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IL MITO DELLA CAVERNA DI CUI PARLAVA IL FILOSOFO PLATONE, PUO' CONSIDERARSI ANCORA ATTUALE?Immaginiamo delle persone chiuse in una caverna, con le gambe ed il collo incatenati in modo da non poter volgere lo sguardo indietro, dove arde un fuoco. Tra la luce del fuoco e gli incatenati, si trova un muro che li separa da altre persone che invece sono libere e vivono la loro quotidianità. Le persone incatenate non possono conoscere nulla circa quella che è la vita degli altri che vivono aldilà del muro perché ne vedono solo l'ombra proiettata dal fuoco sulla parete di fronte e sentono soltanto l'eco delle loro voci e tutto questo fa loro credere che sia quella la realtà. Tuttavia se uno o più degli incatenati avessero la forza per liberarsi dalle catene potrebbero volgere lo sguardo dietro di loro e vedere finalmente il fuoco, venire così a conoscenza dell'esistenza delle persone oltre il muro di cui prima vedevano solo le ombre. In un primo momento, le persone che sono riuscite a liberarsi, verrebbero abbagliate dalla luce, in quanto la visione di tutte le cose illuminate dalla luce del sole la spiazzerebbe per via dell'abitudine a vedere soltanto ombre nel corso del lungo tempo trascorso costretti dalle catene, ma avrebbero il dovere di mettere al corrente i loro compagni di prigionia ancora incatenati. Questi ultimi, in un primo momento, riderebbero di loro, ma chi è ormai libero non tornerebbe mai più indietro e non accetterebbe più di limitarsi, come invece faceva prima, alla sola visione di ombre che credeva essere realtà e che invece ha appreso non esser vero. ... Leggi tuttoAccorcia

IL MITO DELLA CAVERNA DI CUI PARLAVA IL FILOSOFO PLATONE, PUO CONSIDERARSI ANCORA ATTUALE?
Immaginiamo delle persone chiuse in una caverna, con le gambe ed il collo incatenati in modo da non poter volgere lo sguardo indietro, dove arde un fuoco. 
Tra la luce del fuoco e gli incatenati, si trova un muro che li separa da altre persone che invece sono libere e vivono la loro quotidianità. 
Le persone incatenate non possono conoscere nulla circa quella che è la vita degli altri che vivono aldilà del muro perché ne vedono solo lombra proiettata dal fuoco sulla parete di fronte e sentono soltanto leco delle loro voci e tutto questo fa loro credere che sia quella la realtà. 
Tuttavia se uno o più degli incatenati avessero la forza per liberarsi dalle catene potrebbero volgere lo sguardo dietro di loro e vedere finalmente il fuoco, venire così a conoscenza dellesistenza delle persone oltre il muro di cui prima vedevano solo le ombre. 
In un primo momento, le persone che sono riuscite a liberarsi, verrebbero abbagliate dalla luce, in quanto la visione di tutte le cose illuminate dalla luce del sole la spiazzerebbe per via dellabitudine a vedere soltanto ombre nel corso del lungo tempo trascorso costretti dalle catene, ma avrebbero il dovere di mettere al corrente i loro compagni di prigionia ancora incatenati. Questi ultimi, in un primo momento, riderebbero di loro, ma chi è ormai libero non tornerebbe mai più indietro e non accetterebbe più di limitarsi, come invece faceva prima, alla sola visione di ombre che credeva essere realtà e che invece ha appreso non esser vero.

1 settimana fa

Studio legale Lonoce

RESTIAMO LIBERILa libertà di pensiero e di parola dovrebbero essere alla base di ogni democrazia, una loro riduzione o eliminazione significa che sta accadendo qualcosa di inquietante e di pericoloso per la nostra libertà.Oggi più che mai riaffiora nella sua attualità e drammaticità il pensiero di GEORGE WASHINGTON, Padre fondatore della Nazione americana e primo presidente degli Stati Uniti d'America: "Se ci viene tolta la libertà di parola, noi, muti e silenziosi, saremo trascinati come pecore al macello". ... Leggi tuttoAccorcia

RESTIAMO LIBERI
La libertà di pensiero e di parola dovrebbero essere alla base di ogni democrazia, una loro riduzione o eliminazione  significa che sta accadendo qualcosa di inquietante e di pericoloso per la nostra libertà.
Oggi più che mai riaffiora nella sua attualità e drammaticità il pensiero di GEORGE WASHINGTON,  Padre fondatore della Nazione americana e primo presidente degli Stati Uniti dAmerica: 
Se ci viene tolta la libertà di parola, noi, muti e silenziosi, saremo trascinati come pecore al macello.

2 settimane fa

Studio legale Lonoce

I cittadini che stanno sistematicamente subendo danni ingiusti da parte di pubblici ufficiali che, ritenendo di beneficiare di uno scudo penale, con le loro condotte violano la legge, devono sapere che possono ed anzi devono cominciare a depositare presso le Procure della Repubblica le loro circonstanziate e documentate denunce affinché ogni comportamento penalmente illecito sia perseguito a norma di legge.Per i meno abbienti c’è l’istituto del gratuito patrocinio che consente di utilizzare gli avvocati iscritti nel relativo elenco, i quali verranno poi retribuiti dallo Stato.Ecco il dispositivo, come modificato dall’art.23 del d.l. n.76/2020, del vigente reato che più frequentemente viene commesso dai pubblici ufficiali :Art. 323 Codice Penale - ABUSO DI UFFICIO“Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno carattere di rilevante gravità.”Trattasi di reato procedibile d'ufficio, che prevede l’arresto facoltativo ed è di competenza del Tribunale Penale Collegiale. ... Leggi tuttoAccorcia

