LO STATO ITALIANO INTRODUCE UNA TESSERA A TEMPO PER CONCEDERE AI CITTADINI I DIRITTI COSTITUZIONALI.
la libertà è legalità

Il DECRETO-LEGGE 21 settembre 2021, n. 127 intitolato: “Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening” viola innanzitutto i requisiti di cui all’art.77 cost. in cui vi è scritto CHE IL GOVERNO NON PUÒ, SENZA DELEGAZIONE DELLE CAMERE [CFR. ART. 76], EMANARE DECRETI CHE ABBIANO VALORE DI LEGGE ORDINARIA.

QUANDO, IN CASI STRAORDINARI DI NECESSITÀ E DI URGENZA, IL GOVERNO ADOTTA, SOTTO LA SUA RESPONSABILITÀ, PROVVEDIMENTI PROVVISORI CON FORZA DI LEGGE …..omissis ….

Appare singolare che i presupposti della necessità ed urgenza previsti dalla Costituzione permangano anche in presenza di un decreto legge, preannunciato a metà settembre, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (anno 162 n.226) il 21 settembre ed entrato in vigore il successivo 15 ottobre, ben 24 giorni dopo la sua pubblicazione.

Si legge poi nel citato decreto legge: “IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Visti gli articoli 32 e 117, secondo e terzo comma, della Costituzione; VISTO L’ARTICOLO 16 DELLA COSTITUZIONE, CHE CONSENTE LIMITAZIONI DELLA LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE PER RAGIONI SANITARIE; Visto ….omissis….”

Nell’art. 1 del citato decreto, sotto il titolo “Disposizioni urgenti sull’impiego di certificazioni verdi COVID-19 in ambito lavorativo pubblico” si legge: 1. Al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, dopo l’articolo 9 -quater è inserito il seguente: «Art. 9 -quinquies (Impiego delle certificazioni verdi COVID-19 nel settore pubblico). – 1. Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza …. omissis ….È FATTO OBBLIGO DI POSSEDERE E DI ESIBIRE, SU RICHIESTA, LA CERTIFICAZIONE VERDE COVID-19”…. OMISSIS ….

A parte le innumerevoli violazioni della stessa Costituzione, come degli artt. 2, 3, 10 e 32, nonché di norme sovraordinate che nella gerarchia delle fonti prevalgono sulla legge ordinaria, come il preambolo, punto 36 e l’art. 3, comma 6 del Regolamento Ue n.953/2021, approvato dal consiglio Ue in data 14 giugno 2021 e la risoluzione 2361/2021 dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, deliberata nella seduta plenaria del 27 gennaio 2021 a Strasburgo, colpisce il fatto che subdolamente, al fine di estendere il Green pass a tutti, il governo faccia riferimento soltanto alla limitazione con legge del diritto alla circolazione previsto dall’art.16 cost., fingendo di ignorare che l’impalcatura normativa architettata per introdurre un obbligo generalizzato esteso a tutti i cittadini di essere dotati di una tessera per usufruire dei loro diritti, viola l’art.13 Cost., cioè il diritto alla libertà che è un diritto fondamentale ed inalienabile della persona.

All’art. 13 Cost. vi è scritto: “La libertà personale è inviolabile.

Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria (cfr. art.111 c.1,2) e nei soli casi e modi previsti dalla legge (cfr. art. 25 c.3).

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

E’ punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà (cfr. art.27 c. 3).

La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva”.

L’art. 13 della Costituzione non si limita a sancire l’inviolabilità della libertà personale, ma stabilisce anche che le restrizioni alla libertà personale sono ammesse solamente in base ad un atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.

Libertà personale va intesa, sicuramente, come libertà fisica, in quanto l’individuo non può subire coercizioni fisiche da parte dei pubblici poteri (ma anche da parte dei privati), se non nelle forme previste dalla Costituzione: questo aspetto è importantissimo perché impedisce un uso illegittimo della forza da parte dello Stato, ma anche da parte di quei poteri privati che siano in grado di privare la persona della libertà fisica.

Questo concetto va però ampliato fino ad includere anche la tutela della dignità della persona e il divieto di ogni forma di violenza morale, psichica, compulsiva.

L’art.13 cost. prevede tre garanzie in favore di ogni persona al fine di evitare che la stessa venga arbitrariamente privata della sua libertà:

  • La riserva di legge assoluta rafforzata.

L’art.13 stabilisce che le restrizioni della libertà personale sono ammesse solamente nei casi e nei modi previsti dalla legge. E’ questa quella che viene denominata la riserva di legge: in altre parole, solo il potere legislativo può stabilire in quali casi e in che modi è possibile limitare la libertà personale, che quindi non potrebbe essere limitata da una legge regionale o da un regolamento.

