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Lockdown, diritto alla libertà personale e sanzioni amministrativeNello spirito di una corretta informazione utile e necessaria per conoscere le dinamiche dei fatti e degli eventi sottopongo a tutti alcuni spunti di riflessione sui provvedimenti governativi che di fatto hanno privato i cittadini italiani della libertà personale nel periodo del cd. Lockdown in palese violazione dell’art.13 Cost. dove è scritto a chiare lettere:La libertà personale è inviolabile.Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c. 1, 2] e nei soli casi e modi previsti dalla legge [cfr. art. 25 c. 3].• il Consiglio dei Ministri, con delibera 31 gennaio 2020, dichiarava “per 6 mesi dalla data del presente provvedimento, lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”;• con decreto-legge 25 marzo 2020 n.19 si prevede, all’art. 1, che “per contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus COVID-19, su specifiche parti del territorio nazionale ovvero, occorrendo, sulla totalità di esso, possono essere adottate, secondo quanto previsto dal presente decreto, una o più misure tra quelle di cui al comma 2, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020, termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, e con possibilità di modularne l'applicazione in aumento ovvero in diminuzione secondo l'andamento epidemiologico del predetto virus”;• tra le misure di cui al comma n. 2 del precitato articolo sono ricomprese: “a) limitazione della circolazione delle persone, anche prevedendo limitazioni alla possibilità di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora se non per spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni; ...; • con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 aprile 2020 (Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale) si stabiliva che “l'efficacia delle disposizioni dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri dell'8, 9, 11 e 22 marzo 2020, nonché di quelle previste dall'ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 e dall'ordinanza del 28 marzo 2020 adottata dal Ministro della salute di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ancora efficaci alla data del 3 aprile 2020 è prorogata fino al 13 aprile 2020”;• la dizione “O DA ALTRE SPECIFICHE RAGIONI” , prevista espressamente nel D.L. 19/2020, normativa tuttora in vigore, non è stata mai riportata nei verbali delle Forze dell’Ordine, né nei moduli dell’autocertificazione predisposti dal Ministero dell’Interno in cui si fa riferimento al Dpcm del 22.03.2020, atto quest’ultimo superato e privo di efficacia sul punto proprio dal D.L. 19/2020. 4. Il legislatore all’art. 1 n.2 sub a) del DL n.19/2020 ha espressamente statuito, fra le fattispecie legittimanti che consentono lo spostamento dal proprio domicilio e/o residenza, in aggiunta alle esigenze lavorative, alle situazioni di necessità o urgenza e ai motivi di salute, anche una ipotesi di chiusura sotto la specificazione “altre specifiche ragioni”, con cui di tutta evidenza ha ritenuto di attenuare il rigore della restrizione della libertà, stante le notevoli censure di costituzionalità sollevate da eminenti giuristi, tenuto conto che non si può privare un cittadino del diritto alla libertà personale tutelata dall’art.13 Cost. in quanto quello della libertà personale è un diritto umano fondamentale ed inalienabile che può essere compresso solo con un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria nell’esercizio delle sue funzioni giurisdizionali. E’ evidente che tutti i verbali con cui sono state contestate centinaia di migliaia di infrazioni ai dicktat governativi sono illegittimi come sono illegittime ed incostituzionali le norme negli stessi richiamate e che avverso detti verbali i cittadini potranno inoltrare alle Prefetture competenti per territorio, per il tramite degli agenti accertatori (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Comunale) gli scritti difensivi previsti dall’art. artt. 17-18 L. 24.11.1981 n.689.E’ parimenti è pacifico che avverso le eventuale ordinanze-ingiunzioni che verranno emesse dai Prefetti i cittadini potranno proporre opposizione innanzi ai Giudici di Pace territorialmente competenti con buone possibilità di accoglimento e che in molti dei processi in cui sarà sollevata la questione di illegittimità costituzionale avverso gli atti amministrativi ed i decreti legge emanati dal premier Conte, quei procedimenti verranno sospesi e gli atti verranno rimessi alla Consulta per i provvedimenti di sua competenza che potrebbero sfociare in una dichiarazione di incostituzionalità e far crollare l’intera impalcatura costruita dal governo Conte per giustificare i poteri straordinari assunti contestualmente alla proclamazione dell’emergenza “coronavirus”, in spregio delle prerogative esclusive del Parlamento.Resta tuttavia l’amara constatazione che l’aver utilizzato tutto il personale destinato a tutelare l’ordine e la sicurezza dei cittadini per compiti che esulavano dal loro abituale servizio ha inutilmente vessato i cittadini, mortificato le Forze dell’Ordine, sguarnito dei presidi di legalità i centri storici e le periferie di ogni città ed accrescerà in un futuro molto vicino ed in maniera esponenziale il contenzioso giudiziario attraverso la sicura instaurazione di centinaia di migliaia di procedimenti civili (opposizioni alle sanzioni) e penali (prevalentemente resistenza a pubblico ufficiale ed abuso di potere, a seconda di chi sia il soggetto attivo e/o passivo del reato)In tale situazione e contesto normativo ricco di confusione e superficialità sorgono inevitabilmente degli interrogativi:1) Perchè il governo ha utilizzato strumentalmente le Forze dell’Ordine, distogliendole dai loro compiti istituzionali, in una sorta di vera e propria “campagna della caccia all’uomo”?2) Perché nei moduli di autocertificazione e/o autodichiarazione messi a disposizione del ministero dell’interno tra i motivi di giustificazione degli spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio oltre alle esigenze lavorative, alle situazioni di necessità o urgenza, ed ai motivi di salute non è stata aggiunta la più ampia previsione alternativa e disgiuntiva delle “ altre specifiche ragioni”, che pur esisteva nella legge?3) Perché nei moduli dei verbali in possesso delle Forze dell’Ordine tra i motivi di giustificazione degli spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio oltre alle esigenze lavorative, alle situazioni di necessità o urgenza, ed ai motivi di salute non è stata riportata l’ulteriore ipotesi delle “ altre specifiche ragioni”?Per chi è meno distratto e più attento a quello che accade quotidianamente e conseguentemente è abituato ad analizzare gli eventi che si sovrappongono con straordinaria velocità, le relative cause ed i successivi possibili sviluppi, le risposte sono elementari e consentono di comprendere che i nostri spazi di libertà si stanno restringendo a poco alla volta, che le persone stanno diventando soltanto dei numeri e che vengono spesso usate subdolamente per il raggiungimento di fini che non sempre coincidono con i loro interessi e con il bene comune. ... 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Lockdown, diritto alla libertà personale e sanzioni amministrative