I cittadini che stanno sistematicamente subendo danni ingiusti da parte di pubblici ufficiali che, ritenendo di beneficiare di uno scudo penale, con le loro condotte violano la legge, devono sapere che possono ed anzi devono cominciare a depositare presso le Procure della Repubblica le loro circonstanziate e documentate denunce affinché ogni comportamento penalmente illecito sia perseguito a norma di legge.
Per i meno abbienti c’è l’istituto del gratuito patrocinio che consente di utilizzare gli avvocati iscritti nel relativo elenco, i quali verranno poi retribuiti dallo Stato.
Ecco il dispositivo, come modificato dall’art.23 del d.l. n.76/2020, del vigente reato che più frequentemente viene commesso dai pubblici ufficiali :
Art. 323 Codice Penale - ABUSO DI UFFICIO
“Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o lincaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.
La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno carattere di rilevante gravità.”
Trattasi di reato procedibile dufficio, che prevede l’arresto facoltativo ed è di competenza del Tribunale Penale Collegiale.

I CITTADINI NON ABBIANO PIU’ PAURALe Forze dell’Ordine non devono essere impiegate per dare esecuzione ad ordini illegittimi, né possono a loro volta violare impunemente la legge penale.Rientra tra i doveri del loro ufficio sapere che nella gerarchia delle fonti del diritto al primo posto, quale fonte primaria, vi è la Costituzione, poi le leggi costituzionali, seguite dai regolamenti dell’Unione europea, dalla legge formale e dalla legge regionale, quali fonti secondarie, vi sono infine i regolamenti e gli atti altri amministrativi quali sono le delibere del consiglio dei ministri, i Dpcm, le ordinanze ministeriali e le ordinanze dei presidenti delle giunte regionali e dei sindaci. La nostra Costituzione sancisce all’art.13 che la libertà personale è inviolabile e che solo con atto motivato dell’Autorità Giudiziaria e nei soli casi previsti dalla legge ne possa essere prevista una restrizione.Inoltre l’art.16 Cost. tutela la libertà di movimento che può essere limitata solo con legge.Infine l’art.32 Cost. sancisce che nessuno possa essere obbligato a un determinato trattamento sanitario contro la sua volontà se non per disposizione di legge ed a tale proposito dovrebbe essere pacifico che l’utilizzo di una mascherina che sottrae parte dell’ossigeno e fa respirare la propria anidride carbonica sia equiparabile ad un trattamento sanitario in quanto passibile di inficiare la salute di chi la indossa.Le Forze dell’Ordine non possono obbligare un cittadino che circola da solo rispettando il dovuto distanziamento ad usare la mascherina in quanto, a parte gli altri aspetti di natura penale che illustrerò in appresso, non esiste l’obbligo generale di indossarla, ma quello di tenerla con sé, infatti l’art.1 del decreto legge n.125/2020, sotto il titolo: “misure urgenti strettamente connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza da covid-19, così recita: 1. all'articolo 1 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, le parole: «15 ottobre 2020» sono sostituite dalle seguenti: «31 gennaio 2021»; b) al comma 2, dopo la lettera hh) e' aggiunta la seguente:«hh-bis) obbligo di avere sempre con se' dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con possibilita' di prevederne l'obbligatorieta' dell'utilizzo nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all'aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attivita' economiche, produttive, amministrative e sociali, nonche' delle linee guida per il consumo di cibi e bevande, omissis…”.Polizia comunale, Polizia di Stato, Finanzieri e Carabinieri dovrebbero conoscere più di qualsiasi altro comune cittadino, che non sia un operatore del diritto, le leggi penali vigenti, quindi anche il citato decreto legge e dovrebbero sapere che coloro che hanno preteso l’estensione dell’uso delle mascherine su tutto il territorio non hanno tenuto conto del fatto che nel nostro ordinamento penale la legge vieta di comparire in luoghi pubblici con il volto coperto in modo da non consentire il riconoscimento del soggetto, come si evince dall’art.85 del TULPS (Testo Unico sulle leggi di Pubblica Sicurezza) approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773 il quale, prevede: “È vietato comparire mascherato in luogo pubblico”. Vi è inoltre la legge 22 maggio 1975, n. 152 (legge Reale) modificata dall’articolo 113, comma 4, della legge 24 novembre 1981, n. 689 e successivamente dall’articolo 10, comma 4-bis, del D.L. 27 luglio 2005, n. 144, nonché dall’articolo 2 della legge 8 agosto 1977, n. 533 ) «Disposizioni a tutela dell’ordine pubblico», che all’articolo 5, dispone: “È vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. È in ogni caso vietato l’uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne quelle di carattere sportivo che tale uso comportino.Il contravventore e’ punito con l’arresto da uno a due anni e con l’ammenda da 1.000 a 2.000 euro. Per la contravvenzione di cui al presente articolo è facoltativo l’arresto in flagranza”.Pertanto il Pubblico Ufficiale che, abusando della sua autorità, impone fuori dei casi espressamente previsti dalla legge che un cittadino indossi la mascherina viola le seguenti norme penali:art. 323 Codice Penale – Abuso di ufficio“Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno carattere di rilevante gravità.”Art. 415 codice penale - Istigazione a disobbedire alle leggi“Chiunque pubblicamente istiga alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico, ovvero all’odio fra le classi sociali, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.”Sotto altro profilo, gli stessi Pubblici Ufficiali che in presenza di persone che circolano indisturbate in luogo pubblico con il volto travisato in modo tale da non consentirne il riconoscimento non intervengono, commettono il reato di omissioni di atti d’ufficio, in quanto hanno l’obbligo giuridico di fermarle, identificarle e segnalarle all’Autorità Giudiziaria.Art.328 codice penale - Rifiuto di atti d'ufficio. Omissione.“Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.”Fatta questa premessa, occorre ora che i cittadini non abbiano più alcun timore e comincino a DENUNZIARE ALL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA TUTTI I PUBBLICI UFFICIALI CHE VIOLANO LA LEGGE E SE NECESSARIO ANCHE I LORO SUPERIORI GERARCHICI OGNIQUALVOLTA ABBIANO IMPARTITO ORDINI ILLEGITTIMI, AFFINCHÈ SIANO TUTTI PERSEGUITI NEI MODI E TERMINI DI LEGGE TUTTE LE VOLTE IN CUI EMERGANO SERI PROFILI DI RESPONSABILITÀ PENALE A LORO CARICO. Fortunatamente ancora esistono in Italia Magistrati ed Avvocati che non sono mai venuti meno ai rispettivi giuramenti: “Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e di adempiere con coscienza i doveri inerenti al mio ufficio”, quello dei Magistrati) e "Giuro di adempiere ai miei doveri professionali con lealtà, onore e diligenza per i fini della giustizia e per gli interessi superiori della Nazione" (quello degli Avvocati). Magistrati ed Avvocati, ognuno nel ruolo e nelle funzioni da ciascuno svolte, hanno il dovere di presidiare la legalità e garantire la sopravvivenza dello Stato di diritto. www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/07/20G00144/sg.www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1931-06-18;773!vig=www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1977/08/20/077U0533/sg ... Leggi tuttoAccorcia

