere del cittadino di difesa della Patria.

In entrambi i casi il riferimento al dovere è rivolto al cittadino, prima ed indipendentemente dalla funzione pubblica che può essergli affidata o dal ruolo militare eventualmente ricoperto.

Lo stesso art. 54, al secondo comma, fa poi riferimento a quei cittadini che ricoprono funzioni pubbliche, richiamando non solo il dovere di adempierle nell’interesse superiore della Repubblica, ma anche le modalità dell’adempimento, ossia con disciplina ed onore.

Ora pochi si sono accorti che dal 31 gennaio 2020, data dell’adozione della delibera del consiglio dei ministri da parte del governo guidato dall’avvocato Giuseppe Conte, con cui è stata dichiarata l’emergenza da Coronavirus, con contestuale assunzione di pieni poteri attraverso il ricorso al D.lgs n.1/2018 (Codice della Protezione Civile), è iniziata una gravissima emergenza giuridica ormai al di fuori di ogni controllo.

Al riguardo occorre rammentare che la nostra Costituzione non prevede la fattispecie dello stato di emergenza sanitaria, ma soltanto lo stato di guerra, che in forza dell’art. 78 cost. deve essere deliberato dalle Camere, le quali solo in qual caso conferiscono al Governo i necessari poteri e che nessun governo può assumere unilateralmente poteri che non gli competono senza tradire la Costituzione ed incorrere nel delitto di usurpazione di potere.

A poco alla volta la nostra Costituzione, dove sono scritti a chiare lettere tutti i nostri i diritti ed i nostri doveri di fatto è stata gradualmente sospesa, il parlamento, dove siedono i rappresentanti della Nazione nominati dai partiti, in forza di una legge elettorale incostituzionale, è ormai ridotto ad un rango subalterno consistente nella ratifica, attraverso la conversione in legge, di tutti i decreti legge che su iniziative e con attività febbrili  vengono periodicamente emanati dal governo.

Dunque è stravolto anche il nostro sistema istituzionale di uno Stato retto da una repubblica democratica parlamentare.

I diritti costituzionali dei cittadini sono gravemente violati, lo stesso patto di lealtà con il Popolo italiano è stato tradito.

La nostra Patria è in pericolo, noi cittadini siamo in pericolo, quindi è nostro sacro dovere difendere la Patria e adottare ogni opportuna, necessaria e conseguente decisione, ognuno adempiendo fino in fondo i propri doveri, costi quel che costi!