Nello spirito di una corretta informazione utile e necessaria per conoscere le dinamiche dei fatti e degli eventi sottopongo a tutti alcuni spunti di riflessione sui provvedimenti governativi che di fatto hanno privato i cittadini italiani della libertà personale nel periodo del cd. Lockdown in palese violazione dell’art.13 Cost. dove è scritto a chiare lettere:
La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dellautorità giudiziaria [cfr. art. 111 c. 1, 2] e nei soli casi e modi previsti dalla legge [cfr. art. 25 c. 3].
• il Consiglio dei Ministri, con delibera 31 gennaio 2020, dichiarava “per 6 mesi dalla data del presente  provvedimento, lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso allinsorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”;
• con decreto-legge 25 marzo 2020 n.19 si prevede, all’art. 1, che “per contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus COVID-19, su specifiche parti del territorio nazionale ovvero, occorrendo, sulla totalità di esso, possono essere adottate, secondo quanto previsto dal presente decreto, una o più misure tra quelle di cui al comma 2, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020, termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, e con possibilità di modularne lapplicazione in aumento ovvero in diminuzione secondo landamento epidemiologico del predetto virus”;
• tra le misure di cui al comma n. 2 del precitato articolo sono ricomprese: “a) limitazione della circolazione delle persone, anche prevedendo limitazioni alla possibilità di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora se non per spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni;  ...; 
• con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 aprile 2020 (Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare lemergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sullintero territorio nazionale) si stabiliva che “lefficacia delle disposizioni dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri dell8, 9, 11 e 22 marzo  2020, nonché di quelle previste dallordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 e dallordinanza del 28 marzo 2020 adottata dal Ministro della salute di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ancora efficaci alla data del 3 aprile 2020 è prorogata fino al 13 aprile 2020”;
• la dizione  “O DA ALTRE SPECIFICHE RAGIONI” , prevista espressamente nel D.L. 19/2020, normativa tuttora in vigore, non è stata mai riportata nei verbali delle Forze dell’Ordine, né nei moduli dell’autocertificazione predisposti dal Ministero dell’Interno in cui si fa riferimento al Dpcm del 22.03.2020, atto quest’ultimo superato e privo di efficacia sul punto proprio dal D.L. 19/2020.  
4. Il legislatore all’art. 1 n.2 sub a) del DL n.19/2020 ha espressamente statuito, fra le fattispecie legittimanti che consentono lo spostamento dal proprio domicilio e/o residenza,  in aggiunta alle esigenze lavorative, alle situazioni di necessità o urgenza e ai motivi di salute, anche una ipotesi di chiusura sotto la specificazione  “altre specifiche ragioni”, con cui di tutta evidenza ha ritenuto di attenuare il rigore della restrizione della libertà, stante le notevoli censure di costituzionalità sollevate da eminenti giuristi, tenuto conto che non si può privare un cittadino del diritto alla libertà personale tutelata dall’art.13 Cost. in quanto quello della libertà personale è un diritto umano fondamentale ed inalienabile che può essere compresso solo con un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria nell’esercizio delle sue funzioni giurisdizionali. 
E’ evidente che tutti i verbali con cui sono state contestate centinaia di migliaia di infrazioni ai dicktat governativi sono illegittimi come sono illegittime ed incostituzionali le norme negli stessi richiamate e che avverso detti verbali i cittadini potranno inoltrare alle Prefetture competenti per territorio, per il tramite degli agenti accertatori (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Comunale) gli scritti difensivi previsti dall’art. artt. 17-18 L. 24.11.1981 n.689.
E’ parimenti è pacifico che avverso le eventuale ordinanze-ingiunzioni che verranno emesse dai Prefetti i cittadini potranno proporre opposizione innanzi ai Giudici di Pace territorialmente competenti con buone possibilità di accoglimento e che in molti dei processi in cui sarà sollevata la questione di illegittimità costituzionale avverso gli atti amministrativi ed i decreti legge emanati dal premier Conte, quei procedimenti verranno sospesi e gli atti verranno rimessi alla Consulta per i provvedimenti di sua competenza che potrebbero sfociare in una dichiarazione di incostituzionalità e far crollare l’intera impalcatura costruita dal governo Conte per giustificare i poteri straordinari assunti contestualmente alla proclamazione dell’emergenza “coronavirus”, in spregio delle prerogative esclusive del Parlamento.
Resta tuttavia l’amara constatazione che l’aver utilizzato tutto il personale destinato a tutelare l’ordine e la sicurezza dei cittadini per compiti che esulavano dal loro abituale servizio ha inutilmente vessato i cittadini, mortificato le Forze dell’Ordine, sguarnito dei presidi di legalità i centri storici e le periferie di ogni città ed accrescerà in un futuro molto vicino ed in maniera esponenziale il contenzioso giudiziario attraverso la sicura instaurazione di centinaia di migliaia di procedimenti civili (opposizioni alle sanzioni) e penali (prevalentemente resistenza a pubblico ufficiale ed abuso di potere, a seconda di chi sia il soggetto attivo e/o passivo del reato)
In tale situazione e contesto normativo ricco di confusione e superficialità sorgono inevitabilmente degli interrogativi:
1) Perchè il governo ha utilizzato strumentalmente le Forze dell’Ordine, distogliendole dai loro compiti istituzionali, in una sorta di vera e propria  “campagna della caccia all’uomo”?
2) Perché nei moduli di autocertificazione e/o autodichiarazione messi a disposizione del ministero dell’interno tra i motivi di giustificazione degli spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio oltre alle esigenze lavorative, alle situazioni di necessità o urgenza, ed ai motivi di salute non è stata aggiunta la più ampia previsione alternativa e disgiuntiva delle “ altre specifiche ragioni”, che pur esisteva nella legge?
3) Perché nei moduli dei verbali in possesso delle Forze dell’Ordine tra i motivi di giustificazione degli spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio oltre alle esigenze lavorative, alle situazioni di necessità o urgenza, ed ai motivi di salute non è stata riportata l’ulteriore ipotesi delle “ altre specifiche ragioni”?
Per chi è meno distratto e più attento a quello che accade quotidianamente e conseguentemente è abituato ad analizzare gli eventi che si sovrappongono con straordinaria velocità, le relative cause ed i successivi possibili sviluppi, le risposte sono elementari e consentono di comprendere che i nostri spazi di libertà si stanno restringendo a poco alla volta, che le persone stanno diventando soltanto dei numeri e che vengono spesso usate subdolamente per il raggiungimento di fini che non sempre coincidono con i loro interessi e con il bene comune.