I CITTADINI NON ABBIANO PIU’ PAURA
Le Forze dell’Ordine non devono essere impiegate per dare esecuzione ad ordini illegittimi, né possono a loro volta violare impunemente la legge penale.
Rientra tra i doveri del loro ufficio sapere che nella gerarchia delle fonti del diritto al primo posto, quale fonte primaria, vi è la Costituzione, poi le leggi costituzionali, seguite dai regolamenti dell’Unione europea, dalla legge formale e dalla legge regionale, quali fonti secondarie, vi sono infine i regolamenti e gli atti altri amministrativi quali sono le delibere del consiglio dei ministri, i Dpcm, le ordinanze ministeriali e le ordinanze dei presidenti delle giunte regionali e dei sindaci. 
La nostra Costituzione sancisce all’art.13 che la libertà personale è inviolabile e che solo con atto motivato dell’Autorità Giudiziaria e nei soli casi previsti dalla legge ne possa essere prevista una restrizione.
Inoltre l’art.16 Cost.  tutela la libertà di movimento che può essere limitata solo con legge.
Infine l’art.32 Cost. sancisce che nessuno possa essere obbligato a un determinato trattamento sanitario contro la sua volontà se non per disposizione di legge ed a tale proposito dovrebbe essere pacifico che l’utilizzo di una  mascherina che sottrae parte dell’ossigeno e fa respirare la propria anidride carbonica  sia equiparabile ad un trattamento sanitario in quanto passibile di inficiare la salute di chi la indossa.
Le Forze dell’Ordine non possono obbligare un cittadino che circola da solo rispettando il dovuto distanziamento ad usare la mascherina in quanto, a parte gli altri aspetti di natura penale che illustrerò in appresso, non esiste l’obbligo generale di indossarla, ma quello di tenerla con sé, infatti l’art.1 del decreto legge n.125/2020,  sotto il titolo: “misure  urgenti  strettamente   connesse   con   la   proroga   della   dichiarazione dello stato di emergenza da covid-19, così recita: 
1.  allarticolo  1  del  decreto-legge  25  marzo  2020,  n.   19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n.  35, sono apportate le seguenti modificazioni:     
a) al comma 1, le parole: «15 ottobre 2020» sono sostituite dalle seguenti: «31 gennaio 2021»;     
b) al comma 2, dopo la  lettera  hh)  e  aggiunta  la  seguente:«hh-bis) obbligo di avere sempre con se  dispositivi  di  protezione delle   vie   respiratorie,   con    possibilita    di    prevederne lobbligatorieta dellutilizzo nei luoghi al  chiuso  diversi  dalle abitazioni private e in tutti i luoghi  allaperto  a  eccezione  dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per  le  circostanze di fatto,  sia  garantita  in  modo  continuativo  la  condizione  di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee  guida  anti-contagio  previsti  per  le attivita economiche, produttive, amministrative e  sociali,  nonche delle linee guida per il consumo di cibi e bevande, omissis…”.
Polizia comunale, Polizia di Stato, Finanzieri e Carabinieri dovrebbero conoscere più di qualsiasi altro comune cittadino, che non sia un operatore del diritto, le leggi penali vigenti, quindi anche il citato decreto legge e dovrebbero sapere che coloro che hanno preteso l’estensione dell’uso delle mascherine su tutto il territorio non hanno tenuto conto del fatto che nel nostro ordinamento penale la legge vieta di comparire in luoghi pubblici con il volto coperto in modo da non consentire il riconoscimento del soggetto, come si evince dall’art.85 del TULPS (Testo Unico sulle leggi di Pubblica Sicurezza) approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773 il quale, prevede: “È vietato comparire mascherato in luogo pubblico”.  
Vi è inoltre la legge 22 maggio 1975, n. 152 (legge Reale) modificata dall’articolo 113, comma 4, della legge 24 novembre 1981, n. 689 e successivamente dall’articolo 10, comma 4-bis, del D.L. 27 luglio 2005, n. 144, nonché  dall’articolo 2 della legge 8 agosto 1977, n. 533 ) «Disposizioni a tutela dell’ordine pubblico», che all’articolo 5, dispone:  “È vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. È in ogni caso vietato l’uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne quelle di carattere sportivo che tale uso comportino.
Il contravventore e’ punito con l’arresto da uno a due anni e con l’ammenda da 1.000 a 2.000 euro. Per la contravvenzione di cui al presente articolo è facoltativo l’arresto in flagranza”.
Pertanto il Pubblico Ufficiale che, abusando della sua autorità, impone fuori dei casi espressamente previsti dalla legge che un cittadino indossi la mascherina viola le seguenti norme penali:
art. 323 Codice Penale – Abuso di ufficio
“Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o lincaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.
La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno carattere di rilevante gravità.”
Art. 415 codice penale - Istigazione a disobbedire alle leggi
“Chiunque pubblicamente istiga alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico, ovvero all’odio fra le classi sociali, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.”
Sotto altro profilo, gli stessi Pubblici Ufficiali che in presenza di persone che circolano indisturbate in luogo pubblico con il volto travisato in modo tale da non consentirne il riconoscimento non intervengono, commettono il reato di omissioni di atti d’ufficio, in quanto hanno l’obbligo giuridico di fermarle, identificarle e segnalarle all’Autorità Giudiziaria.
Art.328 codice penale - Rifiuto di atti dufficio. Omissione.
“Il pubblico ufficiale o lincaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.”
Fatta questa premessa, occorre ora che i cittadini non abbiano più alcun timore e comincino a DENUNZIARE ALL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA TUTTI I PUBBLICI UFFICIALI CHE VIOLANO LA LEGGE E SE NECESSARIO ANCHE I LORO SUPERIORI GERARCHICI OGNIQUALVOLTA ABBIANO IMPARTITO ORDINI ILLEGITTIMI, AFFINCHÈ SIANO TUTTI PERSEGUITI NEI MODI E TERMINI DI LEGGE TUTTE LE VOLTE IN CUI EMERGANO SERI PROFILI DI RESPONSABILITÀ PENALE A LORO CARICO. 
Fortunatamente ancora esistono in Italia Magistrati ed Avvocati che non sono mai venuti meno ai rispettivi giuramenti: “Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e di adempiere con coscienza i doveri inerenti al mio ufficio”, quello dei Magistrati) e Giuro di adempiere ai miei doveri professionali con lealtà, onore e diligenza per i fini della giustizia e per gli interessi superiori della Nazione (quello degli Avvocati). 
Magistrati ed Avvocati, ognuno nel ruolo e nelle funzioni da ciascuno svolte, hanno il dovere di presidiare la legalità e garantire la sopravvivenza dello Stato di diritto.
 
