Lo Stato italiano assuma le proprie responsabilità
stato di diritto

I governi passano ed il loro operato sarà giudicato dalla storia, ma lo Stato, se vuole essere e non solo apparire autorevole e giusto, non può essere ostaggio della politica e dell’economia, ma deve restare al di sopra e al di fuori di ogni competizione e rispettare e far rispettare sempre la Costituzione e le leggi sovranazionali.

Partendo dal presupposto che non esiste al momento alcuna legge che obblighi i cittadini italiani a sottoporsi al vaccino COVID 19, si deve evidenziare che, nonostante questo elemento fattuale, con il decreto legge 105/2021 il governo ha stabilito che chiunque non sia vaccinato venga discriminato e privato di alcuni diritti, a meno che non si sottoponga a tampone ogni 48 ore.

Non vi è chi non veda come l’introduzione del green pass non sia altro che un subdolo strumento con cui, ricorrendo alla minaccia ed al ricatto, surrettiziamente si vuole ottenere il risultato che ogni persona si sottoponga a vaccinazione al fine di ricevere la concessione da parte dello Stato di diritti che già le appartengono.

Per raggiungere tale obiettivo al cittadino che viene convinto con violenza psichica e compulsiva a sottoporsi alla inoculazione di un vaccino, peraltro in fase ancora sperimentale, viene chiesta la sottoscrizione non soltanto del consenso informato, consistente in una dichiarazione di riconoscimento di aver ricevuto dal medico vaccinatore tutte le informazioni utili sulle possibili pericolosità del prodotto che gli viene iniettato e di aver prestato libero consenso alla vaccinazione.

Con la sottoscrizione del predetto consenso lo Stato non assume alcuna responsabilità della vaccinazione, essendo la stessa effettuata “per una libera scelta” del cittadino, che, come detto, prima di vaccinarsi sottoscrive che l’inoculazione del siero ha luogo per sua volontà e dopo essere stato reso edotto dei rischi connessi.

Tale circostanza è espressamente prevista sotto la denominazione “scudo penale” dall’art. 3 del decreto legge 105/21, convertito nella legge n. 44/2021, il quale statuisce che: “Per i fatti di cui agli articoli 589 e 590 del codice penale verificatisi a causa della somministrazione di un vaccino per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2, ……la punibilità è esclusa quando l’uso del vaccino è conforme …omissis…….”.

Non dovrebbe sfuggire ai più come sia davvero singolare che lo Stato discrimini e perseguiti chi scelga di non vaccinarsi e nel contempo rifiuti di assumere la responsabilità in materia di eventi avversi alla vaccinazione.

A ciò deve aggiungersi che il governo italiano lo Stato italiano sta violando spudoratamente la norme europee che essendo di rango sovraordinato si collocano nella gerarchia delle fonti subito dopo la Costituzione e prima della legge ordinaria.

Al riguardo si deve far rilevare che negli Stati appartenenti all’Ue il green pass è stato disciplinato attraverso i regolamenti UE 2021/953 e 2021/954 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2021.

Nello Stato italiano il green pass è invece disciplinato dall’art. 9 del precedente decreto legge del 22 aprile 2021 n. 52, convertito con modificazioni dalla legge 17 giugno 2021 n. 87.

L’art. 4 del decreto legge 105/21 ha inserito alcune modifiche al precedente art. 9 del dl 52/21, dal momento che al punto 2, lettera e) dell’art. 4, 2° comma dl 105/21 vi è scritto: “Le disposizioni dai commi da 1 a 8 continuano ad applicarsi ove compatibili con i regolamenti UE 2021/953 e 2021/954 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2021”.

E’ ovvio che le previsioni che precedono in ordine alla disciplina del green pass di marca italiana dovrebbero allinearsi alla normativa sovranazionale  in quanto la legislazione interna non può derogare a quella EU, sicché dovrebbe necessariamente rispettare i regolamenti UE 953/2021 e 954/2021.

Ma il governo italiano si ostina caparbiamente a voler disattendere quanto aveva precedentemente statuito e a non tener conto delle norme sovranazionali.

Infatti i regolamenti europei non solo non prevedono che il green pass possa essere utilizzato quale condizione per lavorare e partecipare alla vita sociale, ma, per quanto concerne la sua utilizzazione, escludono che possano esserci discriminazioni tra cittadini vaccinati e non vaccinati.

Il regolamento UE 2021/953 nella sua recente corretta traduzione statuisce testualmente al punto 36 quanto segue: “È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino COVID 19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate. Pertanto il possesso di un certificato di vaccinazione non dovrà costituire una condizione preliminare per l’esercizio del diritto di libera circolazione”.

Quanto statuito dall’Europa nel citato regolamento è peraltro conforme alla precedente risoluzione del Consiglio di Europa – Assemblea parlamentare – n. 2361/2021 del 27 gennaio 2021, la quale indirizzava gli Stati a non rendere obbligatoria la vaccinazione anti Covid 19 e a non usarla come discriminante tra lavoratori.

Vi è scritto nella precitata risoluzione: “Assicurare che i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno è politicamente, socialmente o altrimenti sottoposto a pressioni per farsi vaccinare; garantire che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato o per non voler essere vaccinato” (punto 7.3.1. e 7.3.2.).

E’ doveroso chiedersi il perché il governo italiano voglia deliberatamente e puntigliosamente adottare una disciplina del green pass difforme dalle linee guida europee e far ricorso ad una odiosa ed intollerabile discriminazione dei non vaccinati rispetto ai vaccinati, anche quando questi ultimi hanno scelto di non essere vaccinati.

La risposta se la potranno agevolmente dare i cittadini italiani che, senza subire i condizionamenti mentali della propaganda proveniente dal mainstream mediatico, hanno ancora una autonoma capacità critica ed intellettiva.

Una volta esaminata e valutata con obiettività la situazione reale saranno certamente le conseguenziali scelte che ci si impongono a dimostrare chi sono veramente gli autentici Italiani.