5 giorni fa

Studio legale Lonoce

Lockdown, diritto alla libertà personale e sanzioni amministrativeLockdown, diritto alla libertà personale e sanzioni amministrativeNello spirito di una corretta informazione utile e necessaria per conoscere le dinamiche dei fatti e degli eventi sottopongo a tutti alcuni spunti di riflessione sui provvedimenti governativi che di fatto hanno privato i cittadini italiani della libertà personale nel periodo del cd. Lockdown in palese violazione dell’art.13 Cost. dove è scritto a chiare lettere:La libertà personale è inviolabile.Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c. 1, 2] e nei soli casi e modi previsti dalla legge [cfr. art. 25 c. 3].· il Consiglio dei Ministri, con delibera 31 gennaio 2020, dichiarava “per 6 mesi dalla data del presente provvedimento, lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”;· con decreto-legge 25 marzo 2020 n.19 si prevede, all’art. 1, che “per contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus COVID-19, su specifiche parti del territorio nazionale ovvero, occorrendo, sulla totalità di esso, possono essere adottate, secondo quanto previsto dal presente decreto, una o più misure tra quelle di cui al comma 2, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020, termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, e con possibilità di modularne l'applicazione in aumento ovvero in diminuzione secondo l'andamento epidemiologico del predetto virus”;· tra le misure di cui al comma n. 2 del precitato articolo sono ricomprese: “a) limitazione della circolazione delle persone, anche prevedendo limitazioni alla possibilità di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora se non per spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni; ...;· con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 aprile 2020 (Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale) si stabiliva che “l'efficacia delle disposizioni dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri dell'8, 9, 11 e 22 marzo 2020, nonché di quelle previste dall'ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 e dall'ordinanza del 28 marzo 2020 adottata dal Ministro della salute di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ancora efficaci alla data del 3 aprile 2020 è prorogata fino al 13 aprile 2020”;· la dizione “O DA ALTRE SPECIFICHE RAGIONI” , prevista espressamente nel D.L. 19/2020, normativa tuttora in vigore, non è stata mai riportata nei verbali delle Forze dell’Ordine, né nei moduli dell’autocertificazione predisposti dal Ministero dell’Interno in cui si fa riferimento al Dpcm del 22.03.2020, atto quest’ultimo superato e privo di efficacia sul punto proprio dal D.L. 19/2020.4. Il legislatore all’art. 1 n.2 sub a) del DL n.19/2020 ha espressamente statuito, fra le fattispecie legittimanti che consentono lo spostamento dal proprio domicilio e/o residenza, in aggiunta alle esigenze lavorative, alle situazioni di necessità o urgenza e ai motivi di salute, anche una ipotesi di chiusura sotto la specificazione “altre specifiche ragioni”, con cui di tutta evidenza ha ritenuto di attenuare il rigore della restrizione della libertà, stante le notevoli censure di costituzionalità sollevate da eminenti giuristi, tenuto conto che non si può privare un cittadino del diritto alla libertà personale tutelata dall’art.13 Cost. in quanto quello della libertà personale è un diritto umano fondamentale ed inalienabile che può essere compresso solo con un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria nell’esercizio delle sue funzioni giurisdizionali.E’ evidente che tutti i verbali con cui sono state contestate centinaia di migliaia di infrazioni ai dicktat governativi sono illegittimi come sono illegittime ed incostituzionali le norme negli stessi richiamate e che avverso detti verbali i cittadini potranno inoltrare alle Prefetture competenti per territorio, per il tramite degli agenti accertatori (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Comunale) gli scritti difensivi previsti dall’art. artt. 17-18 L. 24.11.1981 n.689.E’ parimenti è pacifico che avverso le eventuale ordinanze-ingiunzioni che verranno emesse dai Prefetti i cittadini potranno proporre opposizione innanzi ai Giudici di Pace territorialmente competenti con buone possibilità di accoglimento e che in molti dei processi in cui sarà sollevata la questione di illegittimità costituzionale avverso gli atti amministrativi ed i decreti legge emanati dal premier Conte, quei procedimenti verranno sospesi e gli atti verranno rimessi alla Consulta per i provvedimenti di sua competenza che potrebbero sfociare in una dichiarazione di incostituzionalità e far crollare l’intera impalcatura costruita dal governo Conte per giustificare i poteri straordinari assunti contestualmente alla proclamazione dell’emergenza “coronavirus”, in spregio delle prerogative esclusive del Parlamento.Resta tuttavia l’amara constatazione che l’aver utilizzato tutto il personale destinato a tutelare l’ordine e la sicurezza dei cittadini per compiti che esulavano dal loro abituale servizio ha inutilmente vessato i cittadini, mortificato le Forze dell’Ordine, sguarnito dei presidi di legalità i centri storici e le periferie di ogni città ed accrescerà in un futuro molto vicino ed in maniera esponenziale il contenzioso giudiziario attraverso la sicura instaurazione di centinaia di migliaia di procedimenti civili (opposizioni alle sanzioni) e penali (prevalentemente resistenza a pubblico ufficiale ed abuso di potere, a seconda di chi sia il soggetto attivo e/o passivo del reato)In tale situazione e contesto normativo ricco di confusione e superficialità sorgono inevitabilmente degli interrogativi:1) Perchè il governo ha utilizzato strumentalmente le Forze dell’Ordine, distogliendole dai loro compiti istituzionali, in una sorta di vera e propria “campagna della caccia all’uomo”?2) Perché nei moduli di autocertificazione e/o autodichiarazione messi a disposizione del ministero dell’interno tra i motivi di giustificazione degli spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio oltre alle esigenze lavorative, alle situazioni di necessità o urgenza, ed ai motivi di salute non è stata aggiunta la più ampia previsione alternativa e disgiuntiva delle “ altre specifiche ragioni”, che pur esisteva nella legge?3) Perché nei moduli dei verbali in possesso delle Forze dell’Ordine tra i motivi di giustificazione degli spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio oltre alleesigenze lavorative, alle situazioni di necessità o urgenza, ed ai motivi di salute non è stata riportata l’ulteriore ipotesi delle “ altre specifiche ragioni”?Per chi è meno distratto e più attento a quello che accade quotidianamente e conseguentemente è abituato ad analizzare gli eventi che si sovrappongono con straordinaria velocità, le relative cause ed i successivi possibili sviluppi, le risposte sono elementari e consentono di comprendere che i nostri spazi di libertà si stanno restringendo a poco alla volta, che le persone stanno diventando soltanto dei numeri e che vengono spesso usate subdolamente per il raggiungimento di fini che non sempre coincidono con i loro interessi e con il bene comune. ... 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Lockdown, diritto alla libertà personale e sanzioni amministrative