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/07/20G00144/sg.
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1931-06-18;773!vig=
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1977/08/20/077U0533/sg

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OPERAZIONE "BLUFF PRONTO SOCCORSO PIENO" Ecco alcuni dei video pervenuti a proposito del GRANDE INGANNO SANITARIO sulla pelle del Popolo. So già che vi arrabbierete, ma a giusta ragione. La magistratura deve indagare. Ma non finisce qui. Saranno seguite anche le ambulanze per sbugiardare la messinscena delle emergenze fasulle. Processeremo tutti coloro i quali si stanno prestando a questa azione criminale: certi medici, certi infermieri, certi docenti, certi dirigenti scolastici e TUTTI I PARLAMENTARI, assieme al governicchio criminale! m.facebook.com/story.php?story_fbid=1282734678792216&id=100011670885724 Ospedale regionale "TORRETTE" m.facebook.com/story.php?story_fbid=1282737242125293&id=100011670885724 Ospedale di Modena m.facebook.com/story.php?story_fbid=1282730565459294&id=100011670885724 Ospedale di Como m.facebook.com/story.php?story_fbid=1282740032125014&id=100011670885724 Ospedale di Garbagnate m.facebook.com/story.php?story_fbid=1282718672127150&id=100011670885724 Ospedale di Bergamo m.facebook.com/story.php?story_fbid=188039062853431&id=100049420161783 Ospedale San Raffaele (MI) m.facebook.com/story.php?story_fbid=1282723285460022&id=100011670885724 Ospedale di Bologna m.facebook.com/story.php… Ospedale di Galatina (LE) m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220431799999144&id=1055636451 Ospedale di Torino m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220433533402478&id=1055636451 Osp San Carlo - MILANO m.facebook.com/story.php?story_fbid=2998467150391395&id=100006844188892 Osp. San Martino - Genova m.facebook.com/story.php?story_fbid=10221938336721945&id=1665366614 Osp. di Marino - ROMA m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220433636285050&id=1055636451 Osp. Acireale - CATANIA www.facebook.com/111158873621861/posts/394433581961054/ Osp. di Partinico - PALERMO m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220433676126046&id=1055636451 Policlinico - Napoli m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220433689966392&id=1055636451 Osp. VILLA SOFIA - PALERMO m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220433712606958&id=1055636451 Osp. GARIBALDI NESIMA - CATANIA m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220433737607583&id=1055636451 Osp. GARBAGNATE MILANESE m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220433771928441&id=1055636451 Osp. di GALLIERA - GENOVA m.facebook.com/story.php?story_fbid=761840967701428&id=100016265949701 27 video di 27 ospedali

