Siano contemperati i ruoli di ciascun potere dello Stato, siano ristabiliti tutti i diritti costituzionali ed il Parlamento ed ogni singolo parlamentare facciano il loro dovere!
Costituzione e Tricolore

Oggi nella sua relazione annuale il Presidente della Corte Costituzionale, dr.ssa Marta Cartabia, ha rivolto in modo diretto, forte e chiaro un invito a tutti i poteri dello Stato ad attenersi a quelli che sono i dettami costituzionali, fornendo anche ad ogni parlamentare lo strumento per consentire un intervento immediato della Consulta al fine di far rientrare ogni legge ed atto amministrativo, anche quelli derivanti dallo stato di emergenza coronavirus, in un’ottica di rigoroso rispetto della Costituzione.

Infatti, nel corso della sua relazione, la dr.ssa Cartabia ha voluto sottolineare che all’inizio dell’anno 2019, “l’ordinanza n. 17 ha per la prima volta riconosciuto la legittimazione del singolo parlamentare a far valere i vizi del procedimento legislativo, attivando un giudizio per conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato, quando tali vizi trasmodino in violazioni gravi e manifeste delle attribuzioni che, secondo la Costituzione, appartengono allo status di ciascun componente delle Camere.

Il nuovo anno – ha proseguito il Presidente Cartabia – è stato aperto da una contingenza davvero inedita e imprevedibile, contrassegnata dall’emergenza, dall’urgenza di assicurare una tutela prioritaria alla vita, alla integrità fisica e alla salute delle persone anche con il necessario temporaneo sacrificio di altri diritti.

La nostra Costituzione non contempla un diritto speciale per lo stato di emergenza sul modello dell’art. 48 della Costituzione di Weimar o dell’art. 16 della Costituzione francese, dell’art. 116 della Costituzione spagnola o dell’art. 48 della Costituzione ungherese. Si tratta di una scelta consapevole. Nella Carta costituzionale non si rinvengono clausole di sospensione dei diritti fondamentali da attivarsi nei tempi eccezionali, né previsioni che in tempi di crisi consentano alterazioni nell’assetto dei poteri.

La Costituzione, peraltro, non è insensibile al variare delle contingenze, all’eventualità che dirompano situazioni di emergenza, di crisi, o di straordinaria necessità e urgenza, come recita l’articolo 77 della Costituzione, in materia di decreti-legge. La Repubblica ha attraversato varie situazioni di emergenza e di crisi – dagli anni della lotta armata a quelli più recenti della crisi economica e finanziaria – che sono stati affrontati senza mai sospendere l’ordine costituzionale, ma ravvisando al suo interno gli strumenti idonei a modulare i principi costituzionali in base alle specifiche contingenze: necessità, proporzionalità, bilanciamento, giustiziabilità e temporaneità sono i criteri con cui, secondo la giurisprudenza costituzionale, in ogni tempo deve attuarsi la tutela «sistemica e non frazionata» dei principi e dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, ponderando la tutela di ciascuno di essi con i relativi limiti.

Anche nel tempo presente, dunque, ancora una volta è la Carta costituzionale così com’è – con il suo equilibrato complesso di principi, poteri, limiti e garanzie, diritti, doveri e responsabilità – a offrire alle Istituzioni e ai cittadini la bussola necessaria a navigare «per l’alto mare aperto» dell’emergenza e del dopo-emergenza che ci attende.

Nelle istituzioni, nella politica, nella vita quotidiana della società, nei mezzi di informazione, i momenti di emergenza richiedono un sovrappiù di responsabilità ad ogni autorità e in particolare agli operatori dell’informazione, che svolgono un ruolo decisivo per la vita sociale e democratica.

In un tale frangente, – ha concluso il Presidente – se c’è un principio costituzionale che merita particolare enfasi e particolare attenzione è proprio quello della leale collaborazione, il risvolto istituzionale della solidarietà, su cui anche la giurisprudenza della Corte costituzionale non si stanca di ritornare, affinché l’azione e le energie di tutta la comunità nazionale convergano verso un unico, condiviso obiettivo”

Dal monito proveniente dal Giudice delle leggi pare di capire che sia necessario un pronto ritorno al rispetto della Costituzione e dei principi nella stessa contenuti.

Dunque, si eviti di proseguire su una strada che appare incostituzionale e quindi eversiva, che porterebbe direttamente alla soppressione dei diritti e dei valori che la nostra Costituzione tutela e che già oggi si trovano in sofferenza grazie alla prassi pervicacemente perseguita dal premier Conte di utilizzare provvedimenti amministrativi monocratici in relazione ai quali non è neanche astrattamente ipotizzabile la prova di resistenza con le norme di rango costituzionale.

Il Parlamento a sua volta si svegli da suo letargo e si autoconvochi a norma dell’art.62 comma 2 della Costituzione per adottare nell’interesse della Nazione e dei cittadini tutti provvedimenti urgenti, utili, necessari ed opportuni, senza consentire ulteriormente al premier di gestire l’emergenza coronavirus con la sua pletora di esperti e componenti del comitato scientifico di cui poco e niente si conosce.

Tutto questo è dovuto ai cittadini italiani che hanno fiducia nelle istituzioni e sono convinti che la loro pacifica vita civile e sociale sia garantita dalla Costituzione, dove sono scritti oltre ai loro doveri anche i loro diritti fondamentali che nessun governo potrà mai sopprimere.

 

https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2019&numero=17