2 settimane fa

Studio legale Lonoce

La legge si applica per i nemici e si interpreta per gli amici?Il contenuto delle intercettazioni emerse nel contesto delle indagini sul dott. Luca Palamara e gli scambi di opinioni tra magistrati sulle iniziative giudiziarie da coltivare in danno del Sen. Matteo Salvini considerato quale un nemico da fermare destano non poche inquietudini sul significato ed il valore della autonomia e dell’indipendenza della magistratura. A Matteo Salvini viene contestato il reato di sequestro di persona per la condotta tenuta allorchè nelle sue funzioni di Ministro dell’Interno, nel rispetto delle leggi vigenti in materia di immigrazione clandestina, ha svolto precipui compiti ed ha assolto a precisi doveri del suo ufficio a tutela della sicurezza, anche di quella sanitaria, dei cittadini italiani. Appare per un verso singolare l’accanimento giudiziario contro chi in definitiva ha sempre avuto un comportamento conforme agli interessi dello Stato italiano e per l’altro desta meraviglia la totale inerzia e indifferenza verso chi in forza di una emergenza dichiarata con una delibera del consiglio dei ministri in cui è stata impropriamente invocata la legge sulla protezione civile ed in spregio di innumerevoli previsioni costituzionali ed in particolare degli articoli 2,13, 16, 17, 18, 19, 21 e 41 ha privato un intero popolo della libertà personale.Si ritiene utile soffermarsi su quello che il codice penale prevede in materia di libertà delle persone e di sequestro di persona, in due articoli: 289-bis e 605.Art. 289-bis. - Sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione.Chiunque, per finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico sequestra una persona è punito con la reclusione da venticinque a trenta anni.Se dal sequestro deriva comunque la morte, quale conseguenza non voluta dal reo, della persona sequestrata, il colpevole è punito con la reclusione di anni trenta.Se il colpevole cagiona la morte del sequestrato si applica la pena dell'ergastolo.Il concorrente che, dissociandosi dagli altri, si adopera in modo che il soggetto passivo riacquisti la libertà è punito con la reclusione da due a otto anni; se il soggetto passivo muore, in conseguenza del sequestro, dopo la liberazione, la pena è della reclusione da otto a diciotto anni.Quando ricorre una circostanza attenuante, alla pena prevista dal secondo comma è sostituita la reclusione da venti a ventiquattro anni; alla pena prevista dal terzo comma è sostituita la reclusione da ventiquattro a trenta anni. Se concorrono più circostanze attenuanti, la pena da applicare per effetto delle diminuzioni non può essere inferiore a dieci anni, nell'ipotesi prevista dal secondo comma, ed a quindici anni, nell'ipotesi prevista dal terzo comma.Esaminiamo tale interessante fattispecie delittuosa insieme al reato di sequestro di persona, trattandosi di condotte criminose con finalità diverse.Art. 605. -Sequestro di personaChiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni.Il sequestro di persona è un reato permanente che si perfeziona nel momento e nel luogo in cui la vittima sia stata privata della libertà.La privazione della libertà può aver luogo oltre che attraverso una azione del soggetto attivo del reato, anche con una omissione, come nel caso in cui la restrizione della libertà, in origine legittima, venga prolungata illegittimamente da chi aveva l’obbligo giuridico di liberare il soggetto ristretto, responsabilità derivante dal principio dell’equivalenza e del rapporto di causalità di cui all’ art.40 comma 2 c.p.Naturalmente per la configurazione del reato è necessario che la condotta riguardi una persona dissenziente e non consenziente, anche se nel caso di persone emotive e terrorizzate psicologicamente il dissenso può manifestarsi successivamente.Analizziamo quali sono gli strumenti per la privazione della libertà personaleIl delitto di sequestro di persona configura una tipica fattispecie a forma libera con la conseguenza che, per la sua integrazione, non si richiede l’uso di mezzi particolari (Cass. Pen., sez. V, sentenza 6 febbraio 1987, n. 1371, in Ius & Lex, 2004). Infatti la privazione della libertà personale della vittima può essere provocata non solo con l’uso di violenza fisica o di minaccia.La condotta dell’autore del sequestro può consistere anche nell’inganno che induce il soggetto passivo del reato ad “autoprivarsi della libertà”, a restare chiuso in casa facendogli credere l’esistenza di un pericolo inventato, come quello che uscendo da casa potrebbe contrarre una malattia epidemica.La giurisprudenza più recente (Cass. Pen., Sez. II, 15 marzo 2019, n. 11634) ha ritenuto che il delitto di sequestro di persona non implichi necessariamente che la condizione limitativa imposta alla libertà di movimento sia obiettivamente insuperabile, essendo sufficiente che l'attività anche meramente intimidatoria o l'apprestamento di misure dirette ad impedire o scoraggiare l'allontanamento dai luoghi ove si intende trattenere la vittima, sia idonea a determinare la privazione della libertà fisica di quest'ultima con riguardo, eventualmente, alle sue specifiche capacità di reazione.Per minaccia dobbiamo intendere la prospettazione di un male ingiusto e di notevole intensità, la cui verificazione dipende esclusivamente dalla volontà del colpevole. Come evidenziato dalla giurisprudenza, la minaccia sarà penalmente rilevante anche se non sia accompagnata da altri mezzi coercitivi, quando questa, per la forza intimidatrice di cui è portatrice, abbia avuto l’effetto di impedire la libertà di movimento della vittima. Come ha recentemente confermato la giurisprudenza di legittimità “Ai fini della configurabilità dell'elemento materiale del delitto di sequestro di persona, non è necessario che la costrizione si estrinsechi con mezzi fisici, dovendosi ritenere sufficiente anche una condotta che comporti una coazione di tipo psicologico, tale, in relazione alle particolari circostanze del caso, da privare la vittima della capacità di determinarsi ed agire secondo la propria autonoma ed indipendente volontà” (Cass. pen., Sez. I, 11 ottobre 2017, n. 46566).La costrizione, nel sequestro di persona, non deve necessariamente estrinsecarsi nell’utilizzo di mezzi fisici, adoperati contro la volontà del soggetto passivo, ben potendo manifestarsi nella forma della violenza morale che ricorre, pur in assenza di parole e di espliciti gesti intimidatori, in qualsiasi atteggiamento che, in relazione alle particolari circostanze, sia suscettibile di togliere alla persona offesa la capacità di determinarsi e di agire secondo la propria autonoma e indipendente volontà (Cass. Pen., sez. V, sentenza 19 aprile 2005, n. 14566).Infine in relazione all’elemento della durata, perché sia configurabile il delitto di sequestro di persona, si ritiene necessario che la privazione della libertà personale non sia momentanea ma si protragga per un tempo giuridicamente apprezzabile secondo la valutazione discrezionale del giudice (Cass. Pen., sez. V, sentenza 4 febbraio 2000, n. 5443).Dunque, un Ministro dell’Interno che, non consentendone lo sbarco, impedisce l’ingresso di clandestini nel territorio dello Stato commetterebbe il reato di sequestro di persona, mentre un Presidente del Consiglio che insieme ai suoi ministri delibera uno stato di emergenza con un atto amministrativo, invocando l’applicazione di una legge utilizzabile solo per le calamità naturali, come sono terremoti ed inondazioni ed assume dei pieni poteri che non gli vengono conferiti dal Parlamento e subito dopo decide di lasciare agli arresti domiciliari tutti i cittadini italiani e di sospendere quasi tutte le attività di lavoro e produzione, con conseguenti gravissimi ed irreparabili danni per tutti ed anche per l’economia nazionale, è totalmente esente da qualsivoglia responsabilità? Vogliamo accendere un faro anche su queste vicende ancora oscure? ... Leggi tuttoAccorcia