IL DECRETO-LEGGE N.125/2020 PRESENTA MANIFESTE E PALESI CRITICITÀ, MA SOLO UN PARLAMENTO AUTOREVOLE E CONSAPEVOLE DELLE SUE FUNZIONI DI RAPPRESENTANZA DELLA NAZIONE PUÒ INTERVENIRE.Il contenuto del decreto-legge 7 marzo 2020 approvato grazie anche alla deliberata assenza delle opposizioni presenta degli aspetti che non possono non suscitare profonde preoccupazioni per l’assetto democratico e costituzionale della nostra Nazione.Come dirò in appresso, qui non si tratta soltanto della questione, pure essa importante, della prevenzione di un’epidemia, attraverso l’uso delle disposizioni protettive delle vie respiratorie, in relazione alla quale occorre rimarcare che, contrariamente a quanto ampiamente diffuso da ambienti governativi, non è stato disposto un obbligo generalizzato dell’uso della mascherina all’aperto.Infatti nell’applicazione della legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse.Se quello che è contenuto nel decreto legge 125/2020 ha un significato letterale e logico, vi è scritto soltanto l’obbligo di avere sempre con sé la mascherina e di utilizzarla in particolari contesti, come luoghi affollati in cui non si può mantenere tra le persone una distanza di sicurezza, dal momento che all’art.1 , lettera b) vi è scritto: “al comma 2, dopo la lettera hh) è aggiunta la seguente: «hh -bis ) obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi ….. omissis……Sempre con l’art.1 del citato decreto-legge l’emergenza e con la stessa i pieni poteri, vengono prorogati fino al 31 gennaio 2021, usando surrettiziamente la seguente formulazione:nella lettera a) al comma 1, le parole: «15 ottobre 2020» sono sostituite dalle seguenti: «31 gennaio 2021».Naturalmente c’è da aspettarsi che prima della scadenza del 31 gennaio 2021, per ragioni di esclusiva opportunità e convenienza politica venga disposta una ulteriore proroga di 12 mesi sia dell’emergenza, che dei pieni poteri, come è consentito dall’art.24 n.3 del D.lgs. n.1/2018 sulla Protezione civile impropriamente applicato dal presidente del consiglio prof.avv. Giuseppe Conte e dai suoi ministri nella delibera di consiglio del 31 gennaio 2020, che di fatto ha esautorato totalmente il Parlamento italiano, i cui componenti appaiono praticamente incapaci di reagire dinnanzi a quella che potrebbe essere definita una vera e propria eversione in violazione delle previsioni di cui agli artt.138 e 139 della nostra Costituzione.Non occorre essere un costituzionalista per comprendere che una emergenza sanitaria non è equiparabile allo stato di guerra, in cui in forza dell’art.78 Cost. le Camere conferiscono al governo i poteri necessari.Come ha affermato la dr.ssa Marta Cartabia, all’epoca presidente della Corte Costituzionale, nel corso della relazione annuale del 28 aprile 2020, pur essendosi trovata l’Italia dinnanzi ad una situazione inedita ed imprevedibile che imponeva di assicurare con urgenza la tutela prioritaria della sanità delle persone, con l’inevitabile conseguente sacrificio di numerosi diritti, andava comunque seguito il percorso che è già indicato nella Costituzione.La nostra Costituzione non contempla un diritto speciale per lo stato di emergenza sanitaria, né sono previste clausole di sospensione dei diritti fondamentali da attivarsi nei tempi eccezionali, né previsioni che in tempi di crisi consentano alterazioni nell’assetto dei poteri.Il rispetto della Costituzione avrebbe infatti imposto in una situazione di emergenza, o di crisi, o di straordinaria necessità e urgenza, l’adozione di decreti-legge o di decreti del presidente della Repubblica, come prevede l’articolo 77. Il nostro Stato nel passato ha attraversato numerose situazioni di emergenza e di crisi che sono state sempre affrontate senza mai sospendere l’ordine costituzionale, ma individuando sempre all’interno della stessa Costituzione gli strumenti idonei a modulare i principi costituzionali in base alle specifiche contingenze.Dunque, deve essere sempre e soltanto la Costituzione con i principi, i diritti ed i doveri nella stessa consacrati, la stella polare che deve ispirare la condotta di tutti.Occorre poi sottolineare che la profilassi internazionale spetta esclusivamente allo Stato (art. 117, II comma, lettera q), quindi alla legislazione statale e non può delegarsi agli enti territoriali, come invece sembra indurrebbe a fare il decreto-legge sopramenzionato.Prova ne è che in materia di vaccini, sia il Tar della Calabria, che il Tar Lazio nelle loro recenti sentenze hanno annullato le ordinanze emesse dai presidenti delle rispettive giunte regionali ribadendo l’esclusiva competenza dello Stato in materia di sanità.In tale contesto si inseriscono le varie ordinanze contingibili ed urgenti dei presidenti delle regioni e dei sindaci che non possono intervenire con atti amministrativi in una materia riservata alla legislazione statale, come invece parrebbe dovrebbero fare in forza della riserva in bianco contenuta nel decreto-legge 125/2020.Quindi la situazione continua a peggiorare comportando incertezze interpretative, confusioni in materia di legislazione concorrente, interferenze tra poteri dello Stato e sicuramente aggravi di sacrifici a carico dei cittadini italiani.In tale contesto si auspica che i parlamentari tutti riprendano il controllo della situazione e senza lasciarsi spogliare ulteriormente dei loro poteri dal governo, riaffermino la centralità del Parlamento, perchè se l’attuale anomala situazione dovesse perdurare si avrebbe una insanabile rottura costituzionale. Anche i Parlamentari hanno le loro responsabilità, ma hanno ancora gli strumenti per rientrare nella legittimità e legalità costituzionale che sono i seguenti:1) Autoconvocazione straordinaria del Parlamento.L’art.62 comma 2 della Costituzione consente infatti ad 1/3 dei componenti di una Camera l’autoconvocazione con il risultato che quando si riunisce in via straordinaria una Camera è convocata di diritto anche l’altra.2) Azione diretta innanzi alla Corte Costituzionale.L’ordinanza n.17 del 10/01-08/02/2019 (redattore la dr.ssa Cartabia) in cui è stato enunciato un principio innovativo e molto importante in virtù del quale è consentito al singolo parlamentare, quale titolare, anche uti singulus, di uno dei poteri dello Stato, di adire la Corte Costituzionale direttamente senza passare attraverso un procedimento ordinario, come invece deve fare ogni comune cittadino.Dunque si ritorni immediatamente alla Costituzione, non si segua l’esempio a tutti noto della secessione dell’Aventino del 26 giugno 1924 perché ulteriori indugi, attese ed ignavie colpevoli comprometterebbero irrimediabilmente il nostro ordinamento democratico! www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/07/20G00144/sgwww.protezionecivile.gov.it/amministrazione-trasparente/provvedimenti/dettaglio/-/asset_publisher...www.giurisprudenzapenale.com/wp-content/uploads/2020/04/1_relazione.pdf ... Leggi tuttoAccorcia

