La mancata realizzazione del rigassificatore di Brindisi fu un’occasione perduta.
gasrigassificatorefunzionamento

Il TAR Puglia – Lecce con sentenza n.5455/2006 aveva respinto i ricorsi proposti da tutti gli enti locali territoriali e da alcune associazioni contro la Snam Rete Gas, società del gruppo ENI, da me difesa e contro la BRINDISI LNG S.P.A.(società costituita dalla British Gas), difesa dal prof. avv. Ernesto Sticchi Damiani, intesi a bloccare la realizzazione del rigassificatore a Brindisi.

Venti anni fa la British Gas aveva avviato due progetti gemelli, uno nel Galles ed uno a Brindisi, per la realizzazione di rigassificatori che avrebbero riportato allo stato gassoso otto miliardi di metri cubi di metano.

Mentre l’impianto in Galles venne autorizzato senza difficoltà, costruito velocemente e dopo cinque anni era già operativo, quello di Brindisi, approvato nel 2002, per il quale erano stati stanziati investimenti per 500 milioni ed erano previsti ben 5000 nuovi posti di lavoro, fu fermato dalla burocrazia per volontà dei politici locali succubi del condizionamento di associazioni ambientaliste.

Infatti, il progetto della British Gas, pur avendo ottenuto un provvedimento giurisdizionale favorevole in primo grado con la citata sentenza del Tar, venne poi ostacolato con ogni strumento, tant’è che il 6 marzo 2012, dopo 20 la British fu costretta ad abbandonarlo definitivamente.

Sulla vicenda, pur essendo trascorsi ormai oltre 20 anni, occorre fare alcune riflessioni.

Da quando nel gennaio del 2006 la Russia ha inopinatamente interrotto la fornitura del gas all’Ucraina e subito dopo l’ha drasticamente ridotta all’Italia, la questione “sicurezza energetica” è improvvisamente apparsa in tutta sua reale gravità, in considerazione del fatto che il nostro paese, attraverso i metanodotti nazionali della Snam Rete Gas Spa, si approvvigiona di gas da due unici fornitori: Russia ed Algeria.

Quello dell’energia è un problema di rilevante e vitale importanza sia per il nostro paese che per tutto il mondo occidentale fortemente dipendente dal petrolio, fonte energetica sempre più costosa ed in via di esaurimento e noi oggi ne stiamo constatando l’importanza e le conseguenze.

Il ricorso a fonti energetiche diversificate è quindi inevitabile.

Fino a quando non sarà trovata l’alternativa al petrolio attraverso nuove fonti energetiche, ivi compreso il nucleare pulito di terza generazione, sarà opportuno riconsiderare l’utilità che nell’immediato potrebbero offrire i rigassificatori tanto contrastati dalle amministrazioni locali ed invisi agli ecologisti.

Molti non sanno cosa sia un impianto di rigassificazione. I terminali di rigassificazione in sostanza hanno la funzione di ricevere gas naturale liquefatto (GNL), importato dai luoghi di produzione attraverso navi gassiere, di stoccarlo temporaneamente in appositi serbatoi e di rigassificarlo per immetterlo poi nelle reti di trasporto che lo porteranno verso i centri di consumo.

L’impianto di rigassificazione riporta quindi allo stato gassoso il gas che non può essere trasportato attraverso i gasdotti o perché inesistenti nei luoghi di estrazione o perché troppo distanti.

Il gas, subito dopo l’estrazione, viene liquefatto ad una temperatura di 161 gradi centigradi, trasportato con navi, come avviene per il petrolio ed una volta giunto a destinazione, è riportato allo stato gassoso.

Anche la città di Brindisi avrebbe potuto beneficiare di un rigassificatore, operativo e funzionante, se non ne fosse ostacolato il complesso iter procedimentale ed autorizzativo già completato.

Il terminale di rigassificazione di GNL sarebbe stato collegato all’esistente rete di metanodotti della Snam con grandi benefici sotto il profilo dell’interesse pubblico, in quanto avrebbe consentito l’approvvigionamento dall’estero, a prezzi concorrenziali e non di monopolio ed una più razionale distribuzione dell’energia all’interno del nostro Paese.

