Sia restituito dai partiti al Popolo italiano il potere che gli spetta
potere della gente

L’aggressione alla democrazia ha avuto inizio dopo il referendum abrogativo della legge che prevedeva nelle elezioni per la Camera dei deputati la possibilità di esprimere tre voti di preferenza, referendum promosso da Mariotto Segni e svoltosi il 9 giugno 1991, che ottenne circa il 96% dei consensi.

Infatti Segni, sull’onda di quel successo, l’anno successivo fondò il movimento Alleanza Democratica, allo scopo di promuovere altri referendum per la modifica delle leggi elettorali da proporzionali in maggioritarie e realizzare così un cambiamento delle leggi che disciplinavano l’elezione dei rappresentanti dei cittadini italiani.

Introdotto il sistema elettorale maggioritario, i partiti, che – giova ricordarlo – sono associazioni di fatto non riconosciute prive di personalità giuridica, cominciarono ad accrescere come delle piovre il loro potere.

Ebbe quindi luogo tra il 1995 ed il 2000 l’attacco al sistema degli enti locali attraverso il prof. Franco Bassanini, ministro della pubblica funzione, il quale distrusse un sistema di norme che dall’Unità d’Italia, per circa 140 anni, avevano assicurato il buon funzionamento della pubblica amministrazione e l’oculato impiego delle risorse economiche pubbliche.

Venne separata la funzione dell’indirizzo politico, lasciata ai politici e della gestione, affidata, con pieni poteri, al singolo dirigente.

Fu poi introdotta l’elezione diretta dei sindaci e dei presidenti delle giunte provinciali e regionali.

Infine, a seguito di un accordo bipartisan tra i partiti, finalizzato ad una vera e propria spartizione del territorio, per avere la mani libere senza “lacci e lacciuoli” occorreva eliminare ogni controllo esterno sulla legittimità degli atti e sull’impiego delle risorse economiche pubbliche, fu così modificata nel 2001 la costituzione con l’abrogazione degli artt.125 e 130 per poter sciogliere subito dopo in ogni regione i comitati regionali di controllo  (CORECO) che erano rimaste l’unico baluardo a difesa della legalità con la prevista assunzione di responsabilità solidale penale e contabile dei loro componenti qualora avessero approvato delibere illegittime.

Nel 2005 l’on.le Calderoli battezzò, sempre per effetto di un accordo bipartisan, la legge elettorale “porcellum” che dette il colpo di grazia alla già debole democrazia trasferendo di fatto ai capi e/o padroni dei partiti il potere di scelta e di nomina dei parlamentari, introducendo le liste bloccate, la soglia minima per beneficiare dell’assegnazione dei seggi ed il premio di maggioranza.

Una legge incostituzionale il porcellum che tutti i partiti, che si sono avvicendati al governo, hanno conservato nella sostanza, modificandone di volta in volta soltanto il nome, pur avendone la Corte Costituzionale con la sentenza n.1/2014 dichiarato l’incostituzionalità ed affermato che va conciliata la governabilità con la sovranità popolare e con il diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti nelle istituzioni.

Attualmente è in corso di approvazione tra le tante leggi costituzionali, cui ho fatto cenno nel mio elaborato sul prossimo referendum popolare confermativo, anche una legge che trasferisce ai consiglieri degli enti locali il potere di eleggere i senatori, sottraendolo definitivamente ai cittadini.

Proprio per le considerazioni che precedono in questo disastroso contesto, votare Si, come ancora una volta vogliono tutti i partiti, d’accordo tra loro, significa rafforzare il loro strapotere e non avere più alcuna difesa e possibilità di fermarli.

Il potere deve invece ritornare per intero ed integro a coloro cui compete e cioè ai cittadini italiani che in forza dell’art.1 della costituzione sono gli unici titolari della sovranità.