La legge si applica per i nemici e si interpreta per gli amici?
Il contenuto delle intercettazioni emerse nel contesto delle indagini sul dott. Luca Palamara e gli scambi di opinioni tra magistrati sulle iniziative giudiziarie da coltivare in danno del Sen. Matteo Salvini considerato quale un nemico da fermare destano non poche inquietudini sul significato ed il valore della autonomia e dell’indipendenza  della magistratura. 
A Matteo Salvini viene contestato il reato di sequestro di persona per la condotta tenuta allorchè nelle sue funzioni di Ministro dell’Interno, nel rispetto delle leggi vigenti in materia di immigrazione clandestina, ha svolto precipui compiti ed ha assolto a precisi doveri del suo ufficio a tutela della sicurezza, anche di quella sanitaria, dei cittadini italiani. 
Appare per un verso singolare l’accanimento giudiziario contro chi in definitiva ha sempre avuto un comportamento conforme agli interessi dello Stato italiano e per l’altro desta meraviglia la totale inerzia e indifferenza verso chi in forza di una emergenza dichiarata con una delibera del consiglio dei ministri in cui è stata impropriamente invocata la legge sulla protezione civile ed in spregio di innumerevoli previsioni costituzionali ed in particolare degli articoli 2,13, 16, 17, 18, 19, 21 e 41 ha privato un intero popolo della libertà personale.
Si ritiene utile soffermarsi su quello che il codice penale prevede in materia di libertà delle persone e di sequestro di persona, in due articoli: 289-bis e 605.
Art. 289-bis. - Sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione.
Chiunque, per finalità di terrorismo o di eversione dellordine democratico sequestra una persona è punito con la reclusione da venticinque a trenta anni.
Se dal sequestro deriva comunque la morte, quale conseguenza non voluta dal reo, della persona sequestrata, il colpevole è punito con la reclusione di anni trenta.
Se il colpevole cagiona la morte del sequestrato si applica la pena dellergastolo.
Il concorrente che, dissociandosi dagli altri, si adopera in modo che il soggetto passivo riacquisti la libertà è punito con la reclusione da due a otto anni; se il soggetto passivo muore, in conseguenza del sequestro, dopo la liberazione, la pena è della reclusione da otto a diciotto anni.
Quando ricorre una circostanza attenuante, alla pena prevista dal secondo comma è sostituita la reclusione da venti a ventiquattro anni; alla pena prevista dal terzo comma è sostituita la reclusione da ventiquattro a trenta anni. Se concorrono più circostanze attenuanti, la pena da applicare per effetto delle diminuzioni non può essere inferiore a dieci anni, nellipotesi prevista dal secondo comma, ed a quindici anni, nellipotesi prevista dal terzo comma.
Esaminiamo tale interessante fattispecie delittuosa insieme al reato di sequestro di persona, trattandosi di condotte criminose con finalità diverse.
Art. 605. -Sequestro di persona
Chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni.
Il sequestro di persona è un reato permanente che si perfeziona nel momento e nel luogo in cui la vittima sia stata privata della libertà.
La privazione della libertà può aver luogo oltre che attraverso una azione del soggetto attivo del reato, anche con una omissione, come nel caso in cui la restrizione della libertà, in origine legittima, venga prolungata illegittimamente da chi aveva l’obbligo giuridico di liberare il soggetto ristretto, responsabilità derivante dal principio dell’equivalenza e del rapporto di causalità di cui all’ art.40 comma 2 c.p.
Naturalmente per la configurazione del reato è necessario che la condotta riguardi una persona dissenziente e non consenziente, anche se nel caso di persone emotive e terrorizzate psicologicamente il dissenso può manifestarsi successivamente.
Analizziamo quali sono gli strumenti per la privazione della libertà personale
Il delitto di sequestro di persona configura una tipica fattispecie a forma libera con la conseguenza che, per la sua integrazione, non si richiede l’uso di mezzi particolari (Cass. Pen., sez. V, sentenza 6 febbraio 1987, n. 1371, in Ius & Lex, 2004). Infatti la privazione della libertà personale della vittima può essere provocata non solo con l’uso di violenza fisica o di minaccia.
La condotta dell’autore del sequestro può consistere anche nell’inganno che induce il soggetto passivo del reato ad “autoprivarsi della libertà”, a restare chiuso in casa facendogli credere l’esistenza di un pericolo inventato, come quello che uscendo da casa potrebbe contrarre una malattia epidemica.
La giurisprudenza più recente (Cass. Pen., Sez. II, 15 marzo 2019, n. 11634) ha ritenuto che il delitto di sequestro di persona non implichi necessariamente che la condizione limitativa imposta alla libertà di movimento sia obiettivamente insuperabile, essendo sufficiente che lattività anche meramente intimidatoria o lapprestamento di misure dirette ad impedire o scoraggiare lallontanamento dai luoghi ove si intende trattenere la vittima, sia idonea a determinare la privazione della libertà fisica di questultima con riguardo, eventualmente, alle sue specifiche capacità di reazione.
Per minaccia dobbiamo intendere la prospettazione di un male ingiusto e di notevole intensità, la cui verificazione dipende esclusivamente dalla volontà del colpevole. Come evidenziato dalla giurisprudenza, la minaccia sarà penalmente rilevante anche se non sia accompagnata da altri mezzi coercitivi, quando questa, per la forza intimidatrice di cui è portatrice, abbia avuto l’effetto di impedire la libertà di movimento della vittima. Come ha recentemente confermato la giurisprudenza di legittimità “Ai fini della configurabilità dellelemento materiale del delitto di sequestro di persona, non è necessario che la costrizione si estrinsechi con mezzi fisici, dovendosi ritenere sufficiente anche una condotta che comporti una coazione di tipo psicologico, tale, in relazione alle particolari circostanze del caso, da privare la vittima della capacità di determinarsi ed agire secondo la propria autonoma ed indipendente volontà” (Cass. pen., Sez. I, 11 ottobre 2017, n. 46566).
La costrizione, nel sequestro di persona, non deve necessariamente estrinsecarsi nell’utilizzo di mezzi fisici, adoperati contro la volontà del soggetto passivo, ben potendo manifestarsi nella forma della violenza morale che ricorre, pur in assenza di parole e di espliciti gesti intimidatori, in qualsiasi atteggiamento che, in relazione alle particolari circostanze, sia suscettibile di togliere alla persona offesa la capacità di determinarsi e di agire secondo la propria autonoma e indipendente volontà (Cass. Pen., sez. V, sentenza 19 aprile 2005, n. 14566).
Infine in relazione all’elemento della durata, perché sia configurabile il delitto di sequestro di persona, si ritiene necessario che la privazione della libertà personale non sia momentanea ma si protragga per un tempo giuridicamente apprezzabile secondo la valutazione discrezionale del giudice (Cass. Pen., sez. V, sentenza 4 febbraio 2000, n. 5443).
Dunque, un Ministro dell’Interno che, non consentendone lo sbarco, impedisce l’ingresso di clandestini nel territorio dello Stato commetterebbe il reato di sequestro di persona, mentre un Presidente del Consiglio che insieme ai suoi ministri delibera uno stato di emergenza con un atto amministrativo, invocando l’applicazione di una legge utilizzabile solo per le calamità naturali, come sono terremoti ed inondazioni ed assume dei pieni poteri che non gli vengono conferiti dal Parlamento e subito dopo decide di lasciare agli arresti domiciliari  tutti i cittadini italiani e di sospendere quasi tutte le attività di lavoro e produzione, con conseguenti gravissimi ed irreparabili danni per tutti ed anche per l’economia nazionale, è totalmente esente da qualsivoglia responsabilità? 
Vogliamo accendere un faro anche su queste vicende ancora oscure?