Svariati sarebbero stati i vantaggi per la popolazione locale in termini di aumento dell’occupazione, l’ampliamento del porto esterno di Brindisi con la costruzione di nuovi moli per l’attracco delle navi gassiere (in numero di 100 all’anno) ed il conseguente rilancio delle opportunità lavorative nel settore marittimo, commerciale e terziario in genere.

A nessun rischio sarebbe esposta la popolazione residente, non essendo previsto il trasporto di gas inverso dal metanodotto verso il Terminale, in quanto non è possibile nel terminale di rigassificazione il processo inverso di liquefazione.

Tra l’altro, la posa del tratto di metanodotto necessario per il collegamento del rigassificatore alla rete di trasporto nazionale già esistente non avrebbe comportato alcuna modificazione morfologica del terreno.

E’ pertanto auspicabile che sia le amministrazioni pubbliche locali, che gli ambientalisti modifichino le loro posizioni preconcette e valutino positivamente e favorevolmente la realizzazione di opere importanti, come sono quelle dei rigassificatori, sia a livello nazionale, che europeo.

Purtroppo non sempre la politica è guidata dalla ragione e dal buon senso e, come sempre, i cittadini subiscono le conseguenze dei gravi errori che vengono commessi da chi è alla guida della Nazione.

 

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la
Puglia – Lecce

Registro Sentenze: 5455/2006
Registro Ricorsi: 497/2005

Composto dai Signori Magistrati :

Aldo Ravalli PRESIDENTE

Enrico D’Arpe COMPONENTE

Carlo Dibello COMPONENTE rel

ha pronunziato la seguente :

SENTENZA

su ricorso n. 497/2005 presentato da :

-COMUNE DI BRINDISI , in persona del Sindaco p.t. , rappresentato e difeso dagli avvocati prof. Francesco Paparella e Francesco Trane ed elettivamente domiciliato presso l’avvocato Antonio Astuto, con studio in Lecce, via Umberto I, 28 ;

contro

-MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE-DIREZIONE GENERALE PER L’ENERGIA E LE RISORSE MINERARIE , in persona del legale rappresentante pro tempore, domiciliato ope legis presso l’avvocatura distrettuale dello stato con sede in Lecce, via Rubichi;

SNAM RETE GAS S.P.A. , in persona del presidente e legale rappresentante p.t. rappresentata e difesa dall’avv. Alfredo Lonoce e dal Prof.Avv. Franco Gaetano Scoca, insieme ai quali è selettivamente domiciliata presso lo studio del primo in Lecce, via Cosimo De Giorgi , 19

nonché nei confronti

-della società BRINDISI LNG S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Proff.ri Ernesto Sticchi Damiani, Aristide Police e Gian Luca Rabitti, con il primo elettivamente domiciliati in Lecce, via 95° Reggimento Fanteria, 9

per l’annullamento

-del D.M. n.164 del 23.12.2004 del Direttore Generale dell’Energia e delle Risorse Minerarie del Ministero delle Attività Produttive, con cui è stato approvato il progetto di massima, dichiarata di pubblica utilità e riconosciuta l’urgenza e l’indifferibilità della costruzione del metanodotto” Allacciamento terminale GNL- Brindisi GNL”; secondo la relazione tecnica ed il piano di massima redatti dalla società Snam Rete Gas spa, ai sensi dell’art 30 D.L.vo 23.5.2000, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale a quelli impugnati ed ancorché non conosciuti ;

visto il ricorso con i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministro delle Attività Produttive in carica, del Ministro dell’Ambiente p.t., del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, nonché della società controinteressata Brindisi LNG s.p.a. ;

visto l’atto di intervento ad adiuvandum spiegato dal Comune di Lecce
Designato alla pubblica udienza del 26 ottobre e 2005 il relatore dr.Carlo Dibello e uditi gli Avv.ti Francesco Trane e Francesco Paparella per il Comune ricorrente, l’Avv. Ernesto Sticchi Damiani per la società Brindisi LNG S.p.A., l’Avv. Alfredo Lonoce per la SNAM Rete Gas S.P.A., l’Avv. Pietro Quinto per il Comune di Lecce nonchè l’Avv. dello Stato Simona Libertini per i Ministeri costituitisi in giudizio;

FATTO

La società Brindisi LNG spa è stata autorizzata, con decreto emanato il 21 gennaio 2003 dal Ministero delle attività produttive di concerto con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio , ai sensi dell’art 8 della legge 340 del 2000, a costruire ed esercire un terminale di rigassificazione di gas naturale liquefatto (GNL) e 2 serbatoi da metri cubi 160.000 ciascuno, per una capacità massima di stoccaggio di gas naturale liquefatto pari a 320.000 metri cubi.