IL DECRETO-LEGGE N.125/2020 PRESENTA MANIFESTE E PALESI CRITICITÀ, MA SOLO UN PARLAMENTO AUTOREVOLE E CONSAPEVOLE DELLE SUE FUNZIONI DI RAPPRESENTANZA DELLA NAZIONE PUÒ INTERVENIRE.
Il contenuto del decreto-legge 7 marzo 2020 approvato grazie anche alla deliberata assenza delle opposizioni presenta degli aspetti che non possono non suscitare profonde preoccupazioni per l’assetto democratico e costituzionale della nostra Nazione.
Come dirò in appresso, qui non si tratta soltanto della questione, pure essa importante, della prevenzione di un’epidemia, attraverso l’uso delle disposizioni protettive delle vie respiratorie, in relazione alla quale occorre rimarcare che, contrariamente a quanto ampiamente diffuso da ambienti governativi, non è stato disposto un obbligo generalizzato dell’uso della mascherina all’aperto.
Infatti nell’applicazione della legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse.
Se quello che è contenuto nel decreto legge 125/2020 ha un significato letterale e logico, vi è scritto soltanto l’obbligo di avere sempre con sé la mascherina e di utilizzarla in particolari contesti, come luoghi affollati in cui non  si può mantenere tra le persone una distanza di sicurezza, dal momento che all’art.1 , lettera b) vi è scritto: “al comma 2, dopo la lettera hh) è aggiunta la seguente: «hh -bis ) obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi ….. omissis……
Sempre con l’art.1  del citato decreto-legge l’emergenza e con la stessa i pieni poteri, vengono prorogati fino al 31 gennaio 2021, usando surrettiziamente la seguente formulazione:
nella lettera a) al comma 1, le parole: «15 ottobre 2020» sono sostituite dalle seguenti: «31 gennaio 2021».
Naturalmente c’è da aspettarsi che prima della scadenza del 31 gennaio 2021, per ragioni di esclusiva opportunità e convenienza politica venga disposta una ulteriore proroga di 12 mesi sia dell’emergenza, che dei pieni poteri, come è consentito dall’art.24 n.3 del D.lgs. n.1/2018 sulla Protezione civile impropriamente applicato dal presidente del consiglio prof.avv. Giuseppe Conte e dai suoi ministri nella delibera di consiglio del 31 gennaio 2020, che di fatto ha esautorato totalmente il Parlamento italiano, i cui componenti appaiono praticamente incapaci di reagire dinnanzi a quella che potrebbe essere definita una vera e propria eversione in violazione delle previsioni di cui agli artt.138 e 139 della nostra Costituzione.
Non occorre essere un costituzionalista per comprendere che una emergenza sanitaria non è equiparabile allo stato di guerra, in cui in forza dell’art.78 Cost. le Camere conferiscono al governo i poteri necessari.
Come ha affermato la dr.ssa Marta Cartabia, all’epoca presidente della Corte Costituzionale, nel corso della relazione annuale del 28 aprile 2020, pur essendosi trovata l’Italia dinnanzi ad una situazione inedita ed imprevedibile che imponeva di assicurare con urgenza la tutela prioritaria della sanità delle persone, con l’inevitabile conseguente sacrificio di numerosi diritti, andava comunque seguito il percorso che è già indicato nella Costituzione.
La nostra Costituzione non contempla un diritto speciale per lo stato di emergenza sanitaria, né sono previste clausole di sospensione dei diritti fondamentali da attivarsi nei tempi eccezionali, né previsioni che in tempi di crisi consentano alterazioni nell’assetto dei poteri.
Il rispetto della Costituzione avrebbe infatti imposto in una situazione di emergenza, o di crisi, o di straordinaria necessità e urgenza, l’adozione di decreti-legge o di decreti del presidente della Repubblica, come   prevede l’articolo 77.  
Il nostro Stato nel passato ha attraversato numerose situazioni di emergenza e di crisi che sono state sempre affrontate senza mai sospendere l’ordine costituzionale, ma individuando sempre all’interno della stessa Costituzione gli strumenti idonei a modulare i principi costituzionali in base alle specifiche contingenze.
Dunque, deve essere sempre e soltanto la Costituzione con i principi, i diritti ed i doveri nella stessa consacrati, la stella polare che deve ispirare la condotta di tutti.
Occorre poi sottolineare che la profilassi internazionale spetta esclusivamente allo Stato (art. 117, II comma, lettera q), quindi alla legislazione statale e non può delegarsi agli enti territoriali, come invece sembra indurrebbe a fare il decreto-legge sopramenzionato.
Prova ne è che in materia di vaccini, sia il Tar della Calabria, che il Tar Lazio nelle loro recenti sentenze hanno annullato le ordinanze emesse dai presidenti delle rispettive giunte regionali ribadendo l’esclusiva competenza dello Stato in materia di sanità.
In tale contesto si inseriscono le varie ordinanze contingibili ed urgenti dei presidenti delle regioni e dei sindaci che non possono intervenire con atti amministrativi in una materia riservata alla legislazione statale, come invece parrebbe dovrebbero fare in forza della riserva in bianco contenuta nel decreto-legge 125/2020.
Quindi la situazione continua a peggiorare comportando incertezze interpretative, confusioni in materia di legislazione concorrente, interferenze tra poteri dello Stato e sicuramente aggravi di sacrifici a carico dei cittadini italiani.
In tale contesto si auspica che i parlamentari tutti  riprendano il controllo della situazione e senza lasciarsi spogliare ulteriormente dei loro poteri dal governo, riaffermino la centralità del Parlamento, perchè se l’attuale anomala situazione dovesse perdurare si avrebbe una insanabile rottura costituzionale. 
Anche i Parlamentari hanno le loro responsabilità, ma hanno ancora gli strumenti per rientrare nella legittimità e legalità costituzionale che sono i seguenti:
1) Autoconvocazione straordinaria del Parlamento.
L’art.62 comma 2 della Costituzione consente infatti ad 1/3 dei componenti di una Camera l’autoconvocazione con il risultato che quando si riunisce in via straordinaria una Camera è convocata di diritto anche l’altra.
2) Azione diretta innanzi alla Corte Costituzionale.
L’ordinanza n.17 del 10/01-08/02/2019 (redattore la dr.ssa Cartabia) in cui è stato enunciato un principio innovativo e molto importante in virtù del quale è consentito al singolo parlamentare, quale titolare, anche uti singulus, di uno dei poteri dello Stato, di adire la Corte Costituzionale direttamente senza passare attraverso un procedimento ordinario, come invece deve fare ogni comune cittadino.
Dunque si ritorni immediatamente alla Costituzione, non si segua l’esempio a tutti noto della secessione dell’Aventino del 26 giugno 1924 perché ulteriori indugi, attese ed ignavie colpevoli comprometterebbero irrimediabilmente il nostro ordinamento democratico!
  
