Sia fermato e l’odio e la discriminazione tra i cittadini italiani
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Forse qualcuno dovrebbe cominciare ad interrogarsi se non costituiscano reato tutte le febbrili e spasmodiche iniziative e condotte volte alla persecuzione morale e materiale di coloro che non intendono essere sottoposti contro la loro volontà alla inoculazione dei vaccini sperimentali autorizzati in via di urgenza e sotto condizione.

Come dovrebbe essere ormai noto, quella minoranza di persone, quantificabili in diversi milioni, le quali rifiutano di essere trattate come cavie umane, invocano l’art.32 Cost., il regolamento europeo 935/2021 e la sentenza della Corte Costituzionale n.307 del 14/06-22/06/1990 in cui è statuito: “Il precetto di cui all’art. 32 della Costituzione nel primo comma definisce la salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”; nel secondo comma, sottopone i trattamenti sanitari imposti, come le vaccinazioni, a riserva di legge e fa salvi, anche rispetto alla legge, i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Da ciò si desume che la legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con l’art. 32 della Costituzione se il trattamento sia diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri, giacché è proprio tale ulteriore scopo, attinente alla salute come interesse della collettività, a giustificare la compressione di quella autodeterminazione dell’uomo che inerisce al diritto di ciascuno alla salute in quanto diritto fondamentale.
MA SI DESUME SOPRATTUTTO CHE UN TRATTAMENTO SANITARIO PUÒ ESSERE IMPOSTO SOLO NELLA PREVISIONE CHE ESSO NON INCIDA NEGATIVAMENTE SULLO STATO DI SALUTE DI COLUI CHE VI È ASSOGGETTATO, SALVO CHE PER QUELLE SOLE CONSEGUENZE, CHE, PER LA LORO TEMPORANEITÀ E SCARSA ENTITÀ, APPAIANO NORMALI DI OGNI INTERVENTO SANITARIO, E PERTANTO TOLLERABILI.”.
I comportamenti discriminatori e l’istigazione all’odio verso i non vaccinati, ormai in voga in nome del dogma del pensiero unico, potrebbero rientrare nell’ipotesi di cui all’art.. 604-bis cod.pen., quella della Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa in cui è disposto:
“1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito:
a) con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.”

Si auspica pertanto prudenza ed equilibrio nei comportamenti e nelle esternazioni di ciascuno, soprattutto di chi è stato incaricato ed opera nella massiccia propaganda per una vaccinazione di massa alla ricerca di una irraggiungibile immunità di gregge.