Resta legittimo il divieto per le coppie gay di fare ricorso alla procreazione assistita
Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale con sentenza 23 ottobre 2019, n. 221 pronunciando sul tema della PMA (procreazione medicalmente assistita), ha affermato la legittimità costituzionale degli artt. 5 e 12 della Legge n. 40/2004.

La Corte delle leggi, chiamata a decidere se la normativa in materia di accesso alla PMA alle sole coppie formate da persone di sesso diverso, violasse o meno il principio di uguaglianza ed il diritto al rispetto delle scelte di vita privata e familiare di cui all’art. 8 della CEDU, ha statuito che la normativa vigente in Italia rispetta le previsioni della Costituzione.

La Consulta ha affermato poi, in conformità con l’orientamento condiviso anche a livello europeo, che il bilanciamento tra gli interessi coinvolti sulla questione spetta al legislatore, le cui scelte sono sindacabili dalla Corte delle leggi soltanto se viziate da irragionevolezza.

La Corte su tale attuale e delicata materia, ha escluso una sua diversa valutazione rispetto alle previsioni di cui alla citata legge, ritenendo che sia corretto disciplinare diversamente due realtà (coppie omosessuali e coppie eterosessuali) considerate tra loro ontologicamente diverse.

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