Il terminale , localizzato nell’area portuale di Brindisi, località Capo Bianco, risulta costituito, come da progetto, da un nuovo molo riservato al GNL per l’ormeggio di metaniere, da due serbatoi di stoccaggio fuori terra, come detto prima, e dal sistema di vaporizzazione ; inoltre, per la parte di interesse ai fini del presente ricorso, è previsto il suo collegamento a due gasdotti per il trasporto del GNL vaporizzato ad utenze locali e alla rete di trasporto.

Il decreto autorizzativo include l’esito di due conferenze di servizi ,tenutesi in data 16 gennaio 2002 e 15 novembre 2002, nel cui contesto le autorità amministrative tributarie di interessi rilevanti nel procedimento, pur esprimendo opinione favorevole alla realizzazione dell’impianto di rigassificazione, hanno imposto una serie di prescrizioni modificative del progetto originario, rispetto alle quali si lamenta la mancanza di prove documentali che dimostrino l’accettazione da parte della società Brindisi LNG.

Più in dettaglio, il Consiglio Superiore dei Lavori pubblici , con voto espresso dalla sua Terza sezione in data 9.6.2004, dopo aver evidenziato il carattere generico della progettazione elaborata dalla società Brindisi LNG, ha manifestato l’avviso di procedere ad un approfondimento progettuale inerente alla caratterizzazione geotecnica del terreno, ribadendo analogo convincimento in ottobre del 2004, e limitando il giudizio di fattibilità tecnica alle progettate opere della cosiddetta fase I( esecuzione della colmata a mare e della scogliera di protezione e contenimento).
Anche la Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente ha espresso il convincimento della natura preliminare e sostanzialmente incompleta del progetto o piano di massima redatto dalla BG Italia s.p.a.
Infatti, il 27.2.2002 la suddetta Direzione ha rimarcato la necessità di approfondire il problema del preventivo assoggettamento alle procedure di VIA della costruzione nell’ambito del bacino portuale di Brindisi , di alcune opere connesse quali il terminale per l’attracco delle navi gasiere e la realizzazione dell’area di sedime a mezzo colmata su cui dovrà sorgere il rigassificatore.
E anche il successivo provvedimento di autorizzazione alla prosecuzione del procedimento, emanato ai sensi dell’art 8, comma 3 della legge 340 del 2000, contiene espressamente raccomandazioni e prescrizioni che attengono alle esigenze di tutela di profili connessi all’impatto ambientale dell’opera.
In questo contesto generale, caratterizzato da sostanziale indeterminatezza e incompletezza della progettazione elaborata dalla società Brindisi Lng, la difesa della ricorrente lamenta l’emanazione del decreto impugnato.

Con detto ultimo provvedimento , si è approvato il progetto di massima , si è dichiarata la pubblica utilità e riconosciuta l’urgenza e l’indifferibilità della costruzione del metanodotto “ allacciamento terminale GNL-brindisi GNL, giusta il piano di massima e la relazione tecnica ..”

La difesa del Comune di Brindisi articola le seguenti censure:

1)INCOMPETENZA. ECCESSO DI POTERE PER TRAVISAMENTO, SVIMANETO, CONTRADDITTORIETA’ FRA PROVVEDIMENTI

2)VIOLAZIONE E MALGOVERNO DEGLI ARTT. 30 E 31 D.LVO 23 MAGGIO 2000, N.164. ECCESSO DI POTERE PER TRAVISAMENTO, ILLOGICITA’ E CONTRADDITTORIETA’.

3)VIOLAZIONE DELL’ART 31 D.L.VO 23 MAGGIO 2000, N. 164. DIFETTO ASSOLUTO DI MOTIVAZIONE. ECCESSO DI POTERE PER TRAVISAMENTO

4)VIOLAZIONE E MALGOVERNO DELL’ART 11,SECONDO COMMA DPR 8 GIUGNO 2001, N. 327. SVIAMENTO DI POTERE. ERRATA ED INCONGRUA MOTIVAZIONE. TRAVISAMENTO DEI FATTI

5)VIOLAZIONE E MALGOVERNO DELL’ART 8, COMMA 1, LETTERA C LEGGE REG. 19/97. VIOLAZIONE E MALGOVERNO DELL’ART 5 DELLE NN. TT. AA DEL PUTT PAESAGGISTICO. DIFETTO DI MOTIVAZIONE .TRAVISAMENTO E SVIAMENTO.