2 settimane fa

Studio legale Lonoce

La legge si applica per i nemici e si interpreta per gli amici?Il contenuto delle intercettazioni emerse nel contesto delle indagini sul dott. Luca Palamara e gli scambi di opinioni tra magistrati sulle iniziative giudiziarie da coltivare in danno del Sen. Matteo Salvini considerato quale un nemico da fermare destano non poche inquietudini sul significato ed il valore della autonomia e dell’indipendenza della magistratura.A Matteo Salvini viene contestato il reato di sequestro di persona per la condotta tenuta allorchè nelle sue funzioni di Ministro dell’Interno, nel rispetto delle leggi vigenti in materia di immigrazione clandestina, ha svolto precipui compiti ed ha assolto a precisi doveri del suo ufficio a tutela della sicurezza, anche di quella sanitaria, dei cittadini italiani.Appare per un verso singolare l’accanimento giudiziario contro chi in definitiva ha sempre avuto un comportamento conforme agli interessi dello Stato italiano e per l’altro desta meraviglia la totale inerzia e indifferenza verso chi in forza di una emergenza dichiarata con una delibera del consiglio dei ministri in cui è stata impropriamente invocata la legge sulla protezione civile ed in spregio di innumerevoli previsioni costituzionali ed in particolare degli articoli 2,13, 16, 17, 18, 19, 21 e 41 ha privato un intero popolo della libertà personale.Si ritiene utile soffermarsi su quello che il codice penale prevede in materia di libertà delle persone e di sequestro di persona, in due articoli: 289-bis e 605.Art. 289-bis. - Sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione.Chiunque, per finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico sequestra una persona è punito con la reclusione da venticinque a trenta anni.Se dal sequestro deriva comunque la morte, quale conseguenza non voluta dal reo, della persona sequestrata, il colpevole è punito con la reclusione di anni trenta.Se il colpevole cagiona la morte del sequestrato si applica la pena dell'ergastolo.Il concorrente che, dissociandosi dagli altri, si adopera in modo che il soggetto passivo riacquisti la libertà è punito con la reclusione da due a otto anni; se il soggetto passivo muore, in conseguenza del sequestro, dopo la liberazione, la pena è della reclusione da otto a diciotto anni.Quando ricorre una circostanza attenuante, alla pena prevista dal secondo comma è sostituita la reclusione da venti a ventiquattro anni; alla pena prevista dal terzo comma è sostituita la reclusione da ventiquattro a trenta anni. Se concorrono più circostanze attenuanti, la pena da applicare per effetto delle diminuzioni non può essere inferiore a dieci anni, nell'ipotesi prevista dal secondo comma, ed a quindici anni, nell'ipotesi prevista dal terzo comma.Esaminiamo tale interessante fattispecie delittuosa insieme al reato di sequestro di persona, trattandosi di condotte criminose con finalità diverse.Art. 605. -Sequestro di personaChiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni.Il sequestro di persona è un reato permanente che si perfeziona nel momento e nel luogo in cui la vittima sia stata privata della libertà.La privazione della libertà può aver luogo oltre che attraverso una azione del soggetto attivo del reato, anche con una omissione, come nel caso in cui la restrizione della libertà, in origine legittima, venga prolungata illegittimamente da chi aveva l’obbligo giuridico di liberare il soggetto ristretto, responsabilità derivante dal principio dell’equivalenza e del rapporto di causalità di cui all’ art.40 comma 2 c.p.Naturalmente per la configurazione del reato è necessario che la condotta riguardi una persona dissenziente e non consenziente, anche se nel caso di persone emotive e terrorizzate psicologicamente il dissenso può manifestarsi successivamente.Analizziamo quali sono gli strumenti per la privazione della libertà personaleIl delitto di sequestro di persona configura una tipica fattispecie a forma libera con la conseguenza che, per la sua integrazione, non si richiede l’uso di mezzi particolari (Cass. Pen., sez. V, sentenza 6 febbraio 1987, n. 1371, in Ius & Lex, 2004). Infatti la privazione della libertà personale della vittima può essere provocata non solo con l’uso di violenza fisica o di minaccia.La condotta dell’autore del sequestro può consistere anche nell’inganno che induce il soggetto passivo del reato ad “autoprivarsi della libertà”, a restare chiuso in casa facendogli credere l’esistenza di un pericolo inventato, come quello che uscendo da casa potrebbe contrarre una malattia epidemica.La giurisprudenza più recente (Cass. Pen., Sez. II, 15 marzo 2019, n. 11634) ha ritenuto che il delitto di sequestro di persona non implichi