Riflessioni sulla differenza tra diritto alla libertà personale e diritto alla circolazione
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Sta succedendo che qualcuno, forse privo di cultura giuridica, o per una sua visione superficiale della realtà finisca col confondere la LIBERTÀ PERSONALE di cui parla l’art.13 Cost. con la LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE di cui parla l’art.16 Cost., libertà quest’ultima che può essere limitata con LEGGE e non con DPCM per motivi di sanità o di sicurezza.
Tuttavia, anche uno studente in giurisprudenza, o un lettore più attento dovrebbe comprendere che, fermo ed impregiudicato il principio che il divieto di uscire da casa non possa essere esteso ed applicato anche ad una persona sana, c’è da considerare che attraverso il limite al diritto di uscire dalla propria abitazione, disposto dal governo, ogni cittadino viene obbligato, in violazione della Costituzione (art.13), a tenere un comportamento simile a quello cui è sottoposto chi si trova agli arresti domiciliari.
Per i controlli sugli arresti domiciliari collettivi ormai nell’epoca della società post moderna, post industriale, mondialista e globalizzata, siamo arrivati all’uso di droni, di smartphones e prossimamente a quello dei microchips da inserire nel corpo umano.
E’ più che evidente che i provvedimenti adottati dal governo senza passare attraverso un dibattito parlamentare ed una legge non riguardano soltanto il diritto alla circolazione, bensì un diritto fondamentale ben più importante che è quello della libertà personale (art.13 Cost.).
Infatti se il divieto consiste nel non potermi recare ad esempio nella città di Milano, questo costituisce il limite al mio diritto alla circolazione previsto dall’art.16 Cost.; ma se il divieto ha ad oggetto ogni luogo sia in Italia che fuori del territorio nazionale e se la disposizione governativa consiste nel divieto di uscire da casa e di non potermi recare dove, come e quando lo voglio e lo decido io, questo limite attiene palesemente alla mia libertà personale garantito dall’art.13 Cost. e non più solo ed unicamente al diritto alla circolazione.

La verità è che chi non apprezza la libertà non può sapere come sia drammatico perderla e non si batterà mai per conservarla!
Io nella mia vita ho prestato due volte un giuramento, il primo durante il servizio militare presso la Scuola delle Truppe Meccanizzate e Corazzate dell’Esercito italiano, secondo la formula: “Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore a tutti i doveri del mio Stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni” ed il secondo all’inizio della mia professione di Avvocato secondo la seguente formula: “Giuro di adempiere ai miei doveri professionali con lealtà, onore e diligenza per i fini della giustizia e per gli interessi superiori della Nazione”.
Quei giuramenti li ho sempre osservati ed onorati ed oggi che avverto la presenza di un pericolo eversivo non posso rimanere indifferente ed avverto un dovere sacro e inderogabile di difendere la mia Nazione ed i suoi concittadini non per fini utilitaristici, perché dopo aver svolto per lunghi anni proficuamente e con soddisfazione l’attività forense non vado alla ricerca di pubblicità o di incarichi, ma solo esclusivamente perché intendo mantener fede ai miei impegni e mettere a disposizione di tutti la mia conoscenza ed esperienza nel campo del diritto.
Forse sarò solo in questa lotta, perché per molti è difficile sfidare il dogma del pensiero unico, ma la cosa non mi spaventa, perché intendo restare un uomo libero in una società più giusta e lottare per la libertà di tutti.