Si sono costituiti in giudizio i Ministeri delle Attività Produttive, dell’Ambiente e delle infrastrutture e trasporti , nonché le controinteressate Snam Rete Gas s.p.a. e Brindisi Lng s.p.a. per chiedere il

rigetto del ricorso in quanto infondato.

Ha poi spiegato intervento ad adiuvandum il Comune di Lecce .

DIRITTO

L’art. 9 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164 fornisce la definizione di rete nazionale di gasdotti.
La norma prevede che” si intende per rete nazionale di gasdotti , anche ai fini dell’applicazione dell’art 29, comma 2 , lettera G, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, la rete costituita dai gasdotti ricadenti in mare, dai gasdotti di importazione ed esportazione e relative linee collegate necessarie al loro funzionamento, dai gasdotti interregionali, dai gasdotti collegati agli stoccaggi, nonché dai gasdotti funzionali direttamente e indirettamente al sistema nazionale del gas. La rete nazionale di gasdotti è individuata entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con decreto del ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, che provvede altresì al suo aggiornamento con cadenza annuale ovvero su richiesta di un’impresa che svolge attività di trasporto. Per le reti di trasporto non comprese nella rete nazionale di gasdotti  l’applicazione degli artt. 30 e 31 è di competenza regionale .”

Questa disposizione consente di distinguere la rete nazionale di gasdotti dalle reti di trasporto in essa non comprese.

La distinzione rileva, anzitutto, per quel che riguarda l’esercizio generale delle funzioni amministrative che, secondo quanto stabilisce l’art 29 , comma 2 lettera G del decreto legislativo 112 del 1998, attuativo della delega di funzioni introdotta nell’ordinamento con legge 15 marzo 1997, n. 59., e richiamato dalla previsione su ricordata in tema di definizione di rete nazionale di gasdotti, sono conservate allo Stato a proposito delle reti nazionali di gasdotti .
Ora, occorre evidenziare sul piano ricostruttivo della fattispecie, che l’impianto di allacciamento al terminale di Gas Naturale liquefatto progettato dalla società Brindisi LNG va incluso senz’altro nella rete nazionale di gasdotti .

Esso mira, infatti, a favorire il trasporto , previo allacciamento alla rete, da parte della impresa SNAM, del gas naturale importato dal nostro paese, liquefatto nel porto di Brindisi per mezzo del procedimento di rigassificazione e immesso nel circuito nazionale a vantaggio di tutti gli utenti.
E’, pertanto, evidente che nel caso specifico la competenza amministrativa generale è riservata o meglio, conservata allo Stato.

Sotto detto ultimo profilo si osserva che il decreto impugnato menziona, appunto, tra le finalità del Ministero delle attività produttive, proprio quella di favorire, nell’ambito delle linee di politica energetica nazionale, l’approvvigionamento dall’estero e la razionale distribuzione dell’energia all’interno del paese.

D’altronde, l’allacciamento al terminale di GNL del porto di Brindisi è stato incluso, di recente, nel catalogo della rete nazionale di gasdotti , aggiornato per effetto del D.M. 4 agosto 2005, il quale, pur avendo solo funzione classificatoria dell’impianto medesimo, assolve pure ad una funzione ricognitiva delle sue caratteristiche essenziali .

L’inclusione dell’infrastruttura in argomento nel catalogo nazionale dei gasdotti ha effetti sulla competenza a rendere la dichiarazione di pubblica utilità ad essa relativa.

Detta dichiarazione di pubblica utilità spetta, inequivocabilmente, al Ministero delle Attività produttive.
Infatti, lo stesso art 30 del d.lvo 164 del 2000 statuisce che “ le opere necessarie per l’importazione, il trasporto , lo stoccaggio di gas naturale, e per i terminali di GNL, compresi gli impianti di rigassificazione, con esclusione di quelle da realizzare nelle zone di demanio marittimo e nelle zone indicate nell’art 55 del codice della navigazione, sono dichiarate, con provvedimento del ministero dell’industria , del commercio e dell’artigianato o, per gasdotti di distribuzione , dalla competente autorità della regione interessata, ed a seguito della approvazione del relativo progetto, di pubblica utilità , nonché urgenti e indifferibili agli effetti della legge 25 giugno 1865, n.2359 e successive modifiche e integrazioni.”