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/07/20G00144/sg

http://www.protezionecivile.gov.it/amministrazione-trasparente/provvedimenti/dettaglio/-/asset_publisher/default/content/decreto-legislativo-n-1-del-2-gennaio-2018-codice-della-protezione-civile

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cato, muoiono i diritti dei cittadini.E’ morta il 28 agosto scorso, dopo un lungo sciopero della fame, durato 238 giorni, per protesta contro la repressione del diritto di difesa e dei diritti umani esistente in Turchia, l’Avvocata Ebru Timtik.Pesava ormai solo 33 chili, il suo corpo era così debilitato da non potersi reggere in piedi e da non poter ingerire neppure qualche sorso di acqua.L’Avvocata Timtik era stata ritenuta colpevole esclusivamente di aver difeso soggetti invisi al regime ed ha subito sulla sua pelle il peso di un sistema processuale totalmente asservito al potere esecutivo.Si è battuta fino alla fine, anche quando non ne aveva più le forze fisiche, per un futuro di legalità che non lasciasse il cittadino solo in balia di un potere statuale esercitato senza alcuna remora, limite e controllo.Il suo calvario giudiziario iniziò nel 2017 quando per effetto di false e pretestuose accuse venne arrestata.Dopo la sua scarcerazione disposta dagli stessi giudici che avrebbero poi dovuto giudicarla, questi ultimi vennero sostituiti da altri giudici e, all’esito di un processo «farsa», l’avvocato Timtik venne condannata ad oltre tredici anni di reclusione, condanna questa che ha avuto come esclusivo fondamento l’esercizio dell’attività professionale dell’Avvocato Timtik, colpevole, secondo i giudici turchi, di avere assistito soggetti presuntivamente vicini all’organizzazione di estrema sinistra DHKP-C.Un attacco esplicito questo al diritto di difesa, fondato sulla strumentale sovrapposizione della figura dell’avvocato e del suo assistito e volto ad intimorire l’intera avvocatura turca, cui veniva in tal modo rivolto un velato messaggio ed un palese monito a non assumere la difesa di persone non gradite ed invise al regime.La morte di un Avvocato che si immola per la difesa dei diritti di tutti, per la Libertà, la Democrazia e lo Stato di diritto, non accende i riflettori mediatici sulla vicenda umana ed ideale perché l’immagine dell’Avvocatura nel corso degli ultimi decenni è stata svilita, vituperata ed offesa e la gente comune non riesce a distinguere più quale sia la reale funzione ed utilità di un Avvocato nella società contemporanea.E’ già molto difficile svolgere il ruolo difensivo in un regime che formalmente conserva qualche indispensabile regola democratica ed è arduo pensare di poterlo fare liberamente nell’interesse della Giustizia e della Nazione, perchè ciò significa attirare sulla persona del difensore l’ostilità dei più, i quali preferiscono che un soggetto terzo e libero, come dovrebbe essere un Avvocato, non interferisca sul naturale corso degli eventi, così come progettato da una cricca al comando e che si limiti invece a percepire un il corrispettivo per una difesa solo formale, ma non sostanziale, ispirata da quelli che sono i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico.Figuriamoci quanto sia difficile e direi impossibile svolgere con onore, lealtà e diligenza le funzioni difensive in un regime divenuto a tutti gli effetti illiberale ed autoritario.Onore quindi all’Avvocato Ebru Timtik che si è immolata fino alle estreme conseguenze per la difesa dei diritti e delle libertà del suo Popolo e piena solidarietà a tutti i Colleghi che in Turchia, consapevoli di essere degli Avvocati e non di “fare gli avvocati, come se si trattasse di un qualsiasi altro mestiere”, mantengono alta l’immagine dell’Avvocatura difendendo, come è loro principale dovere, i principi che devono sempre informare una società civile libera e democratica.L’Avv. Antonio De Mauro, Presidente del COA di Lecce, ordine professionale cui ho l’onore di appartenere, ad un mese dalla morte dell’eroica Collega, ne ha commemorato la figura ed il fulgido esempio di dedizione a quelli che sono i principi cardine che devono informare la Giustizia ed ispirare la condotta di ogni autentico Avvocato, ribadendo questi semplici, ma basilari concetti:“Noi siamo Avvocati……Se ci fate uscire dalle sale, fate uscire anche la giustizia.Qualsiasi assalto nei nostri confronti è un assalto fatto contro il popolo e alla sua libertà di cercare giustizia.Noi rappresentiamo il popolo nei processi.Non vi lasceremo calpestare i diritti dei cittadini.Non vi lasceremo calpestare il diritto, la giustizia, le libertà.Continueremo a perseguitare le torture, gli abusi, le illegittimità, a salvaguardare il diritto di essere sottoposti ad un processo equo per tutti” ... Leggi tuttoAccorcia