Inoltre, la legge non si deve riguardare soltanto la disciplina  di un principio, rimandando ad altre fonti del diritto la sua regolamentazione dettagliata, ma deve prevedere nel dettaglio i casi nei quali la libertà personale può essere limitata.

Infine la riserva di legge, oltre che essere assoluta, deve essere anche rinforzata in quanto la legge deve rispettare le regole già previste nell’art.13 della Costituzione.

  • La riserva giurisdizionale

Tale riserva ammette delle eccezioni previste dallo stesso art.13, al terzo comma: in alcuni casi l’autorità di pubblica sicurezza può adottare dei provvedimenti restrittivi della libertà personale.

Tuttavia, questa possibilità incontra una serie di limitazione:

-innanzitutto essa è ammessa solamente in casi eccezionali di gravità ed urgenza;

-in secondo luogo i casi eccezionali di gravità ed urgenza nei quali ciò è possibile sono indicati tassativamente dalla legge;

infine, questi provvedimenti sono provvisori e devono essere comunicati entro 48 ore all’autorità giudiziaria che li deve convalidare nelle 48 ore successive. Se non vengono convalidati in questo lasso di tempo sono revocati e privi di qualsiasi effetto.

Pertanto, la competenza ad emanare provvedimenti che limitano la libertà personale spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria, mentre l’autorità di pubblica sicurezza, in tale campo, ha carattere sostitutivo e subentra solamente in casi eccezionali di gravità ed urgenza e sempre nel rispetto della legge.

In tali casi, poiché gli organi di pubblica sicurezza non hanno un potere autonomo nella limitazione della libertà personale, i provvedimenti da essi presi devono essere convalidati dall’autorità giudiziaria.

Sempre l’art.13 della Costituzione prevede che la persona sottoposta a restrizioni della libertà, in quanto imputato o in quanto dichiarato colpevole, non può in nessun caso essere sottoposto a qualsiasi forma di violenza fisica o morale, ad esempio per estorcere una confessione o per un semplice accanimento.

La Costituzione prevede che venga punita ogni forma di violenza.

  • L’obbligo di motivazione.

Ogni provvedimento restrittivo della libertà personale deve necessariamente essere motivato.

Alla luce di tale disposizione di rango costituzionale, nessuna restrizione della libertà personale può essere adottata se non dall’Autorità Giudiziaria ed è solo la legge a poter prevedere i casi e disciplinare i modi in cui tali restrizioni possono avvenire.

Se è vero che la limitazione della libertà personale ex art. 13 Cost. può essere ammessa per il perseguimento di fini ulteriori di rango costituzionale, secondo un giudizio di ragionevolezza e proporzionalità (cfr., per tutte, C. Cost. 39/1970), è pacifico che ciò non elide la necessità di rispettare le garanzie imposte dall’art. 13 Cost., in punto di riserva di legge assoluta e riserva di giurisdizione.

In altri termini, il legislatore può limitare la libertà personale perseguendo finalità ulteriori, di pari rango costituzionale, onde controbilanciarli con la prima; ma lo deve fare rispettando sia il principio della riserva di legge assoluta, attraverso l’individuazione tassativa delle misure, dei casi e dei modi, sia la riserva di giurisdizione.

Il decreto legge 127/2021 di fatto incide sulla libertà personale dei cittadini italiani imponendo l’utilizzo di una “tessera” per accedere a determinati servizi e per esercitare tutti i loro diritti che pure la Costituzione dovrebbe garantire senza necessità di concessioni da parte di chi oggi detiene il potere e surrettiziamente per costringerli alla inoculazione di un siero genico definito vaccino sperimentale contro la loro volontà, in violazione delle previsioni e delle garanzie di cui all’art.32 cost.

In tale anomalo contesto che si colloca al di fuori della nostra Carta fondamentale soltanto la Magistratura italiana, nell’esercizio delle sue funzioni e dei suoi autonomi e indipendenti poteri, può a questo punto, salvaguardare lo Stato di diritto, fermando ogni iniziativa autoritaria che ci farebbe correre il rischio di precipitare indietro nel tempo in un regime autoritario e senza libertà che la storia recente aveva archiviato.

Pertanto, come si suole dire, si confida nell’intervento della Magistratura perché ponga fine ad una deriva incostituzionale ed illiberale che minerebbe dalle fondamenta il nostro ordinamento giuridico democratico.

Questo è il momento della verità e dell’assunzione per ognuno delle proprie responsabilità, costi quel che costi.

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2021/09/21/226/sg/pdf