L’allacciamento al terminale GNL del porto di Brindisi va appunto considerato opera necessaria al trasporto di gas naturale in ambito nazionale.

E’ perciò erroneo l’assunto della difesa del ricorrente ente civico a dire della quale si tratta di gasdotto di distribuzione, la cui pubblica utilità va dichiarata dalla competente autorità regionale, proprio perché l’opera in questione è strumentale al potenziamento energetico di tutto il territorio nazionale e non circoscrive la sua utilità al solo ambito regionale.

Ed è altrettanto errata la tesi secondo la quale , trattandosi di opera che ricade in ambito demaniale marittimo, la relativa dichiarazione di pubblica utilità spetterebbe alla autorità regionale, perché l’unica opera interamente ricadente in detto ambito è il rigassificatore, non già l’allacciamento alla rete di trasporto del Gas che attraversa parte del territorio comunale brindisino.
Anche la censura relativa alla impossibilità di procedere ad una dichiarazione di pubblica utilità di un’opera che, essendo intimamente connessa ad un impianto non ancora realizzato, quale il rigassificatore, difetterebbe di autonomia , non coglie nel segno.

Ciò che conta, a tal fine , è la giuridica possibilità di riconoscere la pubblica utilità di un’opera quale l’allacciamento al terminale GNL, che non può essere messa in discussione a motivo della mancata realizzazione del rigassificatore, la quale ultima potrà incidere, semmai, sulla efficacia nel tempo del subprocedimento espropriativo.

La censura che attiene alla mancata osservanza delle forme di partecipazione al procedimento culminato nella dichiarazione di pubblica utilità dell’opera contenuta nel decreto avversato risulta infondata.
Infatti, l’avviso della avvenuta presentazione dell’istanza di approvazione del progetto di massima per la realizzazione del metanodotto , da parte della società SNAM rete Gas, al Ministero delle Attività Produttive è stato pubblicato su un quotidiano a carattere nazionale nonché su un quotidiano a carattere locale.

Inoltre, l’istanza, unitamente alla relazione tecnica e al piano di massima dell’opera è stata pubblicata , per 15 giorni consecutivi, all’albo pretorio del Comune di Brindisi , senza dar luogo a opposizioni.
Sul punto, peraltro, si osserva che ai sensi dell’art 57 del d.lvo 330 del 27 dicembre 2004, le disposizioni del Testo Unico sulle espropriazioni, delle quali la difesa del comune di brindisi lamenta la violazione , non si applicano ai progetti per i quali alla data di entrata in vigore della nuova normativa( 31.12.2004) era già intervenuta, come nella specie, la dichiarazione di pubblica utilità( tale dichiarazione essendo intervenuta il 23.12.2004) .

Per converso, le forme di pubblicità utilizzate per rendere ostensibile il progetto di allacciamento del terminale di GNL alla rete di trasporto della SNAM risultano rispettose della esigenza di garantire la partecipazione degli interessati al procedimento.

Infine, la pretesa violazione delle norme poste a tutela di una zona protetta quale il Parco Naturale Regionale Saline di Punta della Contessa è destituita di fondamento.

Invero, la posa in opera del metanodotto, come risulta dal piano di caratterizzazione allegato al progetto di massima, non implica alcuna modificazione morfologica del terreno, trattandosi di realizzazione a 12 metri sotto il livello del terreno stesso.

Il ricorso va, conclusivamente, respinto.

Il Collegio ritiene che si possa procedere a compensare le spese del giudizio in considerazione della complessità della questione esaminata.

P.Q.M.

Il Tribunale amministrativo regionale della Puglia – sezione prima di Lecce, pronunciando definitivamente sul ricorso in epigrafe, lo respinge.

Compensa tra le parti le spese del giudizio.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.

Così deciso in Lecce, nella Camera di Consiglio del 26 ottobre 2005

Aldo Ravalli- PRESIDENTE
Carlo Dibello -ESTENSORE
Pubblicata mediante deposito
in Segreteria il 22 Novembre 2006