necessariamente che la condizione limitativa imposta alla libertà di movimento sia obiettivamente insuperabile, essendo sufficiente che l'attività anche meramente intimidatoria o l'apprestamento di misure dirette ad impedire o scoraggiare l'allontanamento dai luoghi ove si intende trattenere la vittima, sia idonea a determinare la privazione della libertà fisica di quest'ultima con riguardo, eventualmente, alle sue specifiche capacità di reazione.Per minaccia dobbiamo intendere la prospettazione di un male ingiusto e di notevole intensità, la cui verificazione dipende esclusivamente dalla volontà del colpevole. Come evidenziato dalla giurisprudenza, la minaccia sarà penalmente rilevante anche se non sia accompagnata da altri mezzi coercitivi, quando questa, per la forza intimidatrice di cui è portatrice, abbia avuto l’effetto di impedire la libertà di movimento della vittima. Come ha recentemente confermato la giurisprudenza di legittimità “Ai fini della configurabilità dell'elemento materiale del delitto di sequestro di persona, non è necessario che la costrizione si estrinsechi con mezzi fisici, dovendosi ritenere sufficiente anche una condotta che comporti una coazione di tipo psicologico, tale, in relazione alle particolari circostanze del caso, da privare la vittima della capacità di determinarsi ed agire secondo la propria autonoma ed indipendente volontà” (Cass. pen., Sez. I, 11 ottobre 2017, n. 46566).La costrizione, nel sequestro di persona, non deve necessariamente estrinsecarsi nell’utilizzo di mezzi fisici, adoperati contro la volontà del soggetto passivo, ben potendo manifestarsi nella forma della violenza morale che ricorre, pur in assenza di parole e di espliciti gesti intimidatori, in qualsiasi atteggiamento che, in relazione alle particolari circostanze, sia suscettibile di togliere alla persona offesa la capacità di determinarsi e di agire secondo la propria autonoma e indipendente volontà(Cass. Pen., sez. V, sentenza 19 aprile 2005, n. 14566).Infine in relazione all’elemento della durata, perché sia configurabile il delitto di sequestro di persona, si ritiene necessario che la privazione della libertà personale non sia momentanea ma si protragga per un tempo giuridicamente apprezzabile secondo la valutazione discrezionale del giudice (Cass. Pen., sez. V, sentenza 4 febbraio 2000, n. 5443).Dunque, un Ministro dell’Interno che, non consentendone lo sbarco, impedisce l’ingresso di clandestini nel territorio dello Stato commetterebbe il reato di sequestro di persona, mentre un Presidente del Consiglio che insieme ai suoi ministri delibera uno stato di emergenza con un atto amministrativo, invocando l’applicazione di una legge utilizzabile solo per le calamità naturali, come sono terremoti ed inondazioni ed assume dei pieni poteri che non gli vengono conferiti dal Parlamento e subito dopo decide di lasciare agli arresti domiciliari tutti i cittadini italiani e di sospendere quasi tutte le attività di lavoro e produzione, con conseguenti gravissimi ed irreparabili danni per tutti ed anche per l’economia nazionale, è totalmente esente da qualsivoglia responsabilità?Vogliamo accendere un faro anche su queste vicende ancora oscure? ... Leggi tuttoAccorcia

La legge si applica per i nemici e si interpreta per gli amici?

2 settimane fa

Studio legale Lonoce

L’Italia innanzitutto!Non avrei mai pensato di dover assistere a momenti di contrapposizione e di ostilità di Italiani contro Italiani.Ogni dittatura per conservare il suo potere assoluto ed illegittimo, ricorre sempre alla violenza, inizialmente solo a quella compulsiva, che può consistere anche nel terrorismo psicologico che mira ad inculcare in ognuno il timore della morte, quindi utilizza una frenetica e contraddittoria produzione di norme giuridiche per ingenerare l’incertezza del diritto e rafforzare così la sua autorità sui sudditi ed infine si affida alle forze dell’Ordine, elargendo loro qualche modesto aumento di stipendio, per incentivarne l’intervento.A questo punto sorge per ogni appartenente alle Forze dell'Ordine un problema etico: rispettare il giuramento prestato di fedeltà alla Costituzione, alle leggi, per la difesa della Patria e per la salvaguardia libere istituzioni e del pubblico bene, o diventare lo strumento di repressione contro ogni cittadino, cui vengono prepotentemente negati i diritti sanciti nella Costituzione, per consentire così al dittatore di turno di conservare il potere il più a lungo possibile, naturalmente fino a quando il Popolo glielo consentirà e la storia, per quanti la conoscono, è sempre maestra di vita e ci dice in anticipo cosa potrebbe avvenire.www.youtube.com/watch?v=lbQ_iH6xbbk ... Leggi tuttoAccorcia

L’Italia innanzitutto!