cato, muoiono i diritti dei cittadini.
E’ morta il 28 agosto scorso, dopo un lungo sciopero della fame, durato 238 giorni, per protesta contro la repressione del diritto di difesa e dei diritti umani esistente in Turchia, l’Avvocata Ebru Timtik.
Pesava ormai solo 33 chili, il suo corpo era così debilitato da non potersi reggere in piedi e da non poter ingerire neppure qualche sorso di acqua.
L’Avvocata Timtik era stata ritenuta colpevole esclusivamente di aver difeso soggetti invisi al regime ed ha subito sulla sua pelle il peso di un sistema processuale totalmente asservito al potere esecutivo.
Si è battuta fino alla fine, anche quando non ne aveva più le forze fisiche, per un futuro di legalità che non lasciasse il cittadino solo in balia di un potere statuale esercitato senza alcuna remora, limite e controllo.
Il suo calvario giudiziario iniziò nel 2017 quando per effetto di false e pretestuose accuse venne arrestata.
Dopo la sua scarcerazione disposta dagli stessi giudici che avrebbero poi dovuto giudicarla, questi ultimi vennero sostituiti da altri giudici e, all’esito di un processo «farsa», l’avvocato Timtik venne condannata ad oltre tredici anni di reclusione, condanna questa che ha avuto come esclusivo fondamento l’esercizio dell’attività professionale dell’Avvocato Timtik, colpevole, secondo i giudici turchi, di avere assistito soggetti presuntivamente vicini all’organizzazione di estrema sinistra DHKP-C.
Un attacco esplicito questo al diritto di difesa, fondato sulla strumentale sovrapposizione della figura dell’avvocato e del suo assistito e volto ad intimorire l’intera avvocatura turca, cui veniva in tal modo rivolto un velato messaggio ed un palese monito a non assumere la difesa di persone non gradite ed invise al regime.
La morte di un Avvocato che si immola per la difesa dei diritti di tutti, per la Libertà, la Democrazia e lo Stato di diritto, non accende i riflettori mediatici sulla vicenda umana ed ideale perché l’immagine dell’Avvocatura nel corso degli ultimi decenni è stata svilita, vituperata ed offesa e la gente comune non riesce a distinguere più quale sia la reale funzione ed utilità di un Avvocato nella società contemporanea.
E’ già molto difficile svolgere il ruolo difensivo in un regime che formalmente conserva qualche indispensabile regola democratica ed è arduo pensare di poterlo fare liberamente nell’interesse della Giustizia e della Nazione, perchè ciò significa attirare sulla persona del difensore l’ostilità dei più, i quali preferiscono che un soggetto terzo e libero, come dovrebbe essere un Avvocato, non interferisca sul naturale corso degli eventi, così come progettato da una cricca al comando e che si limiti invece a percepire un il corrispettivo per una difesa solo formale, ma non sostanziale, ispirata da quelli che sono i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico.
Figuriamoci quanto sia difficile e direi impossibile svolgere con onore, lealtà e diligenza le funzioni difensive in un regime divenuto a tutti gli effetti illiberale ed autoritario.
Onore  quindi all’Avvocato Ebru Timtik che si è immolata fino alle estreme conseguenze per la difesa dei diritti e delle libertà del suo Popolo e piena solidarietà a tutti i Colleghi che in Turchia, consapevoli di essere degli Avvocati e non di “fare gli avvocati, come se si trattasse di un qualsiasi altro mestiere”, mantengono alta l’immagine dell’Avvocatura difendendo, come è loro principale dovere, i principi che devono sempre informare una società civile libera e democratica.
L’Avv. Antonio De Mauro, Presidente del COA di Lecce, ordine professionale cui ho l’onore di appartenere, ad un mese dalla morte dell’eroica Collega, ne ha commemorato la figura ed il fulgido esempio di dedizione a quelli che sono i principi cardine che devono informare la Giustizia ed ispirare la condotta di ogni autentico Avvocato, ribadendo questi semplici, ma basilari concetti:
“Noi siamo Avvocati……
Se ci fate uscire dalle sale, fate uscire anche la giustizia.
Qualsiasi assalto nei nostri confronti è un assalto fatto contro il popolo e alla sua libertà di cercare giustizia.
Noi rappresentiamo il popolo nei processi.
Non vi lasceremo calpestare i diritti dei cittadini.
Non vi lasceremo calpestare il diritto, la giustizia, le libertà.
Continueremo a perseguitare le torture, gli abusi, le illegittimità, a salvaguardare il diritto di essere sottoposti ad un processo equo per tutti”
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