2 settimane fa

Studio legale Lonoce

L’Italia innanzitutto!Non avrei mai pensato di dover assistere a momenti di contrapposizione e di ostilità di Italiani contro Italiani. Ogni dittatura per conservare il suo potere assoluto ed illegittimo, ricorre sempre alla violenza, inizialmente solo a quella compulsiva, che può consistere anche nel terrorismo psicologico che mira ad inculcare in ognuno il timore della morte, quindi utilizza una frenetica e contraddittoria produzione di norme giuridiche per ingenerare l’incertezza del diritto e rafforzare così la sua autorità sui sudditi ed infine si affida alle forze dell’Ordine, elargendo loro qualche modesto aumento di stipendio, per incentivarne l’intervento.A questo punto sorge per ogni appartenente alle Forze dell'Ordine un problema etico: rispettare il giuramento prestato di fedeltà alla Costituzione, alle leggi, per la difesa della Patria e per la salvaguardia libere istituzioni e del pubblico bene, o diventare lo strumento di repressione contro ogni cittadino, cui vengono prepotentemente negati i diritti sanciti nella Costituzione, per consentire così al dittatore di turno di conservare il potere il più a lungo possibile, naturalmente fino a quando il Popolo glielo consentirà e la storia, per quanti la conoscono, è sempre maestra di vita e ci dice in anticipo cosa potrebbe avvenire.www.youtube.com/watch?v=lbQ_iH6xbbk ... Leggi tuttoAccorcia

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3 settimane fa

Studio legale Lonoce

La potenza di fuoco del TSOIl Trattamento Sanitario Obbligatorio(TSO) previsto dalla legge n.180 del 23 dicembre 1978 e successivamente negli artt.33, 34 e 35 della legge n.833/1978 nonostante l’apparente complessità dell’iter procedimentale, presenta zone grigie, ampia discrezionalità, è privo di contraddittorio, di adeguati spazi per l’esercizio del diritto di difesa ed espone ogni persona che vi è sottoposta (la vittima) a gravissimi pericoli.Il termine trattamento sanitario obbligatorio (TSO) fa riferimento ad una serie di interventi sanitari che possono essere impiegati in caso di motivata necessità ed urgenza e rifiuto al trattamento da parte del soggetto che deve ricevere assistenza.Spesso si associa il ricorso al TSO alla presenza di patologie psichiatriche, ma in concreto il TSO può essere disposto per qualsiasi causa sanitaria, anche nel caso di malattie infettive in cui il rifiuto di un trattamento sanitario potrebbe rappresentare una minaccia per la salute pubblica.Il procedimento per un TSO, inizia con una proposta motivata di due medici, di cui almeno uno appartenente alla Asl territorialmente competente, ed è disposto con ordinanza del Sindaco del Comune di residenza, o del Comune dove la persona temporaneamente si trova, in presenza di tre condizioni:1) Esistenza di necessità e urgenza non differibile2) Rifiuto dell'intervento dei sanitari;3) Impossibilità di tempestiva adozione di misure extra-ospedaliere.Una volta emanata l’ordinanza sindacale, il paziente viene trasportato in una struttura ospedaliera in cui vi sia un Centro di Salute Mentale (CSM) con l’ausilio di un servizio di emergenza extra-ospedaliero e con l’intervento della polizia locale del comune di riferimento.La procedura si conclude con la convalida del provvedimento del sindaco da parte del giudice tutelare competente per territorio il quale deve ricevere gli atti entro 48 ore dalla adozione del provvedimento del sindaco.Nell’ipotesi in cui non sussistano tutte e tre le condizioni richieste, ma solo le prime due, il sindaco può optare per un TSO extra-ospedaliero, anche domiciliare.In uno Stato in cui non esiste più una reale democrazia e la Costituzione è stata sospesa l’esistenza di uno strumento come il TSO assai poco garantista desta non poca inquietudine perché potrebbe trasformarsi in una vera e propria potenza di fuoco, una vera e propria arma per eliminare ogni forma di opposizione al regime.Addirittura dove non siano presenti dei centri di salute mentale, in cui dovrebbe essere uno psichiatra l’unico preposto alla verifica delle condizioni per l’attivazione della procedura, qualsiasi medico è abilitato al riconoscimento della presenza di “alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici” (Art.34, comma 4 L.833/78).La vicenda di Ravanusa (AG) che ha visto coinvolto lo scorso 2 maggio il giovane Dario Musso costituisce la prova del grave pericolo che può scaturire da uno strumento, quale il TSO, nelle mani di chi potrebbe utilizzarlo come strumento di educazione coatta e di soggezione al dogma del pensiero unico in una nuova società che non avrebbe niente di diverso rispetto alla Germania ai tempi del nazismo dell’Unione Sovietica del periodo staliniano.www.youtube.com/watch?v=KxmL1PJtIeg&feature=youtu.be&fbclid=IwAR23lwhvPOEKUvzDdRbdBSw8pkLHUtbXWBK... ... Leggi tuttoAccorcia

La potenza di fuoco del TSO

3 settimane fa

Studio legale Lonoce

La figura dell’Avvocato e con essa di chi è preposto dall’art.24 della Costituzione alla difesa dei diritti di tutti, è stata cancellata per decreto e svilita al rango di un utente qualsiasi del servizio giustizia.Tuttavia, nel contempo l’Avvocato, allontanato per decreto dai Tribunali e dalle aule di udienza, troverà idoneo collocamento nella Carta costituzionale dove grazie alla potenza di fuoco degli organismi che istituzionalmente rappresentano l’Avvocatura, finirà per assomigliare ad un soprammobile, quasi fosse un residuato d’altri tempi, destinato quanto prima a finire in discarica.Gli Avvocati italiani, in primis quelli che siedono sugli scranni parlamentari, non hanno fatto e non fanno nulla e sono inerti a fronte di quello che non è solo il genocidio della classe forense, quanto, e questo è ancor più grave, il genocidio del diritto di difesa che è alla base di uno Stato di diritto e quindi di una autentica democrazia. ... Leggi tuttoAccorcia

La figura dell’Avvocato e con essa di chi è preposto dall’art.24 della Costituzione alla difesa dei diritti di tutti, è stata cancellata per decreto e svilita al rango di un utente qualsiasi del servizio giustizia.

Tuttavia, nel contempo l’Avvocato, allontanato per decreto dai Tribunali e dalle aule di udienza, troverà idoneo collocamento nella Carta costituzionale dove grazie alla potenza di fuoco degli organismi che istituzionalmente rappresentano l’Avvocatura, finirà per assomigliare ad un soprammobile, quasi fosse un residuato d’altri tempi, destinato quanto prima a finire in discarica.

Gli Avvocati italiani, in primis quelli che siedono sugli scranni parlamentari, non hanno fatto e non fanno nulla e sono inerti a fronte di quello che non è solo il genocidio della classe forense, quanto, e questo è ancor più grave, il genocidio del diritto di difesa che è alla base di uno Stato di diritto e quindi di una autentica democrazia.
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